Non esiste immagine dei Tarocchi che non sia anche simbolo, poiché una parola o un’immagine è simbolica quando implica qualcosa che sta al di là del suo significato ovvio e immediato, ossia quando possiede un aspetto più ampio, «inconscio», che non è mai definito con precisione o compiutamente spiegato. Jung, Carl Gustav. L’uomo e i suoi simboli (Italian Edition) (p.16). Longanesi. Edizione del Kindle.
Nella nostra esistenza cerchiamo sempre una spiegazione causale (cioè razionale) dei fenomeni, Jung ha, invece, affermato che si deve ricercare, dei fenomeni, il significato (o, come anche si potrebbe dire, il fine). Ciò comporta che ci si debba chiedere non tanto perché qualcosa è accaduto (cioè quale ne è stata la causa), ma a qual fine sia accaduto“. – Jung, Carl Gustav. L’uomo e i suoi simboli (Italian Edition) (p.353). Longanesi. Edizione del Kindle-
La stessa cosa vale per una stesura di carte dei Tarocchi.
Chi si approcciasse a un mazzo di Tarocchi con intenti divinatori sostenendo una interpretazione eminentemente causale, utilizzerebbe l’idea Junghiana della sincronicità in una dimensione semplicistica.
Il processo: “estraggo un arcano, questo è il suo significato, questo accadrà” non tiene conto che, se è vero che le componenti parziali della realtà sono orientate da una coerenza sotterranea, è anche vero che, nell’ordine del mondo fisico, i macro-eventi assumono aspetti e andamenti propri.
Jung sottolineava, invece, la prossimità della sua teoria della sincronicità alle varie visioni del mondo di tipo olistico tra cui quella del Tao, di cui approfondiva la complessità concettuale.
In particolare, segnalava come l’amico Richard Wilhelm traducesse Tao con la parola senso.
Si potrebbe sintetizzare che le esperienze di sincronicità sono momenti di contatto con il Tao, cioè intense esperienze di senso.
Per Jung l’ipotesi della sincronicità narrava l’idea di un allineamento di senso con ciò che stava accadendo in un preciso istante.
Una sorta di illuminazione, per cui il nostro Sé esce dall’accesso sequenziale degli avvenimenti per entrare in dimensioni di consapevolezza chiara, in una cognizione che percepisce un nesso significativo.
L’archetipo del Senso

Il Senso di ciò che accade è jughianamente a priori rispetto alla coscienza.
In una parola, il Senso è inconscio. La coscienza lo può, cioè, scoprire ma non lo può attribuire.
La meditazione sui Tarocchi, di conseguenza, è attività di ricerca interiore.
Non si tratta di assegnare significati convenzionali alle immagini, quanto piuttosto di scoprire quali nessi di senso si stiano articolando nelle profondità incommensurabili della psiche.
Jung nutre una fiducia incrollabile che gli eventi acausali possano organizzarsi in strutture sensate.
In Divinazione e sincronicità Marie-Louise von Franz scrive: Credo che sia abbastanza corretto dire che, quando si verifica un evento sincronico, la psiche si comporta come se fosse materia e la materia si comporta come se appartenesse a una psiche individuale… Perciò è vero che un evento sincronico è un atto di creazione. von Franz, Marie-Louise . Divinazione e sincronicità (Planetari) (Italian Edition) (p.107). Tlon. Edizione del Kindle.
Le immagini che ritroviamo nei mazzi di carte non sono, dunque, solo fonte di informazioni relative ad attività sconosciute, ma attività evolutive del sistema inconscio. Attraverso la tarologia junghiana noi creiamo.
L’estrarre le carte comporta, infatti, l’interazione con un viaggio archetipico che si è sedimentato attraverso secoli tra le pieghe degli arcani. Raccontare le storie in esse contenute è un atto che ci struttura attraverso una dinamica immaginativa.
La storia narrata da una stesa di Tarocchi è una storia ancora in corso, una storia che sta ancora avvenendo all’interno di noi.
Per questa ragione, ancor più che scoprire il futuro, i Tarocchi servono a costruirlo.
NB. Se ti interessa conoscere anche la visione moderna, Junghiana e psicologica dei Tarocchi ti propongo il mio studio: La Psicologia dei Tarocchi. Libro e Arcani
