Qualche settimana fa ho praticato per una settimana il digiuno.
So benissimo che chi si interfaccia per la prima volta con la conoscenza di questa pratica si spaventa al solo pensiero o addirittura la considera folle.
Ed è normale, perché ci è stato insegnato che senza cibo la vita è impossibile.
Che senza cibo non possiamo attingere a vitamine essenziali per la nostra esistenza.
Ma questo non è del tutto vero.
Certo, non tutti sono predisposti a questa pratica.
C’è chi preferisce seguire un’alimentazione sana perché rinunciare al cibo sarebbe troppo difficile, chi invece crede sia giusto non mangiare carne o pesce.
Ognuno ha un modo del tutto personale di trattare il proprio corpo.
Personalmente ritengo il digiuno essenziale per potersi purificare interiormente.
Sono molto legata al concetto di purezza.
Credo che talvolta sia necessario liberarsi da energie che appesantiscono l’aura per rendersi più inclini a percepire emozioni che diversamente non potrebbero essere carpite.
Gli Esseni e il digiuno
Ho imparato il concetto di digiuno da una persona che ora non è più presente nel suo corpo fisico, Salvatore Paladino un esseno che ha aiutato molte persone a guarire.
Ho trovato nei suoi insegnamenti dei preziosi consigli su come concedersi una vita pura e priva di energie negative.
Se siete interessati a conoscerlo, potete cercarlo qui:
https://www.youtube.com/channel/UCFc_onYb6S-Cnx1q5jBhJnw
al suo canale, ma diffidate dai libri, lui non ne ha scritti.
Gli Esseni sono stati una comunità, a cui apparteneva anche Cristo, che aveva rinunciato alla superficialità del mondo.
Vivevano lontano dai centri abitati e le loro attività erano dedicate allo studio di discipline come la medicina e l’astronomia, per questo venivano considerati gli eredi dell’arte egizia della guarigione.
Praticavano un digiuno prolungato per liberarsi dalle scorie negative trasmesse dal cibo.
Il digiuno come guarigione
Non si tratta del digiuno intermittente, quello che ormai viene propinato per perdere peso, non mangiando per un periodo che varia dalle 16 alle 40 ore.
No.
Qui si parla di un digiuno più profondo, un digiuno terapeutico che permette di allontanare tutti gli istinti inferiori.
È forse un concetto piuttosto difficile da comprendere.
Cercherò di spiegarmi in maniera chiara ed esaustiva.
Noi esseri umani siamo spesso preda di istinti primitivi, come rabbia, lussuria, aggressività, che quasi per la maggior parte del tempo ci possiedono.
Chi più, chi meno.
Capita di chiedersi da dove provengano e perché inducano in noi un certo tipo di reazione.
Siamo immersi in un campo energetico e ogni cosa che ci circonda, a partire dalle persone, fino ad arrivare ai minerali, ci dona energia, sia positiva che negativa.
Anche il cibo non esula da questo principio.
Ogni alimento che mangiamo ha una sua energia che dipende dal modo in cui arriva a noi e soprattutto dalle energie che sono state impiegate per la sua produzione.
Quindi assumiamo non solo ciò che l’alimento ha in sé ma anche le energie che contiene.
Spesso molti cibi possiedono scorie energetiche negative che appesantiscono non solo il nostro corpo fisico ma vanno ad alimentano il corpo astrale con emozioni inferiori che ci impediscono di sentirci in armonia con noi stessi.
Perché è l’intenzione impressa nella loro realizzazione che ci attraversa.

E ancor di più sono convinta che bisogna mettere amore in ciò che si fa.
Sembra una frase fatta, ma è la pura verità.
Nella cucina, come in altri ambiti della vita, è quantomeno necessario imprimere un messaggio amorevole e guaritore.
Non è un principio da sottovalutare.
Abbiamo bisogno di nutrirci di energie sane, pure.
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Ma digiunare non significa solo astenersi dal nutrimento fisico. Digiunare vuol dire anche rinunciare a certi sentimenti, a certi pensieri che ci appesantiscono. Invece di voler sempre e solo assorbire, ingerire, accumulare, occorre imparare a rinunciare, a liberarsi. È l’accumulo che favorisce la discesa. Ogni pensiero, ogni sentimento o desiderio che non sia di natura spirituale aderisce a noi come la brina sui rami degli alberi in inverno. È necessario che venga il sole della primavera perché la brina si sciolga permettendoci così di ridiventare noi stessi. Nel momento in cui avremo eliminato tutto ciò che di inutile abbiamo accumulato in noi, ci sentiremo pervasi e vivificati dal soffio divino.
Omraam Mikhael Aivanov – Lo yoga della nutrizione
Il digiuno e i Tarocchi

La sua azione permette di scontrarsi con territori inesplorati e purificarli, anche in maniera violenta, ma necessaria per lo sviluppo futuro.
Perché è giunto il momento di smettere di canalizzare le energie verso scopi inutili e deleteri e di iniziare un percorso di rinascita interiore.
Con la sua falce, L’Arcano senza nome taglia via tutto il superfluo, tutti i pesi che gravano sull’essere umano.
È l’abbandono di attaccamenti non più necessari alla propria evoluzione che permette il conseguimento della vera essenza.
Impariamo a prenderci cura di noi.
