Specchi Esseni: cosa sono e come riconoscerli

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Gli Specchi Esseni sono una teorizzazione del meccanismo psicologico della proiezione nelle relazioni umane: un impulso della nostra psiche che consiste nello spostare sentimenti, caratteristiche proprie o parti del , su persone e situazioni esterne.

Un meccanismo naturale che tutti attuiamo.

Scriveva Jung:

“Tutte le persone incontrate nella vita che hanno potere di fascinazione su di noi sono in realtà parti scisse di noi stessi che abbiamo rimosso e che ci sono riportate indietro…

Quindi, se preferiamo non farci ingannare dalle nostre illusioni, dovremmo analizzare accuratamente ogni forma di fascinazione per ricavarne, come quintessenza, un frammento della nostra personalità, e ci renderemo a poco a poco conto che, lungo il cammino della vita, non facciamo che incontrare sempre di nuovo noi stessi, sotto mille travestimenti.” 

Ognuno di noi fatica, infatti, a riconoscere razionalmente tutti i  propri contenuti.

Eppure, i giudizi interiori, le ferite emotive, le credenze limitanti, o semplicemente gli impulsi inaccettabili possono concorrere in maniera significativa a determinare la narrazione che facciamo della realtà.

La teoria degli Specchi Esseni, si propone, allora, come una traccia di lettura, utile per chiunque stia facendo un lavoro di introspezione e di crescita personale.

Gregg Braden: i Sette Specchi Esseni

La Matrix Divina di Gregg Braden Gregg Braden è stato il primo a parlare dei Sette Specchi Esseni nel 1997  in una conferenza dal titolo Walking between the Worlds, (è disponibile una traduzione audio a questo link YouTube: I Sette Specchi Esseni); formulando una teoria delle relazioni umane che ha poi ampliato nel 2007 con il libro La Matrix Divina.

Malgrado teologicamente l’attribuzione dei Sette Specchi Esseni alla antica setta ebraica non abbia alcun reale fondamento, è indiscutibile, che l’analisi psicologico-spirituale dello scrittore americano abbia fornito una traccia utile per guardare la realtà che ci circonda con occhio attento.

Chi sono gli Esseni

 Tito Flavio Giuseppe è lo storico  romano, discendente di una famiglia di grandi sacerdoti ebrei, che  traccia più ampiamente i lineamenti di questa corrente dell’ebraismo nella sua monumentale opera Antichità giudaiche.

Egli li descrive come una setta ascetica, dedita al dominio delle passioni e alla pratica della povertà che vive in comunità isolate, lontana dai grandi centri abitati. (Cfr. La Guerra Giudaica Cap.II)

L’origine degli Esseni, detti anche Nazareni, viene oggi fatta risalire al II secolo avanti Cristo ma questa comunità deve indiscutibilmente l’attenzione pubblica moderna ai meravigliosi ritrovamenti di testi sacri avvenuti tra il 1946 e il 1956 sulla riva nord-occidentale del Mar Morto.

Nelle grotte vennero, infatti, scoperti ben 972 manoscritti. Una vera e propria biblioteca salvata dalla censura della Chiesa Cattolica primitiva.

L’origine della Teoria degli Specchi Esseni

Tra i testi presi in considerazione da Braden, il più noto è forse uno tra gli scritti più belli ritrovati sulle rive del Mar Morto: il Vangelo di Tommaso.

Il testo in lingua copta non ha una struttura narrativa temporale come i Vangeli Canonici che tutti conosciamo, bensì racchiude una raccolta di detti attribuiti a Gesù di diversa datazione.

Da questo splendido vangelo, Gregg Braden deduce la teoria degli Specchi Esseni.

I realtà non ci sono prove nè storiche nè teologiche sulle affermazioni che lo scrittore Americano sostiene: Gesù non apparteneva con tutta probabilità alla setta ebraica degli Esseni e con altrettanta probabilità non esisteva una teoria spirituale degli specchi.

Eppure è vero che Braden ha trasformato le sue riflessioni in un buon strumento per isolare e analizzare i grandi traumi dell’uomo occidentale.

Perchè si chiamano “Specchi”

La definizione di “specchi” nasce da un principio secondo il quale le azioni, le scelte, le esperienze e il linguaggio di coloro che ci circondano riflettono la nostra realtà interiore.

Ciò che è fuori di noi è il corrispondente visibile di ciò che c’è dentro di noi: riconoscendo, quindi, la nostra realtà interiore e trasformandola, riusciamo a trasformare la nostra realtà esteriore.

La teoria degli Specchi Esseni è, quindi, concepita come una teoria trasformativa: il lato ombra di tale teoria è la possibilità di scadere in egocentrismo o ansia di cambiamento.

Se non vogliamo essere fagocitati dai dogmatismi, i Sette specchi Esseni sono, invece, molto utili come aiuto di riflessione, un sostegno per riconoscere su quali parti di noi è interessante lavorare al fine di avere una vita più consapevole e felice, meno soggetta ai condizionamenti inconsci.

I Sette Specchi Esseni

Il Primo Specchio Esseno: lo Specchio del presente o dell’IO SONO

Vangelo di Tommaso, versetto 91:

Voi esaminate l’aspetto di cielo e terra, ma non siete arrivati a comprendere colui che è di fronte a voi, e non sapete come interpretare il momento attuale.

Il primo Specchio Esseno riguarda chi si è e cosa si sta vivendo nel momento presente; è il riflesso di quello che siamo adesso.

In base alla nostra consapevolezza notiamo il tipo di esperienza che ci è più utile sperimentare per arrivare a conoscerci.

Possiamo trovare l’origine delle sistuazioni emozionali che stiamo vivendo nel comportamento delle persone che ci circondano; allo stesso modo possiamo renderci conto quanto i nostri limiti, paure e stati d’animo possano influenzare le reazioni degli altri.

Il Primo specchio, ci chiede, cioè, di fare un’analisi delle persone e delle situazioni che stiamo vivendo nel momento presente per capire che cosa ognuna di esse ci stia rimandando riguardo noi stessi.

Ci sono circostanze, infatti, che ci possono aiutare a capire i nostri blocchi, focalizzare le caratteristiche che nascondiamo perché riteniamo “negative”, oppure quelle che mettono in luce talenti che non sapevamo di avere ma che temiamo concretizzare.

Secondo lo studio di Giovanna Garbuio Gli Specchi Esseni, queste sono le domande da porsi per lavorare sul primo specchio:

Domande per riconoscere il Primo Specchio Esseno

  • Come vedo l’atteggiamento di questa persona?
  • Quali emozioni mi provoca il suo atteggiamento?
  • Ho anch’io questo atteggiamento? Quando? Perché?
  • Perché ho questo atteggiamento con me stesso?

I Tarocchi collegati al Primo Specchio Esseno

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Il Secondo Specchio Esseno: lo specchio del GIUDIZIO

Vangelo di Tomaso, versetto 5:

Sappiate cosa vi sta davanti agli occhi, e quello che vi è nascosto vi sarà rivelato. Perché nulla di quanto è nascosto non sarà rivelato.

Gregg Braden spiega che se la risposta alla domanda “(le situazioni che vivo) mi stanno mostrando me stesso nel momento presente?” è onestamente No, è possibile sia attivo il Secondo Specchio Esseno.

Questo specchio mostra ciò che io ora sto giudicando, riflette cosa penso della mia situazione.

Attenzione, opportunamente la Garbuio precisa:

Giudicare” in questo senso non significa non avere un’opinione, ma avere un’emozione collegata all’opinione ed essere influenzati dall’emozione, anziché essere consapevoli dell’opinione e servirsene per decidere.

Rimuovere completamente la nostra facoltà di giudizio, nel senso di discernimento, ci separerebbe definitivamente dalla realtà, dalla capacità di prendere decisioni e ci toglierebbe la facoltà di relazionare i fatti oggettivi, i fenomeni che viviamo, con i principi divini che li hanno generati.

Perché di fatto è solo avendo delle opinioni ed essendo profondamente consapevoli di esse, al di là dell’emozione che generano, che possiamo raggiungere la capacità di “non giudizio”, a cui il secondo specchio ci stimola.

E’ necessario, cioè, distinguere l’idea del giudizio come appello incontrovertibile, da quella di discernimento che  consente una valutazione appropriata e più oggettiva.

Lo specchio del Giudizio ci spinge proprio a riconoscere un modello di comportamento che noi abbiamo deciso giusto in valore assoluto, per entrare in un meno istintivo clima di comprensione e valutazione.

Uno stato emotivo molto forte è, infatti, spesso sinonimo di aspettative disattese; il secondo specchio ci offre l’opportunità di riconoscerle, analizzarle e metterci in gioco per guarire la fonte della ferita originaria.

Domande per riconoscere il Secondo Specchio Esseno

  • Cosa sto giudicando?
  • Perché giudico questa mia caratteristica?
  • Qual è il mio valore che sto tradendo?
  • Come posso ritrovare questo mio valore?
  • Quando mi sono sentito così per la prima volta?

I Tarocchi collegati al Secondo Specchio Esseno

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Il Carro- la psicologia dei tarocchi- Carta

Il Terzo Specchio Esseno: le parti di me che ho perso o non ho concretizzato

Vangelo di Tomaso, versetto 97:

Il regno è come una donna che portava una giara piena di farina. Mentre camminava per una lunga strada, il manico della giara si ruppe e la farina le si sparse dietro sulla strada. Lei non lo sapeva; non si era accorta di nulla. Quando raggiunse la sua casa, posò la giara e scoprì che era vuota.

A proposito del terzo specchio,  Braden ci racconta:

Attraverso la saggezza del terzo Specchio ci viene chiesto di ammettere la possibilità che, nella nostra innocenza, noi rinunciamo a delle grosse parti di noi stessi, per poter sopravvivere alle esperienze della vita.

Possono venir perse, senza che noi ce ne rendiamo conto, o forse le perdiamo consapevolmente o ancora ci vengono portate via da coloro che hanno un potere su di noi.

Il terzo specchio è particolarmente attivo nelle relazione affettive e ci rimanda quale caratteristica, riuscita, o parte di noi ci manca, non abbiamo raggiunto o abbiamo perduto.

Esso può rispecchiare i nostri rimpianti, i desideri non realizzati o ancora parti di noi a cui non siamo riusciti a dare spazio.

Una nota di attenzione mi è d’obbligo, nel verificare la presenza di questo specchio ricordiamoci che chi amiamo è anche e soprattutto un segno della nostra espansione.

Impariamo e espandiamo la nostra anima attraverso l’amore, quindi la verifica di questo specchio non deve farci scordare che siamo dentro un universo misterioso e di potenzialità infinite.

Domande per riconoscere il Terzo Specchio Esseno

  • Quale caratteristica di questa persona io ho perso, ho ceduto o mi è stata portata via?
  • Quando mi sono sentito così per la prima volta?

I Tarocchi collegati al Terzo Specchio Esseno

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Il Mondo. La psicologia dei Tarocchi - Carta

Il Quarto Specchio Esseno: lo specchio delle dipendenze

 Vangelo di Tomaso, versetto 41:

Chiunque ha qualcosa in mano riceverà di più, e chiunque non ha nulla sarà privato anche del poco che ha.

Il termine dipendenze riferito al quarto specchio esseno può essere riduttiva.

L’idea alla base è, infatti, che proiettiamo all’esterno ciò che abbiamo paura di perdere o ciò che ci manca, fino a divenirne ossessionati.

Il quarto Specchio è, dunque, quello dei modelli di comportamento compulsivi come l’autoboicottaggio e gli atteggiamenti dannosi per se stessi.

L’origine di questa paura o ossessione può essere di varia natura: traumi, ferite emozionali, dinamiche di negazione… 

E’ sempre un lavoro personale stabilire le motivazioni di stati d’ombra tanto dolorosi e probabilmente l’accusa riferita al quarto specchio di essere un’idea psicologicamente riduzionistica non è priva di fondamento.

Tuttavia, è vero che, come scrive la Garbuio: “La dipendenza in qualche modo sostituisce la precedente passione; attraverso il riconoscimento della dipendenza possiamo risalire a ciò a cui ci siamo costretti a rinunciare o ad abbandonare prima che fosse il momento conclusivo.” 

Nella cura psicoterapeutica è, infatti, sempre importante comprendere il significato dell’uso della sostanza o del ricorso al comportamento di dipendenza, riconoscendo i vuoti o i conflitti di natura affettiva che la dipendenza va a colmare.

Il quarto specchio può essere dunque, uno spunto, per una riflessione di auto-aiuto.

Domande per riconoscere il Quarto Specchio Esseno

  • Posso rinunciare a questa cosa?
  • Cosa sacrifico di me stesso per continuare ad avere questa cosa?
  • C’è qualcosa di me che non ho o non ho più e che viene compensata da questa cosa?

I Tarocchi collegati al Quarto Specchio Esseno

Il Diavolo - la psicologia dei Tarocchi- CartaLa Torre - la Psicologi dei Tarocchi- Carta

Cosa non agisce: l’energia del tarocco della Temperanza

la Temperanza -La psicologia dei tarocchi - Carta

Il quinto Specchio Esseno: il rapporto con il Super-Io (rapporto col Divino?)

Vangelo di Tomaso, versetto 101:

Chi non odierà suo padre e sua madre come me non potrà diventare mio discepolo. E chi non amerà suo padre e sua madre come me non potrà diventare mio discepolo. Poiché mia madre […], la mia vera madre, però, mi ha donato la vita.

Secondo Braden: le azioni dei nostri genitori verso di noi riflettono le nostre credenze e aspettative nei confronti di quello che potrebbe configurarsi come il più sacro rapporto che ci sia dato di conoscere sulla Terra e cioè il rapporto fra noi e la nostra Madre e il nostro Padre Celeste, vale a dire con l’aspetto maschile e femminile del nostro creatore, in qualunque modo lo concepiamo.

Anche in questo caso si può muovere allo studioso americano una critica di riduzionismo: il rapporto infantile non è esautivo del rapporto con il divino, altrimenti non avrebbero fondamento nè la metafisica nè la teologia universale.

Più correttamentamente definirei il quinto specchio come indicativo di quello che in psicanalisi viene chiamato Super-io.

Il Super-io è l’istanza psichica che regola il comportamento e presiede alla coscienza morale; si sviluppa dalle esperienze elementari dell’infanzia attraverso il processo di identificazione con le figure genitoriali, dando luogo in età matura a inibizioni inconsce.

Il quinto specchio ci chiede, infatti, di riconoscere e riappacificare i condizionamenti che abbiamo acquisito nella nostra infanzia in rapporto ai nostri genitori.

Domande per riconoscere il Quinto Specchio Esseno

  • Cosa mi aspetto dai miei genitori?
  • Cosa stanno sbagliando nei miei confronti?
  • Cosa sto sbagliando io nei miei confronti per dare retta a loro?
  • Posso amarli a prescindere dalla loro approvazione?

I Tarocchi collegati al Quinto Specchio Esseno

La Papessa- La psicologia dei Tarocchi - CartaIl Papa- la Psicologia dei Tarocchi- Carta

Cosa non agisce: l’energia del tarocco del Bagatto

Il Bagatto. La psicologia dei tarocchi -Carta

Il Sesto Specchio Esseno: lo specchio della verità o dell’oscura notte dell’anima

 Vangelo di Tomaso, versetto 70:

Se esprimerete quanto avete dentro di voi, quello che avete vi salverà. Se non lo avete dentro di voi, quello che non avete vi perderà.

Il Sesto Specchio è un invito a riconoscere nei momenti difficili le prove per essere ciò che davvero si è.

Con la frase notte oscura dell’anima, San Giovanni della Croce ha identificato i momenti di desolazione, in cui percepiamo una assoluta assenza di senso, in cui cogliamo profondamente e in modo totale la nostra piccolezza e impotenza.

Questi momenti sono fortemente iniziatici. Essi ci spingono a un totale abbandono e al recupero di dimensioni altre.

Tali dimensioni sono sempre il preludio di una rinascita, del formarsi di un nuovo centro di coscienza e identità.

Domande per riconoscere il Sesto Specchio Esseno

  • In questo momento così triste cosa sto imparando?
  • Questa situazione quale mio talento sta mettendo in evidenza?
  • C’è qualcosa che mi riesce molto bene e che non accettavo di saper fare, prima di esservi costretto da questa situazione?

I Tarocchi collegati al Sesto Specchio Esseno

La Morte- La Psicologia dei Tarocchi - CartaIl Giudizio. La Psicologia dei Tarocchi- Carta

Cosa non agisce: l’energia del tarocco della Ruota della Fortuna

La Ruota della Fortuna- La Psicologia dei Tarocchi- Carta

Il settimo Specchio Esseno: lo specchio del paragone o della perfezione

Interpretazione della conoscenza:

Ora se anche il vostro fratello ha la sua grazia: Non sminuire te stesso, ma gioisci ed offri ringraziamenti spirituali e prega per quello, perché avete potuto condividere la grazia che abita in lui.

Il settimo specchio Esseno ci parla di una accettazione consapevole.

La frase che lo definisce: La perfezione è nell’imperfezione della percezione, non può, infatti, essere intesa come una rinuncia ai più alti ideali.

Il settimo specchio esseno ci invita, piuttosto, a imparare a guardare i nostri successi e i nostri talenti e contemporaneamente i nostri insuccessi e le nostre debolezze senza paragonarli alle caratteristiche di altri, mettendo il giudizio indotto dal mondo esterno in secondo piano.

Ci suggerisce di tenere in maggior conto il valore della nostra unicità esistenziale: nessuno è come te e nessuno potrà mai fare qualcosa allo stesso modo, con gli stessi pensieri, con la stessa energia che apporti tu.

L’unicità è un concetto tanto vero quanto liberante.

Domande per riconoscere il Settimo Specchio Esseno

  • A chi mi sto paragonando?
  • Per somigliare a chi rinuncio a essere me stesso?
  • Posso sostituire la competizione con la collaborazione?
  • Sono disposto a condividere le mie potenzialità con chi ritengo più bravo di me?

I Tarocchi collegati al Settimo Specchio Esseno

La Luna- la Psicologia dei Tarocchi- CartaIl sole. La psicologia dei tarocchi - Carta

Cosa non agisce: l’energia del tarocco delle Stelle

Le stelle- la Psicologia dei Tarocchi - Carta

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NB. Se ti interessa conoscere anche la visione moderna, Junghiana e psicologica dei Tarocchi ti propongo il mio studio: La Psicologia dei Tarocchi. Libro e Arcani

La psicologia dei Tarocchi Libro e carte

About the author

Laura Valli

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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By Laura Valli

Sull’autore

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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