Maschere psicologiche: come osservarle

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Esiste sempre una fiammella, ognuno ne ha una.
Tutti in un modo o nell’altro sono su un percorso, in particolare chi, come me, ha sempre ritenuto ci fosse altro di più profondo oltre quello che si mostrava agli occhi.

Ognuno ha un suo modo di cominciare, un suo modo per addentrarsi nei meandri dello sconosciuto, con la volontà di far luce, di comprendere, inteso come includere, integrare dentro di sé.

Porto a testimonianza la mia esperienza personale perché ciò che vorrei nel profondo è aiutare, o per meglio dire, dare un conforto a chi si trova ad affrontare situazioni difficili e spiacevoli.Non siete soli.

Come cominciare

Da cosa sono partita?
La mia fiammella è stata la ricerca costante e continua di equilibrio.
Ero spinta da un qualcosa di più grande di me, una forza molto potente, che mi faceva sempre la stessa domanda Come si arriva all’equilibrio?.

Il motivo era semplice: ero sempre stata divisa e sentivo di dovermi ricongiungere.
Volevo arrivare all’unità, o perlomeno, a non sentirmi così duale e spinta da forze contrastanti.
Dato che ogni cosa che chiedi, se lo fai con purezza d’animo, accade, mi è stato mostrato il primo passo.

Ciò in cui mi sono imbattuta in primis sono state le apparenze. Etimologicamente parlando si tratta di ciò che appare, ciò che è visibile, ma che può anche non corrispondere alla realtà.
Ecco il nocciolo di tutto.

L’apparenza

Mi chiedevo perché le persone volevano mostrarsi per quelle che non erano.
Guardando chi mi circondava mi accorgevo che nessuno era davvero.
La prima ero io, non facevo vedere la mia parte interiore neanche alle persone a me care, proprio perché ritenevo che non fossero meritevoli di scoprirmi.

La risposta che allora mi davo sul perché mi comportassi così era che vedevo tanta apparenza e nessuna sostanza. Quindi perché mostrarmi a qualcuno interessato solo alla superficie?
Ecco un piccolo loop, il primo di tanti.

Le maschere

Al concetto di apparenza è strettamente legata la visione di maschera, o del falso Io.

L’essere umano tende a nascondersi dietro a delle maschere, per rendersi presentabile al mondo.

Come direbbe Jung, la persona (chiamata appunto anche maschera) è una parte della personalità con cui l’individuo si presenta nel suo ambiente sociale, evitando di svelare la sua natura profonda.
In poche parole è ciò che la società si aspetta da lui.

Mi piace molto chiamarla etichetta, ovvero quella categorizzazione che ci fa essere una persona simpatica piuttosto che socievole o altro.
C’era una frase di Palahniuk, lo scrittore che allora mi faceva compagnia, adatta alla questione.

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“È patetico come non siamo capaci di convivere con ciò che non comprendiamo. Come abbiamo bisogno di etichettare e spiegare e dissezionare tutto quanto. Persino le cose inspiegabili per definizione.”

Soffocare – Chuck Palahniuk

Non riusciamo a non etichettare, a non rinchiuderci in contenitori che ci limitano.
Ma la domanda che mi continuavo a porre era perché?
Perché non possiamo essere semplicemente quello che siamo?

Perché si creano le maschere

La questione per me è stata molto spinosa, c’è voluto del tempo per capire quale fosse il meccanismo che spingeva l’individuo ad indossare una maschera.
Inizialmente lo attribuivo alla falsità, mi dicevo che gli altri non volevano essere veri. Dico volevano perché per me era impossibile credere che fosse una cosa che potesse trascendere la volontà vera e propria.

Ero convinta che fosse in un certo senso consapevole.
Ma allora ero una ragazza perennemente arrabbiata, che voleva a tutti i costi trovare un capro espiatorio.

Con un po’ di pazienza, una qualità mancante in molti (mancava a me in primis ma ho imparato pian piano ad integrarla), necessaria quando si intraprende un percorso di sviluppo personale, ho compreso una piccola verità.

L’individuo crea una maschera perché sostanzialmente ha paura di mostrarsi per chi è davvero.
Ecco il punto fondamentale.
Può sembrare un concetto semplice e anche palese, ma spesso l’individuo non è capace di rendersene davvero conto.
E soprattutto spesso è la mente a capirlo, non il cuore.

La maschera è una sorta di zona di comfort per l’essere umano, all’interno di cui nessuno può ferirlo.

“È come se non si volesse essere realmente visti per paura di mostrare i punti deboli, per paura di darli in pasto a qualcuno che potrebbe trarne beneficio nello sfruttarli a suo piacimento.”
Visioni della realtà

Ed è così che tutto ha cominciato a prendere forma.

È lì che è nata in me una piccola scintilla di comprensione.
Ci sentiamo tutti in fondo fragili e abbiamo paura di non essere accettati dal mondo.
Di non essere compresi e di non essere davvero amati.

Quando si arriva a questa piccola consapevolezza, il cammino è già segnato.
Da quel momento in poi, ogni cosa riuscirà ad assumere un peso diverso.

Come fare ad accorgersi delle maschere

Banalmente, potrei dire che la cosa migliore da fare per notare questo meccanismo è sperimentarlo sulla propria pelle, osservando i propri atteggiamenti quando ci si trova con persone diverse.

Vedere chi siamo con la nostra famiglia, chi siamo sul posto di lavoro, chi siamo con il partner e così via.
Sarà semplicissimo accorgersi di come si cambia.

Non fatevene delle colpe, è del tutto normale.
L’importante è non identificarsi con l’apparenza.
Vi lascio con questa frase che ha segnato il mio inizio.

Voglio essere al di fuori delle etichette. Non voglio che tutta la mia vita sia compressa in un’unica parola. Una storia. Voglio trovare qualcos’altro, che non si possa conoscere, un posto che non sia sulla mappa. Una vera avventura.
Invisible monsters – Chuck Palahniuk

About the author

Marta Incarnato

Marta Incarnato, classe ’92, e una laurea in Ingegneria per l’ambiente ed il Territorio, è un’appassionata di scrittura fin da quando era bambina.
Ha sempre avuto particolare propensione per la lettura grazie alla sua notevole curiosità.
Ha partecipato a due concorsi di scrittura al fine di creare dei compendi di racconti e in entrambi sono stati selezionati e pubblicati due dei suoi brani.
Dal 2018 ha iniziato a partecipare a banchetti in festival della zona con libricini totalmente autoprodotti e al contempo ha aperto una pagina, Moon in bliss, presente sia su Facebook che su Instagram.
Il 2020 è stato un anno di svolta.
Ha cominciato un profondo lavoro di introspezione che la sta portando pian piano a comprendere i meccanismi della mente e quali sono le influenze esterne che agiscono dentro di sè.
Alla continua ricerca interiore, il suo obiettivo è il raggiungimento di un’essenza priva di condizionamenti e libera di poter essere davvero.
A metà 2020 ha cominciato uno studio approfondito sui Tarocchi, che continua tuttora, sulla linea di principio segnata da Jodorowsky, cercando di scovare ogni significato dei simbolismi nascosti tra le pieghe degli Arcani Maggiori.
Ha pubblicato autonomamente su Amazon 7 libricini presenti, al momento solo in formato ebook ed è a lavoro su altri progetti.

Email: mooninbliss@gmail.com
marta.inc.92@gmail.com

I libri di Marta sono su
https://www.amazon.it/~/e/B0BCQ792H5

La trovate anche su Instagram: https://www.instagram.com/moon_inbliss/
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By Marta Incarnato

Sull’autore

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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