La fonte di vita è, come al-Khiḍr, un compagno buono, ma anche un po’ preoccupante; anzi, secondo il Corano, il vecchio Mosè ne fece alcune esperienze penose; non si dimentichi che questa fonte è il simbolo della forza vitale che si rinnova continuamente, dell’orologio che non si scarica mai.
C’è un detto non canonico del Signore che dice: “Chi è vicino a me, è vicino al fuoco.” E come questo Cristo esoterico è una fonte di fuoco , probabilmente non senza rapporto col πῦρ ἀεὶ ζῶον di Eraclito, così secondo la concezione dei filosofi alchimisti l’aqua nostra è ignis.
La fonte denota non solo il flusso della vita, ma anche il suo calore, il suo ardore, il segreto della passione, i cui sinonimi hanno sempre rapporto col fuoco.
L’aqua nostra che tutto dissolve è un ingrediente indispensabile per la produzione del Lapis.
La fonte però viene dal basso, e per questa ragione la via porta in basso.
Soltanto “sotto” si può trovare la fonte ardente della vita. Questo “sotto” è la storia naturale dell’uomo, il suo collegamento causale con il mondo degli istinti. Senza questo collegamento non può crearsi alcun Lapis né alcun Sé.
Jung, Carl Gustav. Opere vol. 12 (Italian Edition) (p.162). Bollati Boringhieri. Edizione del Kindle.
La Fonte della Temperanza
La Fonte delle Stelle
NB. Se ti interessa conoscere anche la visione moderna, Junghiana e psicologica dei Tarocchi ti propongo il mio studio: La Psicologia dei Tarocchi. Libro e Arcani


