Le dee dentro la donna: psicologia femminile

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Le dee dentro la donna sono le archetipiche manifestazioni della sua essenza psicologica.

Esse si esprimono in vari modi a seconda del contesto, della fase della vita e delle sfide che ognuna incontra.

Si tratta di modelli, guide interiori che aiutano il femminile a scoprire e a realizzare il proprio potenziale, a superare le difficoltà e a vivere in armonia.

Come ogni modello dell’inconscio collettivo, la classificazione archetipica non vede l’archetipo come una entità separata quanto, piuttosto, un aspetto di una stessa anima, che si risveglia e si attiva in risposta ad esperienze e bisogni.

Ogni donna ha potenzialmente in sé tutte le dee, ma alcune sono più dominanti o più latenti a seconda della personalità, della storia e del momento evolutivo.

Può accadere, non di rado, anzi, che una donna possa riconoscere in sé archetipi maschili, per questo vi invito  a dare un’occhiata anche a quali dei sono dentro l’uomo.

Una natura profonda, che la psicoterapeuta archetipica Jean S.Bolen ha individuato puntualmente, mettendole in relazione con le grandi immagini presenti nella mitologia greca che analizzeremo in una serie di post.

Ad onore del vero, le caratteristiche essenziali di personalità non sono ravvisabili solo nei mitemi dell’antichità achea bensì riconoscibili in simboli, favole, immagini, storie, religioni delle più disparate tradizioni, a riprova di come l’inconscio collettivo le riconosca e integri.

Le Divinità come forze interiori

Ogni cultura le ha descritte; i modelli psichici di forze interiori dentro la donna sono facilmente riconoscibili come realtà cui appellarsi a seconda dei momenti della vita, se dovessimo elencarle intuitivamente, i modelli più presenti sono:

  • La Dea madre, richiama l’istinto materno, la fertilità, l’abbondanza, la nutrizione e la protezione. La dea madre è legata alla terra, alla natura e alla vita, è generosa, accogliente, paziente e compassionevole ma anche  severa, esigente, implacabile. Una attivazione di personalità presente in ogni donna mentre si prende cura di se stessa e degli altri, mentre crea e custodisce ma anche mentre soffoca e costringe.
  • La Dea guerriera, rappresenta il coraggio, la determinazione, la volontà e l’azione. Legata alla battaglia, è audace, indipendente, assertiva, competitiva ma anche leale, onesta e giusta quando si tratta di difendere i propri ideali o diritti. Può essere strategica e implacabile. Scorgiamo elementi della dea guerriera in ogni donna che si impone, che si afferma, che lotta.
  • La Dea saggia, rappresenta l’intelligenza, la conoscenza, la riflessione e l’intuizione. La dea saggia è legata all’interiorità, al pensiero; è curiosa, colta, analitica e visionaria, umile, prudente e consapevole quando si tratta di apprendere o di insegnare, ma può anche desiderare di escludersi dal mondo in un afflato di solitudine narcisistica. La dea saggia è presente in ogni donna che si informa, si forma, che pensa.
  • La Dea amante, rappresenta la passione, il piacere, la sensualità, l’affettività. Seducente, magnetica, espressiva, si attiva in ogni donna che si ama, che si lascia amare e che ama, ma anche in ogni donna che “fa i capricci” e pretende l’accettazione di afflati irrazionali.
  • La Dea creatrice, incarna, invece, l’immaginazione, l’arte, l’innovazione e la trasformazione; originale, artistica, inventiva e rivoluzionaria. La dea creatrice è anche adattabile, flessibile e resiliente quando si tratta di creare o di cambiare. Ci si appella a lei quando la donna si esprime, si reinventa e si trasforma.

Dee Greche: l’influenza delle dimensioni mitiche

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In ogni storia femminile sono presenti, dunque, tutte queste dimensioni mitiche che rappresentano potenti forze interne che condizionano la storia personale.

In una prospettiva di psicologia archetipica, le donne sono influenzate da archetipi che possono vedersi impersonate nelle divinità femminili greche.

Questi ultimi determinano il rapporto con l’altro e aiutano a spiegare certe difficoltà o affinità che certe donne hanno con certi uomini, così come la presenza di modelli relazionali diversi.

Ogni donna ha in sé doni profusi da una dea, che deve riconoscere e accettare con gratitudine e difetti che deve contenere e superare.

Le dee dentro la donna sono strumenti di comprensione, della funzione psicologica che fornisce una spiegazione delle immagini interne.

Dee Vergini, Dee Vulnerabili, Dea Alchemica

E’ possibile dividere le Dee dentro la donna in tre gruppi.

Modalità di coscienza, ruoli privilegiati e fattori motivanti, sono ciò che contraddistingue ogni gruppo.

Dee Vergini

L’archetipo della dea vergine

Il termine vergine significa incontaminata, pura, incorrotta, non consumata.

Quando una dea vergine è il tipo dominante in una donna significa che ella è “una in sé stessa”.

Una parte importante della sua psiche non appartiene a nessun uomo, di conseguenza il desiderio di piacere o essere approvata non è mai una sua motivazione nell’agire.

Essa è più motivata dal seguire i propri valori interni e spesso fa scelte poco convenzionali. 

E’ meno facilmente manipolata dalle aspettative sociali, e ha un aspetto intatto, incontaminato che non rivela, perché lo custodisce come sacro, inviolato.

Le dee vergini hanno psichicamente la capacità di concentrare l’attenzione su ciò che a loro interessa, lasciandosi assorbire da ciò che stanno facendo.

Potremmo dire che le dee vergini hanno un tipo di coscienza concentrata, che permette loro di dedicarsi in maniera esclusiva alla realizzazione di quanto ha per loro un valore personale.

Quali sono le dee vergini 

Le Dee Vergini sono:

La sua risposta alla realizzazione di se stessa in rapporto al mondo olimpico richiama una scelta di separazione dagli uomini e dalla loro influenza.

La sua risposta alla realizzazione di se stessa in rapporto al mondo olimpico richiama una scelta di identificazione, partecipando alle attività  maschili e eccellendo nella strategia.

La sua risposta alla realizzazione di se stessa in rapporto al mondo olimpico richiama una scelta di appartarsi, mettendo in sordina la propria visibilità

Esse rappresentano le qualità femminili dell’indipendenza e dell’autosufficienza, inaccessibili al cambiamento.

A differenza di altre divinità Olimpiche non erano inclini ad innamorarsi, non si facevano vittimizzare e non soffrivano.

Artemide e Atena rappresentano la concertazione su una meta e il pensiero logico.

Estia è l’archetipo che punta l’attenzione all’interno, al centro spirituale della personalità.

Le Dee Vulnerabili

L’archetipo della vulnerabilità

Le dee vulnerabili impersonano i ruoli tradizionali della donna: moglie, figlia, madre.

Trovano identità e benessere in un rapporto significativo, ed esprimono il bisogno femminile di affiliazione.

La loro conoscenza può dare alla donna insight sulla natura dei loro bisogni profondi.

Quando una di queste dee è dominante la spinta motivazionale è rappresentata da un focus di attenzione sugli altri con  una ricettività sviluppata.

Ognuna di loro, ha infatti una coscienza specifica, una consapevolezza diffusa capace di registrare le sfumature dei sentimenti altrui.

Quali sono le dee vulnerabili

Le Dee vulnerabili sono:

Era è gratificata da essere compagna

Demetra è gratificata dall’accudire gli atri

Era gratificata dall’essere dipendente, curata

Questi archetipi dell’orientamento al rapporto, fanno in modo che l’identità dipenda dalla presenza un un legame significativo.

Le tre dee vulnerabili sono sintonizzate sull’altro, così che l’aggettivo vulnerabile non ha valenza negativa, quanto piuttosto sta ad indicare che, quando il legame era spezzato o disonorato, ognuna di loro soffriva nel proprio modo caratteristico.

Ognuna di loro subiva anche una evoluzione che può aiutare le donne a capire la natura e la modalità delle loro reazioni alla perdita.

La Dea Alchemica

Afrodite,

dea dell’Amore, è la Dea Alchemica.

Bella e irresistibile, stringeva relazioni a sua scelta e nella mitologia e non fu mai vittimizzata al contrario delle storie che accompagnano le Dee Vulnerabili.

In tal modo mantenne la sua autonomia come una Dea Vergine e visse i rapporti come una Dea Vulnerabile.

La sua coscienza era concentrata e ricettiva ad un tempo, permettendo così un interscambio che influenzava se stessa e l’altro.

La presenza di Afrodite spinge la donna a cercare nei rapporti l’intensità e la stabilità, a tenere in considerazione il processo creativo e ad essere aperta al cambiamento.

Le Dee dentro la donna: comportamento, carattere e spirito

Delle sette Dee greche che rappresentano i principali e più comuni modelli archetipici presenti nella donna, Afrodite, Demetra ed Era, dominano prevalentemente il comportamento.

Afrodite può essere considerata una versione ridotta dell’antichissima Dea della fertilità. Demetra lo è nella fusione con la Grande Madre; Era, invece, come Regina del cielo.

La loro forza istintuale può diventare imperativa, come se la dea agisse in uno dei suoi molteplici aspetti.

La donna deve, allora, imparare a valutare perché agire ciecamente i comandi di Afrodite, Demetra o Era può influire in maniera negativa sulla vita.

Ognuna di queste Dee, infatti, non funziona in una ottica di interesse delle donne e dei loro rapporti con gli altri, esiste fuori dal tempo e non si preoccupa della realtà pragmatica della vita o dei bisogni.

Tre dei restanti archetipi: Artemide, Atena, e Persefone, erano Dee fanciulle, che appartenevano alla generazione teogonica delle figlie.

Come archetipi sono meno schiaccianti, in maniera conforme alla loro caratteristica, e influenzano soprattutto il carattere.

Estia, infine, la più anziana, la più saggia e onorata tra tutte, rifuggiva ogni potere, rappresenta la componente spirituale che ogni donna è bene che rispetti.

Le Dee dentro la Donna oggi

Le Dee greche sono immagini vissute nella fantasia umana da oltre tremila anni che riproducono e rappresentano le donne per come sono, con un potere e un comportamento più diversificato di quanto storicamente sia stato consentito di manifestare.

Sono diverse l’una dall’altra. Ciascuna ha tratti positivi e negativi.

I miti che le riguardano ci dicono, in forma di metafora, ciò che è importante per loro e cosa ogni donna che somiglia loro può fare.

Nell’Olimpo erano, anche, spesso, in competizione reciproca, ulteriore metafora dei vari aspetti dei conflitti interni di donne complesse e polivalenti.

In ogni donna sono potenzialmente presenti tutte le Dee; quando nella psiche molte di loro sono in competizione per il predominio, la donna deve decidere quale aspetto di sé esprimere e quando, altrimenti verrà sballottata da una parte all’altra.

Conoscere queste forze archetipiche offre ad ogni donna una consapevolezza di quale parte di sé attivare.

NB. Se ti interessa conoscere anche la visione moderna, Junghiana e psicologica dei Tarocchi ti propongo il mio studio: La Psicologia dei Tarocchi. Libro e Arcani

La psicologia dei Tarocchi Libro e carte

About the author

Laura Valli

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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By Laura Valli

Sull’autore

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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