La fede dei demoni (2): come ragione Satana

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La mia lettura eretica in senso etimologico della fede dei demoni mi induce a raccontarvi che, oltre a quello nel deserto, nei Vangeli, ci sono un paio di episodi sul Diavolo che mi hanno sempre fatto pensare. Tra l’altro, io, come Visconti, lo immaginerei così:

Il primo episodio si trova nel Vangelo di Marco, lo riporto per comodità:

Dal Vangelo di Marco [1,21-28]

21Giunsero a Cafarnao e subito Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. 22Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. 23Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, 24dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». 25E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». 26E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. 27Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!». 28La sua fama si diffuse subito dovunque, in tutta la regione della Galilea.

Da ciò si evince:

  1. Satana non impedisce minimamente al tizio di entrare in Sinagoga, che trasportato ai giorni nostri, significa  in Chiesa o in un gruppo di meditazione o in qualunque luogo religioso vi piaccia.
  2. Il tizio è l’unico che riconosce Gesù subito, con una certezza pazzesca. Lo chiama “il Santo di Dio!”… tutti gli altri sono lì, belli pacifici ad ascoltare l’esegesi, e questo si incazza, ma come si incazza? Riconoscendolo, proclamando cioè quella che oggi chiameremmo una fede.
  3. Non solo, invece macchinare in silenzio contro qualcuno, che, a rigor di logica, è il nemico, si mette a urlare davanti a tutti, quasi supplicandolo. Ho sempre pensato: “ma sei scemo?”. No, il Diavolo è puro spirito, è una intelligenza superiore, io posso essere scema, lui no.
  4. Gesù lo ammonisce di stare zitto. Ma come? E’ un maestro, è qui per annunciare una diversa visione della realtà, la verità, la salvezza… perchè gli dice di stare zitto?

La stessa cosa succede a Gerasa:

5,1]Intanto giunsero all’altra riva del mare, nella regione dei Gerasèni. [2]Come scese dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo. [3]Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato neanche con catene, [4]perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno più riusciva a domarlo. [5]Continuamente, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. [6]Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi, [7]e urlando a gran voce disse: “Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!”. [8]Gli diceva infatti: “Esci, spirito immondo, da quest’uomo!”. [9]E gli domandò: “Come ti chiami?”. “Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti”. [10]E prese a scongiurarlo con insistenza perché non lo cacciasse fuori da quella regione. [11]Ora c’era là, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo.

[12]E gli spiriti lo scongiurarono: “Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi”. [13]Glielo permise. E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei porci e il branco si precipitò dal burrone nel mare; erano circa duemila e affogarono uno dopo l’altro nel mare. [14]I mandriani allora fuggirono, portarono la notizia in città e nella campagna e la gente si mosse a vedere che cosa fosse accaduto. [15]Giunti che furono da Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. [16]Quelli che avevano visto tutto, spiegarono loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il fatto dei porci. [17]Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. [18]Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo pregava di permettergli di stare con lui. [19]Non glielo permise, ma gli disse: “Và nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato”. [20]Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli ciò che Gesù gli aveva fatto, e tutti ne erano meravigliati.

In questo caso,  addirittura il nostro Satana, si prostra in adorazione. Egli prega Gesù che lo esaudisce.

La Fede dei demoni

Mi sono allora chiesta che differenza c’è tra la fede dei demoni e la fede degli apostoli, delle persone che circondavano Cristo?

Mi sono risposta che quella dei demoni è una specie di certezza speculativa.

E’ proprio l’intelligenza a rendere evidente a Satana che quello che ha davanti non è un tipo qualsiasi. Cioè la fede di Satana è di specie matematica. Egli crede che Dio è Dio, punto.

Quella dei compagni e amici di Cristo invece è una fede in Dio , nel senso che credono dentro di lui. Sanno che Gesù è divino, o almeno sentono qualcosa, hanno per così dire una certezza di cuore della sua cristicità, anzi direi che ne partecipano per osmosi, anche non capendo quasi nulla.

Sono dentro il Cristo, lo amano, sono certi per sapienza, per anima. Sono dentro una unità, come succede per  gli amanti.

In latino la differenza tra credere Deum e credere in Deum (non con il caso dativo proprio con il caso accusativo, moto dentro un luogo perchè si tratta di un ingresso non di un avvicinamento Cfr. i complementi di luogo in latino )  si intuisce bene. In italiano la differenza si perde.

Satana, del resto, non è cretino, non ha mai pensato, nemmeno in una riga della Bibbia, di essere superiore a Dio. Sa perfettamente di essere una emanazione spirituale. Non può essere davvero una competizione la Sua, è piuttosto…. uno stizzo.

Ciò che non ha tollera, caso mai, è avere a che fare con esseri incarnati.

Ciò sta sulle palle a Satana è stata esattamente l’incarnazione.

E’ come se avesse detto: “Ma come io puro spirito, intelligente, perfetto… devo mettermi a servizio, di gente che cagerà, farà sesso, morirà? Mamma che schifo!”

Il Peccato di Satana

Quindi Satana ha preferito togliersi dai giochi.

Piuttosto che regnare sull’Universo obbedendo a Dio, ha preferito obbedire a sé stesso utilizzando le cose per il proprio tornaconto.

In realtà, quella del demonio è una esigenza di autonomia, di indipendenza, egli è estremamente razionale, intelligentissimo, il suo è un vero e proprio illuminismo spirituale, un peccato di Ubris direbbero i Greci o di Superbia, direbbero i teologi.

Questo fa in modo che da allora egli sia particolarmente generoso.

Satana tenta letteralmente, nel senso che “prova a fare in modo che” l’uomo basti a se stesso come Lui, non si connetta mai con la sua fonte, non ci pensi nemmeno.

Satana de-creatore

Riuscendoci paradossalmente piuttosto bene.

Nella nostra epoca, infondo, è più facile obbedire a Satana senza credere che esista, che non obbedire a Dio credendo che esista.

La sua colpa, dunque, non produce mai niente di reale, semplicemente non obbedisce all’ordine richiesto. E’ una specie di de-creazione.

Cerca disperatamente di accertarsi che le cose non siano utilizzate nel modo giusto, usando talvolta l’orgoglio umano, per provocarne l’esaltazione,  a volte la distruzione del poveretto di turno, come capita nelle possessioni cinematografiche americane.

Può servirsi indifferentemente di un ritiro spirituale o di una orgia. In definitiva è sempre diviso tra orgoglio e traviamento.

Del resto se l’odio per gli uomini lo incita ad abbassarli, l’odio per Dio lo sprona a farli diventare come lui.

Le sue esigenze sono:

  1. Basta che ognuno faccia da sé
  2. Le cose non devono obbedire alla loro natura.

In definitiva, può essere satanico anche fare il bene secondo le proprie forze orgogliose o pianificare una felicità priva di sorprese.

Il suo obbiettivo è che ciò che esiste non sia utilizzato per il proprio scopo e per il proprio tempo,  come direbbe l’Ecclesiaste…

Continua….

NB. Se ti interessa conoscere anche la visione moderna, Junghiana e psicologica dei Tarocchi ti propongo il mio studio: La Psicologia dei Tarocchi. Libro e Arcani

La psicologia dei Tarocchi Libro e carte

About the author

Laura Valli

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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By Laura Valli

Sull’autore

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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