Psicologia maschile: l’archetipo Zeus

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Zeus era il più potente degli dei dell’Olimpo.

Capo supremo delle divinità, la sua creatura simbolica era l’aquila, e portava gli appellativi di “colui che addensa le nuvole” o “padre degli dei e degli uomini” anche se mitologicamente non è vero, molte divinità greche sono fratelli e sorelle di Zeus.

Conferiva autorità ai sovrani di cui salvaguardava i diritti e il potere, manteneva in vigore le leggi e puniva i trasgressori.

Raffigurato come un uomo possente e barbuto, la statua in oro e avorio dedicata a lui da Fidia per il tempio di Olimpia, fu una delle sette meraviglie del mondo.

Il suo nome deriva dall’indeuropeo dyu e significa “brillare”.

Poiché era il dio del Cielo regnava dall’alto. Durante la spartizione dei regni coi fratelli Poseidone (mare), Ade (inferi), era stato deciso che la terra rimanesse regno comune, ma data la sua posizione celeste, Zeus governava e dominava ogni cosa.

Il cielo è molto diverso dagli altri regni.

Per arrivare al regno del cielo bisogna lasciare la terra e per avere una visione ampia della terra, bisogna perdere il contatto con il mondo tangibile.

Zeus era il dio dei lampi, il suo simbolo era il fulmine.

Anche oggi quando osiamo andare contro una posizione patriarcale, ci aspettiamo che “dio ci fulmini” e tiriamo un sospiro di sollievo quando ciò non accade.

Come tutti i governanti vittoriosi strinse alleanze che gli permisero di sconfiggere i Titani, consolidando il proprio potere e imponendo la propria volontà.

Un altro elemento importante dal punto di vista psicologico e che più di altri contrasta con il regno di Poseidone e Ade è che il cielo rappresenta un atteggiamento cosciente, una prospettiva che esalta il controllo sopra qualsiasi altra caratteristica.

Genealogia e Mitologia

La Genealogia di Zeus l’abbiamo trattata nel post: I Padri-cielo come metafora psicologica , lo abbiamo conosciuto come stratega e organizzatore di alleanze che riesce a vincere la battaglia anche grazie a queste sue abilità. I Ciclopi donarono, infatti, a Zeus il lampo e il fulmine, mentre i Giganti gli fornirono lo straordinario potere incendiario di cento braccia.

Una volta salito al trono Zeus ebbe relazioni con una serie di divinità femminili con le quali procreò quasi tutta la seconda generazione delle divinità.

La nascita di Zeus

Zeus era l’ultimo figlio di Crono e Rea, aveva tre sorelle e due fratelli più grandi che erano stati inghiottiti dal padre (Cfr. I Padri-cielo come metafora psicologica).

Rea lo aveva sottratto alla stessa sorte scambiandolo con un sasso e nascosto a Creta, dove fu allevato, secondo diversi miti, o da una ninfa o da una capra.

Cresciuto, Zeus convinse la saggia Meti a dare a Crono un farmaco che gli facesse vomitare i suoi fratelli, quindi, con l’aiuto di Poseidone e Ade lottò per spodestare Crono e i Titani. La conquista del trono durò 10 anni, durante i quali egli si alleò coi ciclopi che gli regalarono il fulmine, e con i giganteschi ecatoncheri che liberò dalla prigionia ricevendo in dono lo straordinario potere incendiario di cento braccia.

Le consorti

Una volta sconfitto il padre, Zeus ebbe una serie di relazioni con le quali generò le qualità divine e la seconda generazione di dei.

Esiodo elenca sette matrimoni ufficiali con cui generò  molta prole

  1. La prima sposa fu Meti, madre di Atena e dea della saggezza, che Zeus ingoiò per sfuggire alla profezia che gli aveva predetto un figlio che l’avrebbe soppiantato. Con lei, dunque generò la dea Atena.
  2. Temi della stirpe dei Titani, divinità della giustizia e dell’ordine con cui generò le Parche e  le Stagioni (o Ore).
  3. Eurinome, con lei Zeus generò le Grazie
  4.  Insieme alla sorella Demetra  generò Persefone
  5. Mnemosine, madre delle Nove muse.
  6. La sua sesta sposa fu Leto che gli diede due figli gemelli: Apollo e Artemide.
  7. La serie di matrimoni si interruppe con l’incontro con con Era, dea del matrimonio che egli riuscì a sedurre solo dopo la promessa di prenderla in moglie.

Quest’ultima figlia di Rea e Crono aveva un rango pari al suo, e sebbene Zeus abbia tentato in tutti i modi di sedurla, lei non cedette fino a che quest’ultimo non si decise a sposarla (Cfr. Psicologia al femminile: l’archetipo di Era) .

La loro luna di miele durò trecento anni, dopo i quali Zeus tornò alla solita promiscuità.

Il seduttore

Nella mitologia si contano ameno 23 relazioni amorose  con la conseguenza di una numerosa e nobile prole tra cui due divinità dell’Olimpo: Ermes che ebbe per madre Maia, Dioniso che ebbe per madre la mortale Semele.

Per sedurre le donne mortali in genere, Zeus non assumeva sembianze umane: divenne pioggia per fecondare Danae madre di Perseo, con Antiope si trasformò in satiro, con Leda in cigno e con Europa in un toro bianco.

Zeus non riuscì a nascondere le scappatelle alla vendicativa moglie, neanche quando trasformò Io in giovenca e Callisto in orsa. Invariabilmente salvava la prole da Era, ma spesso non riusciva a salvare le donne.

La sua sessualità non si limitava alle donne come racconta il mito del bellissimo Ganimede. Invaghitosi del giovane troiano, Zeus lo trasportò con la sua aquila sull’Olimpo e lo fece diventare coppiere. Inviò poi Ermes da padre del ragazzo con una coppia di cavalli o una vite dorata per consolarlo. Ganimede fu immortalato nella costellazione dell’Acquario come colui che porta l’acqua.

I figli

Attraverso le sue storie con donne divine e mortali, Zeus generò una sterminata prole di dei e semidei.

Con loro era protettivo e generoso.

Quando la madre di Dioniso morì mentre ancora lo aspettava, Zeus si cucì il feto nella coscia portandolo alla nascita.

Diede ad Artemide tutto ciò che chiedeva (Cfr. Psicologia femminile: l’archetipo di Artemide), affidò alla figlia Atena i simboli del potere (Cfr. Psicologia femminile: l’Archetipo di Atena), fece diventare Apollo e Ermes amici.

Nella sua natura esiste però anche un aspetto distruttivo: non aiutò Persefone dando ad Ade il permesso di violentarla, un mito attribuisce a lui la causa del piede deforme di Efesto, che scaraventò dall’Olimpo quando costui si schierò dalla parte di Era contro la sua violenza. Rifiutò psicologicamente Ares che divenne bersaglio del suo disprezzo.

In ogni caso, la caratteristica di padre prolifico era la sua natura.

L’archetipo di Zeus

Gli uomini che nella vita reale svolgono con successo il ruolo di re sulla montagna hanno in comune con Zeus tratti di personalità.

In una società patriarcale Zeus è l’archetipo che domina la cultura e la psiche maschile.

Nel mondo descritto dalla mitologia, essa è divisa in tre regni: il regno mentale e cosciente del potere, della volontà, del pensiero- Zeus; il regno represso e meno apprezzato dell’emozione  e dell’istinto – Poseidone- e l’oscuro e temuto regno dei modelli invisibili e degli archetipi impersonali – Ade -.

A differenza degli dei che avevano un dominio definito, un uomo contemporaneo può passare da uno all’altro dei mondi, ma culturalmente l’occidente attribuisce un valore immenso alla conquista del potere e favorisce gli uomini che lo ottengono.

Zeus era il capo più potente dell’Olimpo, regnava dall’alto. Il cielo è molto diverso dal mare e dagli inferi. Per arrivare al regno del cielo bisogna lasciare la terra perdendo il contatto con il mondo tangibile. Zeus era il dio dei fulmini e dei lampi, dipensando pioggia per far crescere le messi ed esprimeva il suo potere dall’alto e da lontano.

Strinse alleanze per sconfiggere i nemici Titani e si dimostrò stratega, riuscendo ad imporre su tutti la propria volontà.  A differenza dei mondi di Ade e Poseidone, il cielo rappresenta un atteggiamento  che esalta il controllo, la ragione , la volontà al di sopra di qualsiasi altra caratteristica.

L’archetipo del sovrano

Zeus ebbe l’ambizione di fondare un regno di cui era dio sovrano. Il bisogno di governare il proprio territorio è una spinta importante per questo archetipo, crede fermamente nel detto “la casa di un uomo è il suo regno” ed è a questo scopo che vuole una casa e una famiglia.

Quindi ha desiderio di sposarsi e avere figli come prolungamento di sè, ma si impegna al minimo nelle funzioni genitoriali.

La famiglia è solo parte di questa visione, l’uomo Zeus vuole autorità e potere e corre rischi per ottenerli ( giovani ambiziosi che diventano magnati dell’imprenditoria)

Esiste anche una regalità ereditaria, quella di uomini nati da famiglie ricche che ereditano un regno. In questo caso l’archetipo si esprimerà nel desiderio di allargarne i confini.

Azione decisa

Fulmine e aquila sono simboli della determinazione dell’archetipo che agisce da lontano e con prepotenza. Il fulmine può essere un simbolo del potere incendiario e l’aquila può rappresentare la capacità di prendere e lasciare senza pensarci su due volte.

Il simbolo del fulmine è anche  metafora del suo potere punitivo, anch’esso viene da lontano e colpisce in maniera decisa, ma solo dopo che nubi cariche di tempesta si sono addensate e il tuono ha già brontolato, lasciando intendere un addensarsi dell’ira.

Per gelosia Zeus uccise Iasone con un fulmine quando costui giacque con la dea Demetra, un altro fulmine colpì Fetonte, quando il giovane perse il controllo dei cavalli che tiravano il carro del sole.

Creatore di alleanze

Il personaggio Zeus di successo sa lavorare in collaborazione con altri uomini potenti,

Ha la capacità di creare alleanze, definire i limiti, organizzare accordi. Vuole trattare con chi ha autorità e determinazione. 

Zeus consolidò il potere degli olimpici coadiuvato dai giganti dalle cento mani e dai Ciclopi, senza i quali non sarebbe riuscito a sconfiggere i Titani. 

Egli è capace di riflettere a fondo quando è opportuno ricambiare un favore o reclamare un credito. 

Zeus può creare alleanze anche attraverso il matrimonio. 

Per molto tempo i matrimoni sono stati alleanze tra famiglie, dove la proprietà e la prole erano ciò che contava.

Per l’uomo Zeus trovare una moglie adatta non è un problema di cuore o affinità, ma una questione di Stato, un’alleanza che serve alla causa della fondazione o del consolidamento del regno .

Il seduttore 

Zeus è anche l’archetipo del seduttore.

Conquistò Ninfe, donne mortali e dee, generando una numerosa discendenza. 

La mitologia ci racconta che egli assumeva forme diverse per sedurre e fecondare la donna che desiderava in quel momento.

Metaforicamente quando l’uomo Zeus vede la donna che desidera fa qualsiasi cosa per avvicinarla, cambia aspetto, si mostra più vulnerabile oppure diventa un amante focoso. 

Una volta riuscito nell’intento, con tutta probabilità la sua attenzione tornerà a concentrarsi sul regno del lavoro.

Paternità

Zeus ha anche un forte impulso a diventare padre, è una sua caratteristica prendersi cura di ciò che gli appartiene occupandosi del mantenimento di ogni figlio e riconoscendo la propria paternità.

La pulsione ad avere figli è connaturata all’archetipo di Zeus. 

Egli si aspetta che i figli obbediscano a i suoi ordini e prediletti sono quelli che rispecchiano l’immagine ideale che egli ha di se stesso: una persona dalla mente-equanime che non si concederà mai di perdere il controllo delle emozioni

I figli che condividono queste qualità sono Apollo e Atena,  con lei Zeus crea un legame speciale fatto di reciproca ammirazione.

Zeus è un genitore mentore che indirizza l’istruzione e la carriera dei figli, in cambio si aspetta fedeltà e si sente tradito quando un dipendente o un figlio crescono e diventano diversi da lui. 

Zeus e l’archetipo del padre che fonda una dinastia. Vuole molti figli e nipoti che continuino ciò che lui ha iniziato. è tipico dell’uomo Zeus lottare per mantenere i suoi figli ed essere orgoglioso di quanto riesca a farlo bene. le dimensioni della sua casa riflettono questo tas tratto e esprimono il bisogno di avere un territorio su cui dominare. è un padre di famiglia Generoso ma spesso la sua generosità è legata alle aspettative che egli nutre sui figli.

Zeus è un padre autoritario che vuole sempre l’ultima parola, sarà magari molto aperto alla comunicazione coi figli ma le decisioni saranno sempre prese da lui .

Il lavoro

L’archetipo di Zeus riflette sul modo di fare le cose, è estremamente curioso per gli affari, valuta le persone per le quali lavora e in genere arriva da solo a non capire cosa non funziona e perché. 

Adatta continuamente i propri pensieri a ciò che è alla sua portata, ha spirito d’iniziativa e non occorre suggerirgli di stare allerta per non lasciarsi sfuggire un’occasione: per lui, è una cosa naturale.

 Ha un vero e proprio talento nel capire e utilizzare la cerchia delle amicizie e il capitalismo lo eccita per le occasioni di successo che offre. 

Ha molte doti psicologiche innate che lo mettono in una posizione di vantaggio. 

Ha senso della realtà e fiducia in se stesso e non prende come fatto personale quello che fanno gli altri. Impartisce gli ordini con freddezza e il suo particolare distacco emotivo gli consente di prendere facilmente decisioni difficili. 

Creatore di alleanze

Il personaggio Zeus di successo sa lavorare in collaborazione con altri uomini potenti.

Ha la capacità di creare alleanze, definire i limiti, organizzare accordi. Vuole trattare con chi ha autorità e determinazione. 

Zeus consolidò il potere degli olimpici coadiuvato dai giganti dalle cento mani e dai Ciclopi, senza i quali non sarebbe riuscito a sconfiggere i Titani. 

Egli è capace di riflettere a fondo quando è opportuno ricambiare un favore o reclamare un credito. 

Zeus può creare alleanze anche attraverso il matrimonio. 

Per molto tempo i matrimoni sono stati alleanze tra famiglie, dove la proprietà e la prole erano ciò che contava.

Per l’uomo Zeus trovare una moglie adatta non è un problema di cuore o affinità, ma una questione di Stato, un’alleanza che serve alla causa della fondazione o del consolidamento del regno .

Il rapporto con le donne

L’aura di Zeus attira un certo tipo di donne e ciò rientra nel suo schema di successo. 

Con loro è uno stratega e a seconda del suo obiettivo si presenterà nelle vesti più adatte per sedurre e conquistare. 

Considera il denaro e il potere parte essenziale del proprio fascino, non si aspetta di essere amato semplicemente per quello che è, di certo non per la sua anima. 

Non gli interessa un rapporto umanitario con una donna che sia moglie o amica e non gli interessa, né sa, parlare di sentimenti. 

Vuole che la donna faccia ciò che lui si aspetta da lei e non gli dia grattacapi.

La sessualità 

L’uomo Zeus di successo è l’equivalente del maschio alfa descritto negli studi dei primati delle specie a struttura fortemente gerarchica.

Zeus conquistando e consolidando il proprio potere,  fecondando molte donne e generando una numerosa prole, si comportava proprio come un maschio Alfa.

Per l’uomo che incarna questo archetipo, esercitare le arti amatorie può essere la dimostrazione a se stesso e agli altri che può ottenere quello che vuole. 

Zeus può vedere una donna come un extra, da procurarsi come metro di misura della posizione raggiunta 

Per questa ragione solitamente non è un buon amante perché è distaccato emotivamente, non ha una natura terra, non è appassionato, predilige una sessualità aggressiva anche se è seducente. 

Poiché è capace di dedicarsi totalmente alla conquista del potere, altri aspetti della sua personalità ne soffrono: per prima la capacità emotiva, della cui mancanza risente il suo modo di esprimere la sessualità.

La scelta delle partner sessuali riflette questa povertà di sentimenti: andando avanti con gli anni, costoro diventano sempre più giovani a imitazione dell’immagine classica.

Pur intrattenendosi con ragazze giovani, non è raro che coltivi la fantasia sessuale di essere dominato da una donna forte: le prostitute riferiscono che solitamente, chi chiede di mettere in scena questa fantasia sono proprio gli uomini che hanno più potere. 

Se uno Zeus riesce ad avere una vita erotica soltanto con donne più giovani così da poterne essere il padre o il nonno, significa che la sua capacità di rapporto sessuale è ancora immatura o viene confusa con il potere.

Il matrimonio

Rispetto al matrimonio la mitologia ci rivela che il dio sposò sempre donne di rango superiore o almeno pari al suo.

Nella vita reale può accadere qualcosa di molto simile quando un uomo ambizioso sposa una donna che proviene da una famiglia importante e attraverso il matrimonio fa propri i suoi “attributi”, vale a dire posizione e ricchezza. 

La scelta da parte dell’archetipo Zeus di una moglie che favorirà la sua scalata sociale può essere calcolata oppure inconscia. 

Nel secondo caso si sentirà attratto da una donna grazie alla quale potrà tradurre in realtà la sua ambizione.

Per quanta influenza possa avere una moglie nella sua evoluzione, il potere effettivo che quest’uomo esercita nel rapporto fa sì che sia lui a dominare, e che il loro sarà un matrimonio patriarcale di tipo tradizionale. 

Questa unione ruoterà intorno alle sue esigenze e al bisogno che lei faccia bene ciò che le compete. 

Se lui è uno Zeus seduttore che si è sposato per fondare un regno e lei è l’archetipo di Era, la vita reale ripeterà il mito. 

Può accadere così che lei finisca per essere posseduta dall’aspetto ombra della Signora dell’Olimpo vendicativo e geloso. 

Può darsi che il comportamento superficiale di uno Zeus possa cambiare verso una crescita emotiva con il tempo se ama la propria compagna. 

In ogni caso l’uomo Zeus sarà sempre concentrato sul lavoro e darà intendere che tutto il tempo che dedica al lavoro è per lei e per i figli. 

Il rapporto matrimoniale con uno Zeus e dunque piuttosto impersonale, non è veramente intimo.

Se, invece, è la moglie ad avere una relazione extraconiugale, lo Zeus farà di tutto per distruggere in qualche modo il rivale, esattamente come quando il dio fulminò l’amante di Demetra, Iasone.

Il rapporto con i figli

L’uomo Zeus non è semplicemente padre, desidera fondare una famiglia e una dinastia e ciò fa parte della visione che ha di sé stesso. 

Se ha raggiunto il successo, aiuterà alcuni dei figli a farsi strada nel mondo e provvederà a mantenerli. 

Emotivamente è un padre distante e spesso poco disponibile: è il genitore che esercita autorità.

Un padre Zeus tende a forgiare la vita dei figli, fino a soffocare del tutto quella per cui sarebbero stati adatti. 

Tende tuttavia anche ad agevolare la crescita di alcuni di loro, quelli le cui capacità naturali sono suscettibili di essere valorizzate dall’educazione e dalle occasioni che lui può procurare loro.

Egli trasmette i propri valori e per i figli diventa così importante ricevere la sua approvazione. Alcuni di loro lotteranno per riceverla tutta la vita. 

Il rapporto con gli uomini

Per un archetipo Zeus, sono gli uomini i compagni di gioco che contano. 

Alcuni sono concorrenti, altri alleati, ma egli sa bene che il concorrente di oggi può essere alleato di domani, e viceversa. 

E’ un giocatore di scacchi, i suoi alleati o quelli che lavorano per lui, sbagliano se pensano di essere importanti a livello personale: quando le cose vanno male, se ne disfa. 

Uno Zeus è pronto, infatti, a sacrificare chiunque, ed è convinto che tutti la pensino allo stesso modo e agiscano di conseguenza nei suoi confronti. 

Benché all’occorrenza sia spietato, spesso non dà questa impressione perché sa che a farsi dei nemici non ci si guadagna mai. 

Non prova nessuna simpatia per gli uomini che se la prendono a male, ogni manifestazione di vulnerabilità, di bisogno, di emotività è un segno di stupidità e debolezza. 

Una fonte di successo è la sua capacità di negoziare e di arrivare a un accordo in modo abile. E’, infatti, un negoziatore eccezionale perché tiene conto di ciò che gli altri vogliono e valuta di cosa siano disposti ad accontentarsi. 

Riesce a leggere molto bene i bisogni (anche quelli inespressi) degli altri, non escluso quello di salvare le apparenze.

Fasi della Vita

Infanzia

Il piccolo Zeus si fa riconoscere molto presto perché dimostra una volontà di ferro, non è facile distrarlo quando hai in mente qualcosa e sa dire “no” con grande autorità. 

Per temperare la sua natura autoritaria e sviluppare le sue doti innate, gli sarà molto utile essere abituato, a casa e a scuola, all’equanimità e alla giustizia e a disporre di oggetti da poter manipolare con cui poter organizzare costruzioni o schieramenti.

Quando gioca da solo è facile che crei un mondo in miniatura dove fa cadere le cose, preferisce però non giocare da solo, è quel ragazzino che vorrebbe sempre essere al comando delle truppe e se non può si sente frustrato.

I genitori di un bambino Zeus che comincia a muovere i primi passi intimidisce una madre che sia stata dominata da uomini autoritari. 

Per natura è un capo , una qualità che può suonare provocatoria per certi padri, che reagiscono in maniera violenta dimostrando chi comanda. 

Attraverso gli scontri genitoriali Zeus impara che la forza crea il diritto.

Con un piccolo Zeus è preferibile che i genitori lo aiutino a ragionare fornendogli possibilità appropriate: devono stabilire limiti precisi e aspettarsi che il piccolo li metta in discussione. Una volta che le cose sono state decise con sua soddisfazione, qualsiasi cosa si mette a fare questo bambino vi si dedica completamente. 

Di solito il giovane Zeus ha un atteggiamento estroverso e positivo.

La coppia di genitori che più nuoce al suo sviluppo è quella di una madre debole e passiva e di un padre dominatore e violento.

Il bambino si identificherà con l’aggressore ogni volta che può e attenderà il momento opportuno per restituire la violenza subita in una situazione simile, egli potrà sviluppare anche un atteggiamento di sottomissione nei confronti di chi detiene l’autorità, se ciò non accade alla prima occasione sarà lui a fare il prepotente con i più deboli. 

Il figlio Zeus di un padre che abbia conquistato il successo e sia emotivamente distante ha un modello di ruolo che ammira e lo aiuta a farsi strada nel mondo. Se costui ha anche una madre che lo ha amato crescerà convinto di avere il diritto di ottenere qualsiasi cosa desideri, fiducioso in se stesso e con la sensazione di avere un posto nel mondo.

Adolescenza e maturità. 

Spesso durante l’adolescenza il problema principale per uno Zeus è il rapporto con le figure che esercitano autorità. 

La fiducia che il ragazzo Zeus in se stesso il più delle volte suona provocatoria agli uomini autoritari, con loro, benché infastidito, collabora, aspettando il momento opportuno per prendersi una rivincita. 

Poiché è uno stratega non vede alcuna utilità nell’impegnarsi in prove di forza che non è in grado di vincere.

Non è un idealista accetta il mondo così com’è, ne vuole la fetta che gli compete.

Benché sia intelligente, il ragazzo Zeus non è un intellettuale, non si dedica all’introspezione e non perde tempo a rimuginare sul passato o sui sentimenti suoi o altrui. 

Per quanto lo riguarda lui sta bene e la vita va vissuta. 

La mezza età

Nella mezza età l’uomo Zeus fa un bilancio è valuta quale livello di successo è arrivato nella scalata al potere. 

Nel dibattersi in questi interrogativi, spesso inconsci, non è raro che si trovi a vivere temporaneamente una fase di stanca, privo com’è della solita energia vitale. 

Un lavoro introspettivo su di sé non è da lui, anche se non è escluso che avverta qualche dubbio inquietante. 

Per conquistare il successo non è necessario diventare miliardari, basta semplicemente realizzare un importante traguardo personale e scoprire che da ciò nasce un senso di soddisfazione. 

Allora la mezza età sarà per uno Zeus un momento di pausa per godersi il panorama. 

Per l’uomo Zeus, la mezza età può essere anche un momento di gravi difficoltà emotive: i figli adolescenti attraversano un momento difficile, la moglie lo lascia, lui ha un infarto oppure vive nella realtà una fantasia vergognosa…

L’arroganza che lo contraddistingue può renderlo cieco ai suoi stessi limiti e allora può accadere che si spinga troppo oltre e che fallisca in maniera spettacolare. 

Si ritroverà così rifiutato e amareggiato senza rapporti intimi.

Ad alcuni Zeus che sono maturati, la mezza età può segnare anche importanti spostamenti di accento, recuperando i rapporti affettivi importanti o sentendosi portati a fare da guida ad altri o approfondire amicizie.

La  vecchiaia

Una delle difficoltà più grandi che può dover affrontare un archetipo Zeus è quella di cedere le armi, cioè abbandonare il mondo del lavoro.

Uno Zeus che non cede le armi sta lottando contro l’inevitabile, in questo caso cercherà di controllare il patrimonio anche dalla tomba con le sue volontà testamentarie.

Difficoltà psicologiche

Ogni Dio, e quindi ogni archetipo ha in sé la possibilità di superare le proprie difficoltà psicologiche. 

Per l’uomo Zeus che vive sull’Olimpo, i problemi sono legati al territorio del regno celeste. Percorrere la strada che lo porta alla vetta, ha implicato costi emotivi per lui e per gli altri e una volta raggiunta la meta, la sua mancanza di consapevolezza, unita al potere, può dimostrarsi fatale.

Una testa parlante

Il regno di Zeus era il cielo, e l’archetipo Zeus predispone l’uomo a vivere al servizio della propria testa, a esprimersi attraverso le parole e il potere di far accadere le cose.

E’ un uomo che lavora con le idee ma non sa cosa sia il cuore.

Così spesso rimane tagliato fuori dalla possibilità di vivere sia l’intimità che il corpo come una parte di sé che dà e riceve sensualità.

L’immaturità emotiva lo porta facilmente a esprimere la sensualità in maniera distorta e a svalutare chi non è emotivamente isolato come lui.

Non distinguere l’albero della foresta. 

L’uomo Zeus va fiero della propria capacità di avere una visione ampia e di cogliere il nocciolo dei problemi. 

Riesce a portare avanti una guerra contro la povertà senza aver mai visto un povero, ritiene che il suo punto di vista sia superiore e poiché viene ascoltato con autorità, non ha ragione di dubitare della posizione che occupa.

Quando viene messo in discussione da chi ha un’esperienza diretta, costui viene liquidato. Questo archetipo è particolarmente pericoloso se lo Zeus ha grandi responsabilità politiche o collettive, infatti, può non essere assolutamente consapevole della sofferenza che possono causare gli ordini che impartisce a distanza.

Il potere fa la forza

Zeus è un archetipo che predispone gli uomini e le donne a cercare il potere e sfruttarlo.

Il rischio è rimanere però corrotti dal potere, perdendo il senso di realtà. 

L’uomo che esercita il potere sugli altri con forza è vittima di un ulteriore corruzione: la mentalità secondo cui il potere fa il diritto. 

Spesso, nelle situazioni più gravi una tale giustificazione diventa un autoinganno: il diritto di farlo accompagna episodi di violenza. 

Paura dell’usurpatore

Zeus è un archetipo che predispone alla paranoia. 

Gli uomini che hanno raggiunto le vette del successo temono spesso di venire spodestati, divenendo sospettosi e ostacolando la crescita altrui finanche contribuendo a creare i nemici che temono.

Vanagloria

La vanagloria con cui un uomo Zeus considera se stesso lo mette a rischio di essere manipolato da chi lo adula e di mettere sotto i piedi chi si rifiuta di farlo. 

Ritenersi persone da adorare e crederci allontana la gente onesta e la verità, con tutte le conseguenze del caso.

Problemi psicologici per gli altri 

La compresenza nell’uomo Zeus della distanze emotiva, della immaturità affettiva e del potere, crea molti problemi agli altri. 

Una moglie che vuole intimità e comunicazione rimane delusa, i figli risentono negativamente della sua assenza ed dell’atteggiamento eccessivamente critico. 

Costoro si possono sentire anche abbandonati o rifiutati se non riescono a corrispondere alle aspettative del padre e hanno spesso problemi di autostima.

Modi di crescere

Spesso l’uomo Zeus ignora di avere problemi e di avere bisogno di maturare, finché è una grave crisi rende impossibile continuare a non tener conto dei sentimenti propri altrui. 

All’uomo Zeus deve arrivare il messaggio che qualcosa non va, deve rendersi conto che gli mancano alcune parti di sé e deve sentirsi angosciato. 

Data la mancanza di capacità introspettiva è probabile che non riesca a cogliere il quadro dell’isolamento da sé stesso e dagli altri in cui vive, finché non accade qualcosa di decisivo. La consapevolezza del suo estraniamento dai sentimenti e dagli altri può farsi luce poco a poco con una psicoterapia, ma poiché l’uomo Zeus ha bisogno di esercitare il controllo e pensa che tutto sia una questione di volontà, è raro che chiede aiuto.

Il suo modo consueto di reagire alla angoscia psicologica è quello di prendere le distanze dalla situazione, gettandosi nel lavoro.

Un attacco di cuore 

L’uomo Zeus può andare incontro come tutti a qualsiasi tipo di grave problema medico, ma spesso quello che lo ferma è un attacco di cuore. 

Si tratta di una malattia simbolica estremamente appropriata, che impone di cambiare in maniera sostanziale: qui le metafore abbondano. Ignorare il cuore lo ha veramente quasi ucciso 

Innamoramento e lutto

A Zeus può accadere anche quello che Jung definisce e enantiodromia: una posizione troppo unilaterale che improvvisamente si trasforma nel suo opposto. 

Un innamoramento fortissimo getta lo Zeus nel regno degli istinti e delle emozioni, quel che segue è una crisi che distrugge lo status quo del suo equilibrio psichico.

Eppure il bisogno di vivere nel Regno delle emozioni fino a quel momento sconosciuto, si presenta alla coscienza come un destino. 

Anche una grave perdita può trasformare l’uomo Zeus abbattendo le sue barriere emotive e facendogli perdere la testa

Improvvisamente egli non è più estraneo alla sofferenza dei suoi simili, scende dalla montagna e diventa più umano.

L’esperienza può cambiarlo aprendolo alle emozioni del regno di Poseidone che lo mette in contatto con i sentimenti e con il proprio bisogno degli altri. 

Prendersi cura di ciò che lo cura.

La cosa più importante per uno Zeus è arrivare a riconoscere che qualcosa non va.

Ogni volta che uno Zeus viene ferito, infatti, si manifesta il bisogno oppressivo di mantenere il controllo che soffoca la crescita e l’espressione dei sentimenti, insieme  all’eredità emotiva alla mancanza di creatività, e alla depressione che ne conseguono. 

La psiche di un uomo diventa come una terra arida e deserta dove niente può crescere, perché avvenga la guarigione una folle innocenza deve entrare nella psiche, l’uomo Zeus deve mettersi in relazione con gli altri in tutta la propria vulnerabilità e aprendosi a nuove esperienze con la disponibilità di un bambino. 

NB. Se ti interessa conoscere anche la visione moderna, Junghiana e psicologica dei Tarocchi ti propongo il mio studio: La Psicologia dei Tarocchi. Libro e Arcani

La psicologia dei Tarocchi Libro e carte

About the author

Laura Valli

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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By Laura Valli

Sull’autore

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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