Come la bellezza influenza la psiche

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La Bellezza salverà il mondo” diceva Dostoevskij ed aveva perfettamente ragione se pensiamo a come la bellezza influenza la nostra psiche.

L’esperienza estetica è spontanea e la natura del suo flusso è imprevedibile.

Una volta che questa esperienza ha avuto luogo è difficilissimo descriverla.

Nonostante questo occuparsi della bellezza è fondamentale perché non darle spazio può avere conseguenze terribili: la distruzione della natura, la volgarità, la superficialità, il cattivo gusto, l’abbandono del senso di meraviglia, e una sorta di opacità che riguarda la personalità, un malessere impalpabile e diffuso.

L’influssi della bellezza sulla psiche

La bellezza ha su ognuno di noi effetti profondi:

Influsso rigenerante e risanatore.

Appena ci lasciamo toccare dalla bellezza la parte di noi che è rimasta ferita dagli eventi della vita può rigenerarsi, in quel momento ha luogo una vittoria sullo scoraggiamento, sul processo involutivo della cristallizzazione.

Diveniamo, infatti, di più di quello che eravamo, costruiamo senza sforzo una roccaforte contro le pressioni negative.

La bellezza cala nell’inconscio.

Ogni immagine esprime non solo un criterio estetico ma anche uno stato di coscienza, un modo di vedere il mondo, un atteggiamento generale nei confronti dell’universo.

Immersi dentro stimoli di bellezza generiamo un vero e proprio clima psichico.

La bellezza mette in contatto con il Sé.

La bellezza sembra poter offrire la promessa di un appagamento futuro e totale, o forse ne offre il ricordo, ma  davanti alla bellezza rimirano come assorbiti e dimentichi dei problemi.

Ci attira fuori dai pensieri e ci porta in un mondo di vitalità e armonia; rapisce la mente agitata e ci mette facilmente in contatto con il nostro vero Sé, introducendoci in una dimensione universale.

La bellezza ha un effetto trascendente.

Il suo effetto trascendente è legato alla facoltà di rivelare: la bellezza rivela mondi ignoti che non sono raccontabili con la razionalità.

Essa esprime un oltre capace di annientare le categorie di cui di solito ci serviamo per dare un senso alla realtà.

La bellezza attenua il senso di mancanza o bisogno. 

La bellezza al potere di rendere i nostri desideri meno impellenti.

Molte tradizioni spirituali parlano della via del distacco, questa via ha una sua verità, ma dal punto di vista psicologico accade più spesso che quando un desiderio è stato represso, torni alla ribalta in maniera drammatica oppure emerga con un aspetto diverso.

L’apprezzamento della bellezza è la via che Assagioli suggerisce di perseguire la via del non-attaccamento con un apprezzamento pieno della bellezza.

Il godimento è benefico, vive nel presente; l’attaccamento è invece quello stato avido e pieno di aspettative che vive nel passato proiettandosi nel futuro.

L‘attaccamento è inversamente proporzionale alla capacità di godere, possiamo utilizzare magari  il criterio della preferenza  ma non dobbiamo assolutizzare dentro una idea di scarsità, comprendendo quanto la bellezza sia abbondante.

Perché abbiamo difficoltà nel godere della bellezza

A volte siamo impazienti, così diventiamo meno capaci di assimilare, in alcuni, tuttavia, esiste anche una sorta di timore.

Sono persone convinte di essere brutte dentro, così provano una strano senso di indegnità davanti alla bellezza perché questa crea una discrepanza dolorosa con la loro ferita.

Altri, invece sono capaci di apprezzare la bellezza insieme a una persona cara, ma non da soli.

All’origine di questo atteggiamento c’è solitamente una convinzione implicita di non meritare la bellezza se non con qualcuno che faccia da intermediario.

Alcune persone, infine, sentono il bello come essenzialmente estraneo o come qualcosa che disturba il giusto ordine delle cose e ne delegano il godimento ad altri come se il bello appartenesse a una categoria di persone: gli artisti.

Questi ultimi vengono poi spesso indicati dai primi come buoni a nulla o eccentrici.

Nonostante queste difficoltà,  tutti noi  possiamo imparare ad aprirci al bello.

Gli esercizi per aprirsi al bello

Gli esercizi proposti nella video lezione sono due.

Il primo che troverete a fine video concerne la percezione della propria bellezza interna, lavorando sull’auto-apprezzamento e costruendo la nostra integrazione.

Lavorando su di noi, inoltre apriamo la porta all’apprezzamento di ogni altra bellezza.

La seconda visualizzazione ci allena a cercare la bellezza in tutto:

Stanilavskij, il grande registra teatrale, ricordava agli allievi di cercare la bellezza anche nelle cose apparentemente brutte, perché un senso estetico che non tiene conto della bruttezza rischia di diventare sentimentalistico.

Una nota finale, la bellezza non è percepita solo nel mondo fisico, ma anche in quello soggettivo: possiamo apprezzare un atteggiamento, una intelligenza, godere dell’armonia di una relazione e  entrare in contatto con l’infinita bellezza del Sé.

Per concludere il post, dunque, userò una parola sanscrita: namaskara che significa “saluto il divino che è in te”.

NB. Se ti interessa conoscere anche la visione moderna, Junghiana e psicologica dei Tarocchi ti propongo il mio studio: La Psicologia dei Tarocchi. Libro e Arcani

La psicologia dei Tarocchi Libro e carte

About the author

Laura Valli

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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By Laura Valli

Sull’autore

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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