Per Carl Gustav Jung l’Io è un insieme di rappresentazioni che costituisce il centro della coscienza e che possiede una alto grado di continuità con se stesso. Il complesso dell’Io non è, dunque, niente altro che la parte cosciente di noi: tutti i contenuti associati all’Io sono coscienti mentre tutti gli altri sono inconsci.
Che la personalità conscia non coincida con la personalità totale di ognuno di noi è una evidenza lapalissiana, per questa ragione Jung contrappone l’Io al Sé, intendendo con quest’ultimo termine la totalità della nostra psiche, comprensiva di coscienza e inconscio.
Dal punto di vista delle energie, l’Io è la sede della libertà decisionale.
Esso si percepisce come dotato di libero arbitrio, capace di agire nel mondo tanto da avvertire se stesso come un centro di identità quasi esclusiva, a volte dimentico delle pulsioni, delle emozioni, delle immagini e dei sentimenti nascosti nella profondità dell’anima.
Tra gli Arcani Maggiori due sono le carte che esemplificano le caratteristiche archetipiche dell’Io.
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Il Carro: l’Io che agisce nel mondo

Il Carro, infatti, è un mezzo che non è mai utilizzato senza uno scopo. Che sia guidato per trasportare fieno o porti un Generale in trionfo, esso possiede intrinsecamente una sua funzione, una sua direzione, un suo senso.
Esattamente come la nostra personalità cosciente, il Carro risponde ad obbiettivi e alle leggi di causa-effetto.
Esso richiama il movimento, così che l’azione dell’Io si concretizza nell’andare da qualche parte, raggiungere una meta.
Il Condottiero è un osservatore potente, riesce a condurre senza bisogno di redini i cavalli nella direzione corretta.
Egli ha imparato a domare le pulsioni, l’energia della libido nonché il corpo emozionale che viene identificato nelle bestie intente a portare a rimorchio il mezzo in direzioni opposte.
Grazie all’azione del Carro, i contenuti impulsivi non prendono il sopravvento, le esperienze di dissonanza cognitiva rimangono regalate ai momenti emozionali della vita senza travalicare in nevrosi, le emozioni hanno un loro posto equilibrato e gioioso nel procedere della realtà.
Il Carro una lettura psicologico-junghiana
In una lettura secondo il metodo junghiano raccontato nella Psicologia dei Tarocchi, l’apparire della carta del Carro centra sempre il consultante verso la direzione che sta prendendo. Il Carro non richiama mai a dimensioni di stasi bensì concerne il senso dell’azione nel mondo.
Come sempre, le nostre azioni possono essere di natura positiva o negativa, non in senso morale, piuttosto nel senso di corrispondenza alla più profonda centratura dell’anima.
Nelle carte estratte successivamente all’archetipo del Carro si possono così trovare ulteriori spunti per scandagliare il proprio sé.
La Torre: L’Io e il tema del cadere

Nello stagliarsi al cielo la Torre è un archetipo granitico che racchiude il portato di una identità sociale, sia quello della nostra tendenza all’elevazione, entrambi impulsi necessari alla conoscenza e alla realizzazione piena di ognuno di noi.
Tuttavia, il tema del tarocco è più complesso.
L’arcano della Torre è colpito da un fulmine divino, segno fin troppo identificabile dei rovesci interiori e esteriori che attraversano la vita.
La rigidità, la certezza è amorevolmente spezzata dal Dio che fa cadere i personaggi disegnati nella carta.
Nel tema del cadere ci sono tutti gli immensi portati che concernono l’affrontare le difficoltà dell’esistenza: quali insegnamenti trarne, il perdono di sé, il lasciare andare, la resilienza, la consapevolezza… (per ulteriori approfondimenti Cfr.Psicologia dei Tarocchi)
La Torre in una lettura psicologico-junghiana
L’apparire della carta della Torre porta, dunque, il consultante a interrogarsi sia sulla sua parte narcisistica sia sulle energie che tiene imprigionate e che deve liberare.
La sedicesima lettera dell’alfabeto ebraico che presiede la lamina è, infatti, Hain, del valore ghemmatrico di settanta, numero biblico della vecchiaia, della maturità.
La Torre presiede, cioè, gli spazi più maturi del vivere, quelli in cui l’Io è più formato che sono, tuttavia, anche quelli in cui il complesso dell’Io più fatica ad attuare cambiamenti.
Il sostegno degli archetipi successivi aiuterà a fare chiarezza su queste energie.
La Torre ci chiede una riflessione sulla nostra parte narcisistica e ci interroga su quali pulsioni essa in realtà imprigiona.
Gli arcani maggiori che estrarremo successivamente ci potranno fornire risposte di riflessione interessanti.
NB. Se ti interessa conoscere anche la visione moderna, Junghiana e psicologica dei Tarocchi ti propongo il mio studio: La Psicologia dei Tarocchi. Libro e Arcani
