Gli archetipi di Jung e lo studio nei tarocchi

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Cosa sono gli Archetipi di Jung? La Grade Madre, la Persona, l’Ombra, sono solo alcuni degli Archetipi che Carl Gustav Jung ha individuato durante tutta la sua vita sviluppando la propria teoria psicanalitica.

Il medico svizzero mutuò il termine Archetipo dalla lingua greca con il significato etimologico di “modello originario” e definì queste strutture come immagini costitutive di una forma di inconscio preesistente, trascendente l’esperienza del singolo, un inconscio superindividuale che chiamò inconscio collettivo.

Nella sua teoria degli Archetipi, Jung non limitò, infatti, come Freud la definizione di inconscio a un’area della psiche che contenesse i contenuti personali rigettati dalla coscienza, ma ne definì una forma universale, che travalicava la personalità e viveva autonomamente attraverso idee ancestrali e originarie.

Gli Archetipi sono principi strutturanti della psiche con le caratteristiche di una “legge di natura”, contenuti ideali e universali che fanno da modello alle esperienze concrete e contingenti degli uomini.

Le caratteristiche degli Archetipi

Nella sua natura di universalità l’archetipo è, dunque, difficilmente definibile, ma fu possibile per Jung individuarne le caratteristiche principali:
  • L’archetipo è aprioristico: precede l’esperienza individuale, esiste, comunque e prima della psiche di tutti noi.
  • L’archetipo è collettivo: si tratta di immagini comuni a un’epoca o a un popolo; caratterizza un linguaggio psichico identico per tutti gli individui.
  • L’archetipo è numinoso: è un elemento essenziale circondato da sacralità, in grado possedere una energia che attrae e affascina la coscienza.
  • L’archetipo è poietico: cioè creativo, genera nella psiche personale le energie in esso contenute, è in grado di influenzare l’esperienza dei singoli.
  • L’archetipo è teleologico: struttura processi, dunque, finalizzati a uno scopo, è complementare all’istinto e collega le forze della psiche dando loro un significato determinato.

Un’ultima peculiarità definisce la natura dell’archetipo: esso non è conoscibile direttamente, non è definibile in quanto tale, ma è solo immaginabile attraverso le storie e i simboli che produce, per questa ragione si parla di archetipo del Puer (fanciullo) del Senex (Vecchio) o di archetipi materni e paterni. Per questa ragione si può parlare di archetipi nei Tarocchi.

Gli Archetipi e lo studio nei Tarocchi

È stato Jung stesso a soffermarsi sulle carte dei Tarocchi riconoscendo negli Arcani maggiori un mezzo di veicolo di immagini archetipiche, che corrispondeva alle caratteristiche che abbiamo precedentemente descritto. Egli arrivò finanche a parlare del mazzo di carte in un seminario sull’immaginazione attiva che tenne nel 1933: Le carte dei Tarocchi, disse «sono immagini psicologiche, simboli con cui si gioca, come l’inconscio sembra giocare con i suoi contenuti. Esse si combinano in certi modi, e le differenti combinazioni corrispondono al giocoso sviluppo degli eventi nella storia dell’umanità». Non era la prima volta che lo psicanalista si approcciava in questo modo ai giochi divinatori, conosceva molto bene i Ching e che nascesse l’interesse per una traduzione psicologica dei Tarocchi era, dunque, solo questione di tempo. I mazzi dei Tarocchi sono, infatti, composti da 78 carte, 56 Arcani Minori, (lamine divise in quattro semi numerate fino a 10 di coppe, denari, bastoni e spade, con l’aggiunta di cavalieri, fanti, re e regine) e 22 Arcani Maggiori, chiamati anche trionfi. Queste ultime figure sono particolari. Gli Arcani maggiori sono caratterizzati da forme simboliche e nomi allegorici in cui è possibile identificare le energie primordiali della psiche.
la psicologia dei tarocchi - Copertina libro
La psicologia dei tarocchi
Lo studio contenuto nel libro “la Psicologia dei Tarocchi” approfondisce questo parallelismo. Identificando nella prima decade degli Arcani Maggiori la psicologia della prima parta della vita e nella seconda decade le immagini di una psiche matura, è possibile rintracciare le energie che fanno parte di noi e che, spesso non riusciamo a identificare. Puoi trovare nel post Come leggere gli arcani maggiori con Jung una sistesi dello studio, ma sappi che scoprire nella Ruota della Fortuna l’archetipo del Caso, nella Papessa l’archetipo del sacro femminile, o nel Diavolo l’archetipo dell’Ombra, apre i Tarocchi a un nuovo utilizzo. Non solo leggere i Tarocchi diventa più semplice e intuitivo di quanto possa sembrare, dato che i significati contenuti nelle strane figure fanno già parte del nostro immaginario ma anche è possibile ravvisarvi una struttura della psicologia collettiva, per tradurre o recuperare le energie nascoste nel nostro inconscio. Attraverso il mazzo di carte, possiamo cioè iniziare un gioco di auto-conoscenza. Ognuno dei 22 arcani maggiori da voce da voce alla propria “legge di natura”, pone al lettore le domande che caratterizzano la sua energia psichica e offre un racconto di risposta, in un dialogo che si avvicina più al counseling e alla crescita personale che alla cartomanzia. Una idea di strumento riflessivo, di conoscenza e un gioco, esattamente come la vita.

NB. Se ti interessa conoscere anche la visione moderna, Junghiana e psicologica dei Tarocchi ti propongo il mio studio: La Psicologia dei Tarocchi. Libro e Arcani

La psicologia dei Tarocchi Libro e carte

About the author

Laura Valli

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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By Laura Valli

Sull’autore

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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