Psicologia maschile: l’archetipo Poseidone

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Poseidone era il dio del mare.

Veniva rappresentato come un uomo forte barbuto simile a Zeus con in mano un tridente, associato ai terremoti e chiamato “colui che scuote la terra”. 

I suoi più importanti animali simbolici erano il toro e il cavallo: 2 animali terrestri che ne ricordano l’origine primigenia.

Il temperamento di Poseidone è il suo tratto più tipico. Egli è vendicativo distruttivo e pericoloso: un Dio accompagnato  dalla turbolenza come il mare in tempesta. 

Eppure Poseidone era anche colui che placava le onde: gli uragani si acquietarono nell’istante, quando Poseidone veleggiava tra i flutti su un carro d’oro tirato da cavalli bianchi dalla criniera d’oro, e i mostri marini gli giocavano intorno.

Genealogia e mitologia

Come tutti i fratelli Poseidone fu inghiottito dal padre che temeva di essere spodestato da un figlio maschio.

Alcune leggende fanno evitare a Poseidone questo destino alla pari di Zeus, in una di queste si racconta infatti che egli fu sostituito con un puro e puledro che venne inghiottito da trono da trono; un’altra riferisce che anziché inghiottirlo, Crono lo scaraventò in mare appena nato con l’intento di farlo annegare.

Nella versione più consueta, tuttavia, egli venne come gli altri mangiato dal padre e liberato da Zeus con l’aiuto di Meti.

Poseidone,  dunque, si alleò con i fratelli e sconfissero i Titani (puoi trovare l’intera storia in: I padri cielo come metafora psicologica)

Nella divisione dei regni a Poseidone toccò il mare,  ma il dio non soddisfatto della propria sorte si contese con Atena il possesso della città di Atene: alla città la dea offrì agli abitanti l’albero dell’olivo, mentre Poseidone conficcò il suo tridente in una roccia dell’acropoli facendo sgorgare una sorgente salmastra.

Quando Poseidone perse perché il dono di Atena fu giudicato più utile, reagì immergendo la pianura circostante.

Non ebbe miglior fortuna nella lotta con la dea Era per Argo  e quando perse per vendicarsi prosciugò tutti i fiumi.

Tentò senza successo di rivendicare da Zeus il possesso di Egina e a Dioniso quello di Naxos.

Nella disputa con Elio per Corinto fu più fortunato: a lui andò l’etimo e a Elio l’Acropoli.

Si ribellò anche a Zeus e contro cui organizzò un complotto che non ebbe successo.

Poseidone le donne.

La prima donna su cui Poseidone mise gli occhi fu Teti e desiderò sposarla contendendola Zeus, ma quando Prometeo rivelò che Teti avrebbe partorito un figlio che sarebbe stato più grande del padre, entrambi l’abbandonarono e le organizzarono un matrimonio con un mortale.: il figlio nato da questa unione fu l’eroe greco Achille.

Successivamente il dio si avvicinò ad Anfitrite, un’altra Nereide, che rifiutò le sue profferte. Poiché lui la volle per forza e la violentò, lei scappò sulle montagne della Atlante per sfuggirlo. 

I delfini  orarono la causa di Poseidone perorandola in modo irresistibile e infine Anfitrite consentì di sposarlo. Per gratitudine, il dio pose l’immagine del delfino tra le stelle del cielo, facendone una costellazione.

Il matrimonio di Poseidone e Anfitrite seguì lo stesso schema di quello di Zeus e Era, perché anche Poseidone era un Dongiovanni.

La gelosia vendicativa di Anfitrite, come quella di Era, si scagliava contro l’altra.

Quando Poseidone si innamorò di Scilla, Anfitrite gettò nella sua vasca da bagno delle Erbe magiche e Scilla da bella che era, divenne un mostro ringhioso a dodici zanne e  sei teste, ciascuna con una triplice fila di denti, che prese dimora nello Stretto di Messina dove divorava i marinai delle navi di transito.

A causa di Poseidone, Medusa Subì un destino altrettanto atroce.

Poiché il dio aveva fatto l’amore con lei in un tempio dedicato ad Atena, la dea la trasformò in un mostro repellente con serpenti per capelli, il suo sguardo trasformava gli uomini in sassi.

Quando Demetra vagava per la terra in cerca di Core, Poseidone la desiderò. per sfuggirgli la dea si trasformò in una puledra ma Poseidone diventò uno stallone che la violentò.

Poseidone e i figli.

Anfitrite diede a Poseidone tre figli, un maschio e due femmine (Tritone, una divinità marina raffigurata con il corpo per metà umano e per metà di pesce, Bentèsicima e Rode), ma il dio ebbe molti altri rampolli, in gran parte i mostri i cui parla la mitologia.

Generò giganti devastatori e figli feroci di dimensioni normali, tutti ereditavano da lui la violenza e potevano contare sulla sua feroce lealtà del dio nei loro confronti.

Quando Ulisse privò del suo unico occhio il ciclope Polifemo, figlio di Poseidone, il dio lo perseguitò con odio implacabile e punì tutti coloro che lo avevano aiutato.

Ad esempio trasformò in scoglio la nave con cui un popolo di marinai aveva aiutato Ulisse e chiuse con un’immensa montagna il loro porto.

L’ostilità senza fine

Il rancore di Poseidone non aveva uguali.

Il suo furore contro i troiani fu così grande da indurlo a intervenire in favore dei Greci contro l’espresso ordine di Zeus.

Il suo odio nasceva da un’epoca precedente: Poseidone e Apollo si erano accordati con il re Laomedonte, che era padre di Priamo e nonno di Paride e di Ettore, impegnandosi a costruire le mura della città di Troia in cambio di una certa somma; ma quando ebbero finito, il re rifiutò di pagare il compenso, Poseidone quindi si vendicò fino alla seconda e terza generazione.

Minosse Re di Creta chiese a Poseidone di mandargli un toro da sacrificare, ma il toro che venne dal mare era così bello che Minosse decise di tenerlo anziché sacrificarlo, come aveva promesso.

Irato contro di lui per aver mancato la parola, Poseidone fece sì che la moglie di Minosse, Pasifae, s’innamorasse del Toro.

Il frutto di questa unione fu il Minotauro, un mostro per metà Toro e metà uomo che veniva tenuto sotto il palazzo reale rinchiuso in un labirinto.

 L’aspetto pacifico dei Poseidone.

Benché Poseidone fosse ben noto per la sua ira, distruttività e violenza, esisteva anche un aspetto della sua personalità pacifico e misericordioso.

Quando era di umore tranquillo andava a trovare i suoi fedeli Etiopi che gli offrivano ricchi sacrifici, dimenticandosi di perseguitare Ulisse.

In un atto di misericordia durante un terremoto trasformò la Tessaglia, che era un enorme lago, in una terra asciutta.

Quando Io e suo figlio si gettarono in mare li trasformò in divinità marine e fece di Castore e Polluce e i protettori dei naviganti dando loro il potere di placare le tempeste.

L’archetipo Poseidone

Poseidone viveva nel fondo del mare, il regno che era diventato suo quando, insieme ai fratelli Zeus e Ade, aveva tirato a sorte per dividersi il mondo.

Per cogliere l’emotività che egli in persona e il regno psicologico che governa, basta soltanto pensare ai potenti umori del mare, ha le sue onde che distruggono indiscriminatamente tutto quello che incontrano sul loro cammino.

Come un’intensa emozione che inonda la personalità e sommergerla razionalità, Poseidone emerge dal mondo sottomarino, e infuria per poi tornare a ritirarsi nella sua dimora sommersa.

Veniva chiamato anche colui che porta le inondazioni e colui che scuote la terra per esprimere il suo potere distruttivo.

Nei sogni e nelle metafore, il mare rappresenta l’inconscio, appena sotto la superficie vivono le emozioni e i ricordi personali, nelle profondità vivono creature primitive e miriade di forme, molto al di là di quanto è possibile conoscere personalmente: l’inconscio collettivo.

L’acqua e le emozioni sono legate simbolicamente, a ciò che fa del mare il regno adatto a Poseidone che se provocato reagiva in maniera emotiva e con grande intensità.

Il suo animale simbolico era il cavallo, che spesso rappresenta la potenza e la bellezza degli istinti fisici un animale terrestre che testimonia le origini preolimpiche di Poseidone come un Dio contrapposto a Padre cielo.

Il mondo sottomarino è il regno dei sentimenti e degli istinti personali rimossi e insieme il regno delle emozioni che gli esseri umani condividono collettivamente.

In un mondo governato da Zeus noi veniamo educati a svalutare e a tenere nascosti i sentimenti e gli istinti, come nella mitologia apprezziamo irrazionale Apollo e la fredda Atena, spesso il mondo di Poseidone minaccia di spezzare le difese erette contro la possibilità di provare sentimenti ed esprimerli, sogniamo maree che montano in ondazioni. Ma anche in un mondo dominato da Zeus ci sono persone che conoscono bene il regno di Poseidone, questi uomini e donne vivono e lavorano con le maree delle emotività e dell’istinto.

Un archetipo rinnegato

Poseidone incarna una delle facce dell’archetipo del padre che dovette cedere il primato a Zeus proteso a tenere tutto sotto controllo, una faccia che viene culturalmente rimossa.

Quando il regno delle motilità viene soffocato, questo archetipo sprofonda nei meandri della psiche e non viene integrato nella personalità dell’uomo, così le emozioni chiuse sotto chiave alla fine hanno il sopravvento attraverso il bisogno primitivo di sfogare la distruttività contro chiunque abbia provocato il dolore nascosto.

Poseidone è anche l’archetipo grazie al quale è possibile conoscere un regno psicologico di grande bellezza.

Dall’Olimpo è impossibile vedere il mondo sommerso di questa divinità, mondo che nella mitologia non mai compiutamente viene mai descritto.

L’accesso al mondo del profondo è un aspetto misconosciuto della psiche degli uomini perché viene svalutato e rimosso.

Un aspetto meno noto di Poseidone era rappresentato, infatti, dalle acque che scorrono sotterranee: si tratta dei profondi sentimenti introversi che bisogna far emergere ed esprimerle se vogliamo conoscerli.

Il sommozzatore

Poseidone era l’unico Dio dell’Olimpo che aveva accesso alle profondità marine, per questo è metafora dell’uomo e della donna capaci di penetrare nella profondità del regno dei sentimento e delle emozioni ed accedere a quanto adesso contiene: l’anima, il dolore, la bellezza, i mostri del profondo.

Luoghi così remoti da rendere impossibile qualsiasi ragione chiara, luoghi dove è possibile solo un distinta percezione del senso della vastità e di profondità.

L’aspetto del sommozzatore che scende nella profondità del mare trova espressione in molti poeti musicisti, compositori, terapeuti che ogni volta si immergono nel regno delle emozioni,

Il re sopraffatto dalle emozioni

Come Zeus anche Poseidone cerca di affermare il proprio potere e di conquistarsi il rispetto e il controllo.

L’uomo Poseidone sente l’impulso di essere qualcuno di essere importante.

Tuttavia gli mancano la freddezza, il pensiero strategico e la forza di volontà indispensabili per avere successo.

Poseidone perdeva sistematicamente i territori che contendeva ad altre divinità, sentendosi umiliato reagiva con rabbia.

Un uomo che dia vita questo archetipo di solito non sa perdere, La psiche viene inondata dai sentimenti, soffocando il pensiero razionale.

il dio col tridente. 

Il dio con il Tridente

Il simbolo di Poseidone era il tridente, un simbolo fallico che insieme al significato del suo nome “marito della terra”, lo connòta storicamente come un Dio preolimpico, uno dei consorti della grande idea.

Il tridente per Poseidone era il triplice fallo simbolico a significare la funzione di compagno della dea nei tre aspetti: fanciulla, madre, vecchia.

Vissuta nella sua forma archetipica più letterale, questa virilità è impersonata da uomini che non fanno distinzione tra donne giovani e anziane.

In un rapporto impegnato l’uomo che porta il tridente è marito della fanciulla, della madre, della donna saggia che coesistono in sua moglie. Nel suo significato astratto Poseidone è il marito della terra come umidità fecondante necessaria perché essa diventi fertile.

Nemico implacabile

La storia della persecuzione implacabile di Ulisse da parte di Poseidone e la storia della collera del padre perché suo figlio Polifemo, è stato accecato.

Poco importa che Polifemo intendesse divorare Ulisse e i suoi compagni.

E’ una giustizia occhio per occhio, Poseidone è lì che aspetta di saldare i vecchi conti, covando risentimenti che non si attenuano col tempo.

 

Il lavoro.

In una società industriale e corporativa come quella occidentale non è facile per questo archetipo trovare un lavoro che gli interessi, gli dia reddito, e il rispetto di sé e degli altri.

Il più delle volte, l’uomo Poseidone si sente  fuori dal suo elemento negli uffici e nelle fabbriche. Per riuscire in questi ambienti deve reprimere la sua natura emotiva.

Se riesce ad adattarsi, avrà sempre la sensazione di lavorare solo per lo stipendio anche ai più alti livelli.

Poseidone ha un rapporto difficile con l’autorità e non prendere parte al benessere materiale che gli spetta lo manda tutte le furie.

Spesso le attitudini di un Poseidone vanno nella direzione del lavoro con la natura dove il tempo si misura in cicli e stagioni.

Qui egli impara ad affidarsi dei suoi istinti e della sua esperienza con le piante, con le creature viventi, con la gente.

I rapporti con le donne

Due aspetti dell’uomo Poseidone fanno sì che egli dominerà le donne: il suo atteggiamento patriarcale e la forza della sua intensità emotiva.

Ciò che rende una donna irresistibile agli occhi dell’uomo Poseidone è il suo sforzo inconscio di raggiungerlo alle profondità emotive di cui è capace per natura” 

Potrà capitare spesso che calpesti i sentimenti della compagna e violi i suoi confini.

In genere non si trova bene con donne che tengono alla carriera, non ha successo nel lavoro e tuttavia spesso si comporta come se fosse autorizzato a occupare una posizione di superiorità rispetto alla compagna.

Questa situazione può tradursi in competitività, esattamente come narra il mito della disputa tra Atena e Poseidone: lei è in grado di capire ciò che la situazione richiede, mentre lui non ne tiene conto e quindi viene sconfitto.

Sessualità e matrimonio

 La sessualità di Posidone inizia come una forza della natura. Ciò è dovuto all’intensità emotiva unita la sua potente natura istintuale.

L’uomo Poseidone può mancare di sensibilità come il Dio che spiò, inseguì e costrinse al rapporto la sconvolta Demetra che vagava per la terra in cerca della figlia.

Spesso la donna sposata a un uomo Poseidone scopre che gli appetiti sessuali del marito hanno la precedenza su tutto, senza la minima considerazione per ciò che le passa per la mente: come Demetra cercherà magari di nascondersi e come la dea potrà non riuscirci.

Fintanto che lui rimane in balia dell’archetipo e si comporta sessualmente come una forza della natura sembrerà psicologicamente scollegato dalla sua compagna: le forze da cui è sopraffatto e dominato internamente sono le stesse con cui a sua volta si impossessa degli altri. 

La storia del corteggiamento del matrimonio di Poseidone e Anfitrite ci fornisce i particolari metaforici necessari perché l’uomo Poseidone riesca a impegnarsi con una donna. Poseidone vide Anfitrite danzare e se ne innamorò, ella riuscì a risvegliare in lui l’attrazione per l’immagine interna della sua anima. 

Con lei Poseidone si comportò come era solito fare, imponendo il proprio desiderio e sopraffacendola, poi sentì la mancanza di questa donna particolare che con i modi che gli erano abituali non riusciva a conquistare.

Il Poseidone umano che si rende conto troppo tardi di aver perso l’amata si trova nella stessa situazione.

Spesso l’uomo Poseidone scopre di aver bisogno di sviluppare il “delfino” dentro di sé che si sintonizzi con un’altra persona, allora i due vivranno uno splendido matrimonio. Purtroppo è più probabile che i Poseidone scarichino sulla moglie il risentimento e la rabbia insieme alla convinzione che la sessualità coniugale è un diritto.

L’uomo Poseidone è Infatti orientato al matrimonio.

 Il rapporto con figli

Dati i sentimenti e fior di pelle del padre, i figli dell’uomo Poseidone possono cavarsela molto bene oppure molto male.

Un Poseidone che è stato accettato da bambino potrà essere un padre splendido: sarà sensibile all’emozione ed espansivo anche sul piano fisico, presente e affettuoso.

Ma sarà anche terribile se la violenza che esercita sulla moglie ricade sui figli, lasciandoli traumatizzati per le sue esplosioni di rabbia.

I figli del dio Poseidone furono quasi tutte le espressioni della sua natura peggiore.

Uno di loro era famoso come stupratore e veniva chiamato il Satiro del mare, gli altri erano mostri o giganti selvaggi.

Le figlie diventano persone insignificanti e l’infanzia che hanno subito fa di loro le principali candidate a una vita di prepotenze subite; spesso assumono ruoli alla “Io ti salverò”. 

 Il rapporto con gli uomini

 Poseidone si trova in una situazione di svantaggio nel mondo della civiltà industriale dominata dagli Zeus.

Non è raro che venga escluso dalla lotta per il successo e per la posizione sociale. 

A volte si sviluppano legami duraturi tra l’uomo Poseidone e un uomo che psicologicamente il suo opposto.

Ciascuno dei due è attratto dalla possibilità di sviluppare ciò che in lui è inconscio. L’uomo Poseidone è capace di lealtà e di profondità affettiva, due qualità che non vengono incoraggiato in un mondo di Zeus.

Le fasi della vita

L’infanzia.

Il bambino Poseidone prova sentimenti forti per tutto ciò che è importante per lui.

E’ un bambino estroverso che reagisce subito intensamente e spontaneamente quando vuole le cose che lo attirano, quando non può averle urla per la frustrazione la rabbia.

A differenza del fratello Zeus però Poseidone può perdere di vista ciò che è un attimo prima era così importante, un attimo dopo si ritrova immerso in altro gioco.

Il bambino  Poseidone che ha dovuto imparare a nascondere le proprie emozioni per paura di un genitore punitivo imparerà a nascondere i sentimenti che tuttavia rimarranno intensi. Ecco allora che diventerà un Poseidone introverso con le caratteristiche  delle caratteristiche delle acque chete che rovinano i ponti: in superficie rimane calmo ma nel profondo cova sentimenti tumultuosi.

Può, infatti, accadere che un Poseidone continuamente svalutato impari a trattenersi a controllarsi la perfezione con il rischio che, più avanti negli anni, la sua violenza espla contro chi è più debole di lui.

Se l’emotività del ragazzo Poseidone non è stata criticata in famiglia, è probabile sia oggetto di scherno a scuola.

Questo archetipo si vede continuamente criticato perché non vive conformandosi alle aspettative molto più limitate che gli altri coltivano su di lui.

Sembra che le emozioni trabocchino da ogni parte sconvolgano la vita intorno i genitori.

Un bambino Poseidone fortunato nascerà in una famiglia che non rifiuta le emozioni, espansiva e non sta sempre con l’orologio in mano.

Poseidone  potrà così crescere in un’atmosfera che accetta il suo modo di essere: la situazione ideale lo vede riconosciuto accettato e apprezzato il suo modo di essere. Attraverso  la pazienza e lo sforzo dei genitori egli potrà imparare anche a essere più ordinato e a gestire il tempo e a darsi dei ritmi. 

Adolescenza e prima maturità.

L’adolescente Poseidone in genere è un giovane emotivo e violento che risente molto dei mutamenti dell’equilibrio ormonale e vive alla ricerca di ragazze che lo eccitino sessualmente.

Non gli interessa una relazione stabile e nemmeno lo studio: la bellezza della logica gli sfugge, il lavoro analitico non gli piace.

Se è sportivo si troverà molto bene con gli sport acquatici oppure in compagnia di arti quali la recitazione dove potrà attingere le sue emozioni e farsi apprezzare.

Il successo accademico non conta molto per lui e in genere non sa che cosa vuole fare da grande.

Se negli studi superiori non riesce, quando arriva il momento di scriversi l’università o di affrontare il mondo del lavoro diventa sempre più astioso perché si sente scartato.

Questo schema rischia di ripetersi in altre fasi della vita quando i coetanei che hanno puntato a un traguardo iniziano a godere di un certo benessere, mentre lui è scontento del proprio destino.

La vecchiaia.

Poseidone può essere stato capace di rimanere fedele alla propria natura autentica e svilupparne le potenzialità a un livello superiore.

A questo Poseidone è stato di scendere nelle profondità marine dove si sente a casa propria e di sperimentare la bellezza e la serenità senza temere quelli che gli altri considerano mostri e che si nascondono nei luoghi oscuri da lui abitati.

Un Poseidone maturo può essere capace di portare in superficie negli altri la presenza delle forze inarticolate che giacciono nel profondo di noi.

Difficoltà psicologiche

I problemi psicologici sorgono quando l’emotività di Poseidone invade la personalità senza poter essere contenuta o mediata.

Le difficoltà nascono anche quando i tratti caratteristici di Poseidone vengono svalutati e quindi non viene accettato per quello che è.

Poseidone è l’ombra di Zeus,  l’aspetto emotivo del padre archetipico che è rimosso e sepolto e che  perciò rimane non sviluppato.

E’ inaccessibile a un uomo che, a livello cosciente si sia identificato con Zeus.

 Fluidità e instabilità emotiva

 Le reazioni impulsive che sono naturali in un bimbo nell’adulto rappresentano un problema.

Un bimbo non ha un sé osservante né la capacità di aspettare di capire: l’angoscia è l’angoscia, la gioia è la gioia.

Il neonato viene al mondo dal regno acquatico del liquido amniotico come un essere emotivamente reattivo al centro del proprio universo. 

L’adulto che si comporti allo stesso modo è, invece, emotivamente inadeguato e manca del senso delle proporzioni, gli altri lo considerano instabile.

Dobbiamo tener conto però che quando si tratta di manifestare le emozioni, il “troppo” è definito da un giudizio sociale non meno che da quello psicologico e lo stereotipo culturale è  molto forte.

L’uomo Poseidone si muove lungo una gamma che va dalla capacità di esprimere le emozioni fino al venirne sommerso.

 Maree terremoti

Nella mitologia, Poseidone era il dio che provocava le maree. Questo è l’equivalente di un complesso emotivo che colpisce la personalità.

Solo dopo che le acque sono rifluite, può iniziare la ricostruzione. Allora torna alla calma del dio osservante che può arrivare a capire l’esperienza, ricostruire se stesso e i rapporti che  ha distrutto almeno temporaneamente.

La marea può rappresentare una variante amplificata della consueta natura emotiva davanti a un dolore o a una rabbia.

Il terremoto descrive l’emotività dell’uomo che ha tenuto sepolti i propri sentimenti.

I sentimenti introversi sono come le acque delle caverne sotterranee: scorrono in profondità dove vivono creature cieche che non hanno mai visto la luce ( l’equivalente dei complessi motivi rimossi e quindi non sviluppati).

Solo dopo una grave scossa ci ricordiamo dei brontolii e premonitori che alludevano all’instabilità emotiva sotto la superficie.

Gli uomini e le donne in cui io rischia di venire sommerso dall’emotività di Poseidone devono diventare consapevoli della propria vulnerabilità e devono imparare quanto più possibile a capire le situazioni e gli avvertimenti; devono sviluppare modi per convivere con questa potente parte di se stessi.

Anche le persone toccate dalla distruttività che Poseidone riversa sugli altri devono imparare a cogliere i segnali di allarme e magari decidere di andarsene.

Occhio per occhio

La mitologia di Poseidone mette l’accento sul risentimento e sui castighi che il dio era solida infliggere.

Spesso nel suo giudizio non c’era spazio per la neutralità “chi non è con me è contro di me” e il castigo non era basato sulla giustizia né risparmiava gli innocenti .

Scarsa autostima

Quando le qualità innate di un uomo non corrispondono allo stereotipo, la sua autostima ne risente.

Quando gli archetipi Poseidone non ottengono l’approvazione o il successo con quella facilità che sembrano avere per diritto di nascita coloro che corrispondono all’ideale, la loro critica si fa più aspra, con un ulteriore diminuzione dell’autostima. 

Difficoltà psicologiche per gli altri.

L’uomo Poseidone è portato al matrimonio Anche se come Zeus probabilmente si concederà molte scappatelle. se è un Poseidone risentito vivere con lui può essere terribile.

 Modi per crescere.

Se l’influenza più importante in una personalità è quella di Poseidone, la crescita psicologica è possibile quando il collegamento innato con il regno emotivo trova modo di esprimersi attraverso il lavoro, i rapporti umani o la creatività.

Poiché rischia di venire sopraffatto da forti emozioni, l’uomo Poseidone deve sviluppare la capacità di osservare di riflettere e di pensare in maniera obiettiva.

Deve cioè sviluppare un io osservante.

L’Io è l’elemento della psiche che garantisce la coerenza che osserva le corde decide.

L’atto stesso di osservare se stessi sposta l’energia all’Io e poco alla volta la sopraffazione perde di forza.

Quando questo processo è accompagnato dalla compassione per se stessi e per coloro su cui il complesso ricade, l’individuo e i suoi rapporti ne guadagnano in con profondità.

Colui che vive nel regno di Poseidone deve anche imparare a riconoscere che spesso le sue emozioni si rifanno a immagine archetipiche.

 L’insegnamento del delfino

Se l’uomo Poseidone impara dal delfino che riuscì a convincere Anfitrite a sposarlo, non cercherà di dominare o di lottare per un territorio.

Quando i sentimenti e le emozioni sono l’elemento naturale è facile sviluppare qualità che favoriscono il rapporto e la comprensione empatica.

L’uomo Poseidone ha, infatti, una capacità innata di esprimere le emozioni che deve essere anch’essa incoraggiata e sviluppata.

Espressione creativa.

La profondità e l’intensità di Poseidone possono esprimersi attraverso la drammaturgia,  la poesia, la letteratura, l’arte ma è necessario sviluppare anche l’archetipo di Ermes: Ermes era il messaggero degli dei che comunicava con le parole e guidava le anime da un livello a un altro. Attraverso l’arte ciò che accade nelle profondità della psiche prende forma e viene portato alla coscienza.

Diluire l’effetto Poseidone

Quando altri archetipi sono attivi, Poseidone perde la virulenza con cui sommerge di emozioni la personalità.

Un modo importante per crescere è quello di sviluppare altre dee e dei dei.

Particolarmente utili sono Apollo, dio del sole, Atena, dea della saggezza e Zeus: le tre divinità rappresentano la capacità di pensare alle conseguenze di un’azione, di diventare obiettivi e di mantenere una certa distanza.

 

About the author

Laura Valli

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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By Laura Valli

Sull’autore

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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