E’ alla nostra Anima, non al nostro Ego che ci connettiamo in ogni nostra ardente aspirazione. L’archetipo del Cercatore incarna quella parte di noi che anela a un futuro migliore a qualunque livello: materiale, spirituale, affettivo, sociale.
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Il Cercatore e l’Anima.
L’invito alla ricerca è particolarmente potente nell’adolescenza e all’inizio dell’età adulta, quando i viaggi, gli studi, i desideri affettivi e le sperimentazioni lavorative ci conducono in una dimensione di scoperta e esplorazione del mondo.
Eppure, allo stesso modo, durante il percorso della vita, capita spesso che questo archetipo, ormai ricco di esperienze, si ripresenti prepotente.
Il Cercatore ci appare facendoci riconsiderare le nostre aspirazioni nel contesto della nostra mortalità.
In questa fase più consapevole del Viaggio dell’Eroe, la Pearson spiega come i valori dell’Anima diventino più importanti e, a volte, in nostro esploratore si trovi in conflitto con le responsabilità: una persona vorrebbe ricominciare a studiare ma la priorità è il futuro dei figli oppure vorrebbe girare il mondo ma ha il mutuo da pagare…
In ogni caso, il Cercatore ha la grande forza di non farci dimenticare noi stessi.
Il suo traguardo è spingerci a un modo di essere più appagante, donarci la chiarezza delle situazioni di conformismo o prigionia, anelare all’autonomia e solleticare la fedeltà a una verità più profonda e più alta di quella che la routine ci offre.
Il Cercatore e i Tarocchi: l’Appeso e il Giudizio
Sono questi i momenti in cui è possibile trovare un parallelismo con le energie archetipali dei tarocchi.
Il Cercatore e l’Appeso

L’adattamento sociale ci può avere assicurato entrate e affetti, ma ha comunque creato una tensione tra ciò che siamo dentro e come ci si aspetta che ci comportiamo.
Questa tensione è naturale e funzionale alla scoperta: il nostro sé non è adattivo, non è fatto per accondiscendere; ciò che lo appaga è, invece, trovare il senso dell’esistenza, quel significato, non necessariamente religioso, ma comunque sempre spirituale in grado di comporre gli opposti della psiche.
Anelare a qualcosa che vada oltre il lavoro o la famiglia, non significa necessariamente lasciare andare i legami che abbiamo costruito.
Sebbene il nostro Cercatore interiore tenti, a volte, di imporci un aut aut, ciò di cui realmente ha bisogno è creare una certa distanza emotiva per farci pensare con il nostro cervello e fare la nostra strada.
Non è mai troppo tardi per rispondere all’invito dell’Anima.
A volte dobbiamo tentare molte vie senza successo prima di trovare il nostro Graal, a volte facciamo due passi avanti e uno indietro, a volte proviamo confusione e non conosciamo bene la direzione da prendere, eppure, in ogni caso, il Cercatore non sarà mai soddisfatto finché non faremo esperienza di un valore, una risposta spirituale, un obbiettivo… in definitiva, di una realtà che ci trascende.
Il Cercatore Ombra
Qualunque cosa possiamo fare nella vita di orribile o degradante, il Cercatore interiore resterà coerente alla fedeltà nella ricerca.
Se interrompiamo il nostro Viaggio, prima di essere giunti alla nostra terra promessa, ci accontenteremo di essere Viandanti anziché Cercatori: possiamo avere amori che non ci legano realmente o lavori di successo con cui passare il tempo, ma senza un barlume di significato che illumini le nostre vite.
Se, invece, non rispondiamo all’invito del richiamo possiamo fare esperienza del Cercatore ombra. Egli si manifesta spesso con una esigenza ossessiva all’indipendenza che ci isola tanto dagli altri quanto dalla parte più amorevole di noi stessi.
Ecco allora che, novelli Lucifero, possiamo finanche scegliere la superbia, la presunzione, il crudele isolamento emotivo che umilia il mondo.
Per quanto possiamo ottenere ogni appagamento egoico, il nostro Cercatore interiore soffre profondamente se non trova un valore superiore.
Le forme ombra dell’esigenza di ascendere possono essere alla base degli impulsi all’uso di stupefacenti, delle dipendenze sessuali, della ricerca adrenalinica, finanche dell’ambizione crudele e ossessiva.
Il desiderio di trascendenza sembra essere un bisogno umano imprescindibile, tanto che siamo disponibili a mettere in gioco anche il nostro benessere fisico se spinti da una passione, una meta, una ambizione, o un moto creativo che sentiamo come travolgente.
Il Cercatore e il Giudizio
L’obbiettivo del Cercatore, non è, tuttavia, quello di sfinirci, piuttosto quello di farci scoprire la nostra autenticità. Incontrare la verità ultima che attribuiamo a noi stessi, al mondo, alle cose.

Per alcuni di noi questa via potrà prendere il volto di una vera e propria fede religiosa, per altri di una scoperta più laica e intima di senso, ma il Cercatore sarà sempre l’archetipo che ci spinge a rivelare il numinoso dentro di noi.
Molti incarnano l’urgenza di ascendere in tipi diversi di conquiste: accademiche, sportive, affettive e professionali. Utilizzano il Cercatore interiore per uno sviluppo sano del proprio io, in seguito però questo archetipo emerge in modo più profondo.
E’ a questo punto che la chiamata dell’Anima si fa sentire esigendo di sperimentare una unità con il tutto, ascendere alla scoperta di un valore.
Una tale trasformazione non è diversa da quella iniziatica dell’Arcano XX.
Ognuno di questi passaggi ci richiede di morire al vecchio noi, di spogliarcene metaforicamente.
L’azione del Cercatore ci permette di apprendere che Dio è dentro di noi e che il nostro compito è “risorgere” diventando noi stessi i doni che ormai ci appartengono.
E’ allora che siamo un mezzo di rigenerazione anche per gli altri e per qualunque cosa ci circondi.
NB. Se ti interessa conoscere anche la visione moderna, Junghiana e psicologica dei Tarocchi ti propongo il mio studio: La Psicologia dei Tarocchi. Libro e Arcani
