Gli ordini dell’amore sono tra le più importanti scoperte fatte da Bert Hellinger, il padre delle Costellazioni Familiari.
Pochi terapeuti, tuttavia, si rendono conto come questa teoria delle dinamiche co-consce riguardanti le comunità sia, in realtà , un grimaldello preciso per guarire molti traumi e difficoltà che incontriamo nella nostra vita che, diversamente, sembrano non trovare soluzione.
L’idea è semplice, ogni sistema di coscienza collettivo sottende a delle leggi, esattamente come la realtà fisica sottende alla legge di gravità differenziata, all’inerzia, alla spinta costante e così via…
Qualsiasi gruppo strutturato o meno di coscienze ubbidisce a queste regole, non solo la famiglia ma anche la classe del liceo, il luogo di lavoro, la squadra di calcio …
Esse risultano, dunque, la base di lettura per ogni genogramma disegnato durante una terapia transgenerazionale (psicogenalogia), che analizza e scopre dinamiche all’interno di un co-inconscio ampio, travalicando il rapporto genitoriale ed individuando i traumi familiari tramandati attraverso le generazioni.
Conoscere queste leggi è come conoscere la forza di gravità alla base del sistema famiglia.

Indice dei contenuti
Quali sono gli ordini dell’amore
Gli ordini dell’amore sono tre:
- Appartenenza
- Precedenza
- Equilibrio
Essi non sottostanno ad alcuna regola etica o morale.
Vanno aldilà di ogni giudizio umano, sono oggettive, agiscono indipendentemente.
E’ possibile paragonarli a qualunque altra regola matematica applicabile mentre svolgiamo una equazione.
Descrivono i meccanismi del co-conscio familiare.
1. Appartenenza
La legge di appartenenza prescrive che “nessuno possa essere escluso”.
Non esiste alcuna ragione valida che giustifichi l’esclusione di un membro della famiglia, qualunque bruttura, malvagità o vergogna sociale possa coinvolgere tale individuo.
Un sistema collettivo non può tollerare l’esclusione di uno dei suoi elementi a prescindere da cosa costui abbia fatto.
Per quanto ci possano essere tentativi di esclusione, il co-inconscio collettivo farà di tutto affinchè questo non avvenga, farà in modo che ogni elemento del sistema possa venire visto e integrato.
Questo vale anche per i bambini non nati, che appartengono al sistema familiare anche se la madre li ha persi o abortiti.
Molte persone credono di essere figli unici, quando, invece, sono secondogeniti poichè la prima gravidanza non è stata portata a termine.
Numerosi altri esempi si manifestano durante l’analisi di un albero genealogico per l’esclusione dalla memoria familiare di persone trovatesi in situazioni “vergognose” per l’epoca in cui sono vissuti: figli fuori dal matrimonio, diserzioni, omosessualità …
Vi sono poi le esclusioni dovute ad atti criminosi o violenti.
Persone di cui in famiglia non si parla più perchè si sono macchiate di delitti.
La legge di appartenenza fa si che proprio le persone escluse debbano essere reintegrate.
La coscienza collettiva farà , cioè, di tutto affinchè quell’antenato non venga dimenticato.
In chiave transgenerazionale quello che vedremo è che qualche discendente, in qualche modo è irretito nel destino della persona esclusa, ripetendone, da vittima, da carnefice o in maniera situazionale, proprio quello che, in famiglia, doveva essere sepolto.
2. Precedenza

Chi arriva prima nel sistema ha la precedenza e anche maggiori responsabilità rispetto a chi arriva dopo.
Facciamo un esempio di violazione della legge per renderla più intellegibile.
Immaginiamo una famiglia in cui i genitori si separano.
Il padre si rifà una vita, è sereno.
La madre, invece, cade un poco in depressione, rimane sola.
A quel punto, il più grande dei figli potrebbe spostarsi dal suo posto di figlio e collocarsi idealmente accanto alla madre, prendendo così il posto del padre per occuparsi di lei.
Ogni volta una persona lascia il proprio posto per occupare un altro ruolo, abbiamo una violazione della legge di precedenza.
Se, apparentemente, possiamo apprezzare la scelta del primogenito del nostro esempio, in realtà il suo movimento è di grande disequilibrio.
Egli sta dicendo alla madre che non è adulta e non è in grado di sostenere le proprie difficoltà .
Lasciando il proprio ruolo e prendendo quello di un compagno o genitore, il ragazzo si sta dichiarando più equipaggiato, superiore alla madre.
In questa dinamica entrambi i soggetti soffrono.
Il figlio perchè rinuncia alla propria vita, la madre perchè non è rispettata e onorata.
Tutte le volte che un “piccolo” va a posto di un “grande” oppure un “grande” si pone a livello di un “piccolo”, avviene la violazione di questo ordine dell’amore.
E’ una legge piuttosto difficile da accettare per tutti coloro che pensano che essere i migliori amici dei genitori sia una cosa positiva, oppure per quei genitori che chiedono rassicurazioni ai figli, o ancora per coloro che, dopo il matrimonio, non riescono a tagliare i legami con la famiglia di origine.
Dal punto di vista del co-conscio familiare, tutte queste sono situazioni disastrose.
Da esse possono nascere dinamiche estremamente dolorose per i componenti della famiglia: difficoltà a creare relazioni, incapacità di trovare situazioni lavorative stabili, impedimenti evolutivi, disagi psicologici per i figli etc.
3. Equilibrio
La legge dell’equilibrio insegna che “si prende dai grandi, si dà ai piccoli e si scambia con chi è come noi”.
Ciascuno di noi, se occupa il proprio posto, viene nutrito, riempito da coloro che sono arrivati prima. Così traboccando di sapere e amorevolezza egli potrà riempire coloro che arrivano dopo.
Il modo migliore per onorare i doni che abbiamo ricevuto dai nostri genitori è, dunque, ringraziarli e dare ai piccoli.
All’interno di amicizie e coppie la parola d’ordine è, invece, scambio.
Moltissime relazioni entrano in crisi perchè uno dei due partner dà molto di più dell’altro.
Attenzione, il ricevere in una relazione è una azione attiva esattamente come il dare.
Prendere, infatti, è scartare il regalo ed essere grati per averlo ricevuto.
Si tratta di un atto di accettazione che ha alla base un onorare l’altro, permettendo all’altro di dare e a sè stessi di sentirsi in debito.
Parimenti, dare troppo non è bontà esagerata, è entrare in un disordine.
Colui che dà molto nasconde la propria fragilità mettendosi in una condizione di superiorità , di innocenza; è come se dicesse: preferisco che siano gli altri ad avere debiti verso di me.
Per questa ragione, imparare a ricevere è un lavoro interiore.
In una coppia è, dunque, fondamentale, essere entrambi sullo stesso piano.
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