Cosa sono Eros e Logos e cosa c’entrano coi Tarocchi? Eros e Logos sono in psicanalisi le energie, i modi che sottendono il funzionamento della psiche di ognuno di noi.
Attenzione! Qui è necessaria un po’ di capacità di astrazione si sta parlando di modi di funzionare e conoscerli ci aiuta a capire come siamo fatti.
Procediamo con ordine.
Nessuna vita psicologica è solo logica e coerente, perfettamente matematica, anzi quando incontriamo in un film, in un romanzo o nella vita reale un personaggio che incarna rigidamente questa dimensione lo troviamo una personalità negativa, fredda, priva di umanità.
Allo stesso tempo capita a tutti giornalmente di dover prendere decisioni trovandoci davanti ad istanze contraddittorie tra logica, emozioni e sentimenti.
Non agiamo, e direi per fortuna, riferendoci solo a leggi di causa ed effetto, tanto che arte e letteratura sono arrivate a distinguere tra ragioni del cuore e ragioni della mente, dando vita a struggenti opere in cui ci identifichiamo ancora oggi, indipendentemente dall’epoca in cui sono state create.
A volte questa dinamica è causa di dolore emotivo; il più delle volte, invece, è semplicemente una dimensione quotidiana cui non facciamo nemmeno caso.
Che accada tutto questo ha, però, una ragione precisa.
Secondo Jung una delle caratteristiche più evidenti della psiche è la sua natura antinomica, niente esiste al suo interno senza che esista anche il suo opposto.
Quest’ultimo è un concetto importante perché ci aiuta a comprendere le nostre contraddizioni e renderci più indulgenti verso noi stessi. Troppo spesso chiamiamo incoerenza o incapacità, operando su di noi un severo giudizio, la presenza di forze che sono invece una aspetto importante della conoscenza di noi stessi e un fattore di crescita.
Antinomia significa, infatti: Rapporto di contraddizione, reale o apparente, rilevato fra due proposizioni elaborate dal pensiero. Cit. Dizionario Treccani
Lo psicanalista svizzero mutua gli attori con cui definisce le nostre opposte energie interiori dall’antica filosofia greca chiamandoli rispettivamente principi di Eros e Logos, ed essi non costituiscono nient’altro che opposte attività della psiche.
Indice dei contenuti
Il Logos: l’energia della distinzione
Logos è un termine classico che unisce i significati di “pensiero” e “parola” poiché attraverso il pensiero discorriamo interiormente per formulare concetti e idee mentre attraverso la parola manifestiamo e, in un certo senso, concretizziamo il nostro riflettere.
Con la parola Logos gli antichi greci indicavano la nostra capacità di ragionare e l’abilità nel condividere le nostre argomentazioni secondo, appunto, un dinamismo logico.
In Logos veniva identificata l’attività cosciente attraverso cui siamo in grado di operare distinzioni e riflettere sulla realtà, azione che per Jung corrisponde alla energia alla base della nostra struttura razionale.
Logos è la qualità mentale con cui cataloghiamo, formuliamo opinioni, traiamo conclusioni: in definitiva, è la facoltà che ci consente di differenziare gli opposti.
Attraverso Logos distinguiamo la nostra soggettività, il nostro mondo interiore dal mondo esterno a noi.
Utilizziamo l’energia psichica di Logos per discernere il giusto e lo sbagliato in campo morale, piuttosto che il piacere e il dolore nella sfera emotiva, o ancora più semplicemente la diversità tra le cose così da essere in grado di estendere discussioni e riflessioni sul mondo che ci circonda.
Senza l’azione di Logos non sarebbe possibile nessuna conoscenza, non saremmo in grado di sviluppare un giudizio critico o avere una opinione, né esisterebbero le scienze, le scoperte, le innovazioni, le dissertazioni, l’arte…
Da un punto di vista psicologico dobbiamo a Logos la nostra attitudine a distinguerci dal mondo e senza la sua facoltà non saremmo in grado di singolarizzarci rispetto alla psiche collettiva.
Per sua natura Logos è una energia più affine alla sfera cosciente che inconscia, tanto che potremmo definirlo come l’energia del pensiero, l’energia della ragionevolezza.
La nostra civiltà lo esalta come unica forma nobile di individuazione, la strada principale per realizzare se stessi e rigetta le istanze unificanti come profili di debolezza sentendole come inutili al progresso, al successo, al benessere, alla convivenza civile.
Ma non dimentichiamo che Logos è una energia che agisce per distinzione, così ci ritroviamo spesso a lamentarci di un mondo primo di amorevolezza, che si basa su regole inflessibili, incapace di accoglienza o reciprocità.
Fortunatamente un’altra sollecitazione della psiche ci viene in aiuto per rendere la nostra vita piena. Si tratta della energia di Eros.
Eros: l’energia dell’integrazione
Tradurre il concetto della parola Eros in una lingua moderna è un po’ complesso. Potremmo definire Eros come amore spiritualizzato, divinizzato ma questa definizione sarebbe riduttiva.
Oggi l’aggettivo erotico viene riferito solo alla sfera della attrazione sensuale mentre per la filosofia greca era un termine di portata simbolica davvero ampia.
Si deve al filosofo Platone lo sviluppo della nozione di Eros che viene descritto nel dialogo del Simposio come il nostro desiderio di unione, la nostra domanda di saggezza, il nostro cercare bellezza e bene.
In sintesi, se Logos è il principio che differenzia, Eros è il principio della psiche che integra gli opposti.
Nella sua essenza, la nozione Junghiana di Eros non è molto diversa da quella platonica.
Eros è il nostro desiderio di completezza, di intimità, di interconnessione con il mondo.
È attraverso Eros che siamo in grado non solo di relazionarci con gli altri esseri umani ma anche di costruire progettualità comuni, di dare vita a convivenze, formare famiglie, amicizie, comunità, aziende, vere e proprie civiltà.
Se Logos è più affine alla parte cosciente di noi, Eros è più destinato alla nostra parte inconscia.
Potremmo dire, semplificando poeticamente, che lo agiamo con il cuore, sebbene, non per questo sia meno importante nella costruzione di una nostra personalità piena e di una vita felice.
La psicanalisi junghiana definisce Logos più propriamente consapevole nella parte maschile della coscienza, quindi più manifesto nell’uomo, mentre Eros, con la sua abilità di conciliare gli opposti aldilà della razionalità, più evidente nella parte femminile e quindi palese nella donna, ma aldilà delle distinzioni analitiche, l’equilibrio tra queste due sollecitazioni è alla base della nostra espressività personale, il nostro agire come individui e il nostro benessere nel mondo.
Eros e Logos: nemici-amici
Una delle criticità di Logos è, infatti, quella di far sprofondare nell’inconscio il suo opposto secondo un processo di rimozione. Troppo spesso crediamo che avere ragione sia l’unica strada di affermazione personale.
In realtà una raffinata azione di differenziazione ci rende, cioè, sempre più inclini all’unilateralità.
Lo vediamo ogni giorno in maniera palese, ad esempio, nella comunicazione politica in televisione, dove gli attori ripetono soluzioni ai problemi ferree che sembrano non poter trovare mai una conciliazione.
Da un punto di vista personale, se diamo troppo spazio a Logos, rischiamo dunque di diventare rigidi, di non essere più in grado di comprendere le idee differenti dalle nostre, di incaponirci dimenticando il valore delle relazioni così, a volte, da distruggerle per un nonnulla.
Allo stesso modo un tracimare della energia di Eros ci fa rischiare l’umoralità, l’esagerato soggiacere alla nostra parte emozionale con le conseguenze che possiamo bene immaginare.
Tutta il benessere della nostra vita è, in ultima analisi, basata sul ricercare un equilibrio tra queste due energie.
Eros e Logos e le carte dei Tarocchi
Nella lettura filosofico archetipica che propongo dei Tarocchi ci sono alcuni arcani che, se estratti, possono far lavorare e riflettere su queste nostre dinamiche.
Nella psicotarologia Eros e Logos sono particolarmente legati alla sesta posizione nelle due decadi degli arcani maggiori.
La carta di Eros

All’inizio dei tempi non esistevano solamente due sessi ma tre.
Gli androgeni erano esseri perfetti con due volti uno maschile, l’altro femminile, quattro braccia e gambe, entrambi i sessi. Questo equilibrio, questa perfezione li rendeva potenti, ma peccarono di tracotanza e tentarono di scalare l’Olimpo, per spodestare le divinità.
Zeus reagì:
«Credo di aver trovato il modo perché gli uomini possano continuare ad esistere rinunciando però, una volta diventati più deboli, alle loro insolenze. Adesso li taglierò in due uno per uno, e così si indeboliranno e nel contempo, raddoppiando il loro numero, diventeranno più utili a noi.»
Scagliò il fulmine che li divise in maschio e femmina e da allora la razza umana tenta disperatamente di ritrovare la perduta unità attraverso la passione.
Fu Zeus stesso a mandare nel mondo Eros affinchè gli esseri umani potessero ricostruire la condizione di perfezione.
«Dunque al desiderio e alla ricerca dell’intero si dà nome amore» conclude Aristofane.
La carta degli Amanti ci serve psichicamente per appropriarci di questa energia.
Possiamo chiederci quali sono i punti di unione con la persona che ci sta a cuore, quale corrispondenza ha con noi, piuttosto che mettere in luce le difficoltà o le differenze. Allo stesso modo in una situazione amorosa complessa possiamo andare più in profondità e comprendere quali dinamiche ci legano, quali desideri vogliamo realizzare.
Esercizio
Un semplice esercizio può essere quello di scrivere su un foglio diviso in due gli svantaggi e i vantaggi di una situazione cercando di andare a fondo sulle motivazioni. Si tratta di un punto di partenza, ma razionalizzare ci può aiutare a trovare altri punti di vista.
Nel libro La Psicologia dei Tarocchi ho inserito per ogni carta le domande più adatte all’archetipo.
La carta di Logos

Simbolicamente la Torre è una rappresentazione della personalità, dell’io strutturato. Se pensiamo alla costruzioni di torri nella storia esse richiamano sempre alle funzioni del nostro IO.
Le torri sono simbolo di identità di una civiltà, vengono innalzate per dimostrare la potenza, sono utilizzate come strumento di difesa per avvistare i nemici, ed anche come strumento di comunicazione, pensiamo ai campanili che chiamano i fedeli alla funzione religiosa o erano utilizzati per chiamare a raccolta la popolazione.
La carta della Torre rappresenta la parte più cosciente e manifesta di noi, ci distingue dal resto del mondo .
Se la estraiamo possiamo utilizzarla per riappropriarci della nostra identità (magari perduta in un periodo emozionale difficile) oppure anche essere più consapevoli della nostra parte narcisistica.
Allo stesso modo possiamo vedere cosa nella Torre sia imprigionato, vecchi rancori o situazioni che dobbiamo abbandonare, desideri e progetti che non abbiamo il coraggio di liberare, ritrovare la flessibilità su posizioni rigide.
Esercizio
Un esercizio utile è quello di scrivere solo un’elenco senza giudizio, cioè senza rimproverarsi è giusto o sbagliato e senza sentirsi in colpa, per riconoscere le nostre abitudini per una settimana.
Colorare il breve diario con ciò con colori sgargianti rispetto a ciò che ci fa piacere o ciò che invece non ci fa piacere, ci aiuterà a comprenderci meglio. Possiamo utilizzare come criterio anche le cose che vogliamo trasformare e le cose che non vogliamo trasformare.
Lo scopo, nel tempo, è aumentare l’elenco delle cose che ci piacciono e ci rendono gioiosi e orgogliosi di noi.
La carta della Torre ci accompagnerà in questo cammino.
NB. Se ti interessa conoscere anche la visione moderna, Junghiana e psicologica dei Tarocchi ti propongo il mio studio: La Psicologia dei Tarocchi. Libro e Arcani
