La tecnica del silenzio interno

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Per secoli la tecnica del silenzio interno è stata usata come via d’accesso ai livelli superiori della coscienza; si crea uno stato di quiete da cui problemi e idee di ogni genere sono stati banditi, e il vuoto libero e spazioso che ne deriva facilita la comparsa al super-conscio.

Il silenzio interno non è, infatti, solo l’assenza di parole o di rumori esterni, ma una condizione in cui la mente smette di reagire automaticamente agli stimoli, lasciando spazio alla quiete e alla lucidità.

Si tratta di mettere da parte i pensieri incessanti, le preoccupazioni e il costante dialogo interiore per raggiungere uno stato di presenza e di osservazione distaccata.

Questo stato è stato paragonato alla fiamma immobile di una candela nell’aria senza vento, o al mare quando è così calmo e trasparente da lasciar vedere il fondo senza deformazioni.

I benefici del silenzio interno

Il vero silenzio è uno stato di consapevolezza intensa e nello stesso tempa rilassata.

A volte in questo spazio ricettivo affluiscono intuizioni, si capiscono verità che prima erano sconosciute, si vivono stati diversi di coscienza.

Esso porta uno stato di rigenerazione e un senso durevole di gioia, ha un valore terapeutico immenso: quando riusciamo a fermare il lavorio incessante della mente, ogni conflitto soggettivo svanisce e alla dispersione psichica subentra un senso di unità.

L’energia viene concentrata, ci sentiamo in relazione con l’Essere.

Questo effetto ha luogo perché il silenzio dà al nostro organismo la possibilità di armonizzarsi in modo spontaneo, privato dei flusso dei pensieri che rimangono sullo sfondo.

Coltivare il silenzio interno porta avere numerosi benefici:

  • Riduzione dello stress: La mente calma ci aiuta a distanziarci dalle preoccupazioni quotidiane e a gestire meglio lo stress.
  • Miglioramento della concentrazione: Quando siamo meno distratti dai pensieri, la nostra attenzione diventa più focalizzata ed efficace.
  • Crescita spirituale: Il silenzio interno è una via per connettersi con una dimensione più profonda di noi stessi e del mondo.

Nel silenzio posso anche affluire immagini simboliche che hanno un significato più o meno chiaro.

Silenzio interno e intuizione

Ma la qualità più  importante del silenzio interno è senza ombra di dubbio il fatto che esso porta al risveglio dell’intuizione.

Il superamento del mondo verbale crea, infatti, le condizioni adatte alla sua comparsa.

L’intuizione afferra verità attraverso percezioni immediate, in cui il ragionìo non è il principale metodo di conoscenza.

La mente entra qui in gioco in un tempo successivo e funge piuttosto da strumento per verificare e interpretare tale conoscenza.

L’intuizione percepisce interi, mentre la nostra mente analitica è abituata ad avere a che fare con le parti, quindi trova poco familiare la percezione sintetica dell’intuizione.

Ma dopo che una intuizione è apparsa essa ci immerge in una dimensione chiarificatrice, strettamente imparentata con la meraviglia e a volte anche con un senso di ovvio.

Le intuizioni sono spesso accolte a livello emotivo, senza alcuna partecipazione della mente; in questo caso possono evocare un senso di espansione e di pace.

Per lasciare un contributo degno di nota debbono allora essere ulteriormente accolte, la mente le deve, cioè, collegare alla realtà di tutti i giorni.

Un aspetto peculiare dell’intuizione è che essa può avere ramificazioni spontanee in vari campi della vita di una persona: una sola intuizione può gettare luce su eventi che apparentemente sembravano privi di relazione e mostrare la presenza di una struttura comune.

Dall’intuizione all’illuminazione

C’è poi un conseguimento ancora più bello, narrato da tutte le tradizioni spirituali, che inerisce il risveglio dell’intuizione e a cui può condurre il silenzio interno: l’illuminazione.

Se è vero che capita raramente, è un evento di tale importanza che non è possibile non accennarvi.

Mentre l’intuizione è intravedere per un attimo il mondo del Sè, l’illuminazione ne è la visione totale.

L’illuminazione è l’atto di raggiungere il Sè transpersonale e di identificarsi con la sua realtà.

La tecnica del silenzio interno è uno dei metodi più usati nelle varie epoche par raggiungerla.

Come praticare il silenzio interno

La pratica guidata che troverete nel video è la prima tecnica che vi suggerisco per lavorare sul silenzio interno.

La tecnica si chiama il tempio del silenzio e aiuta notevolmente a raggiungere questo stato.

Un ultimo suggerimento è quello di annotare le intuizioni.

Questo semplice processo può essere di grande aiuto.

A volte le intuizioni vengono a grappoli anziché singolarmente, se prendiamo nota di quelle che arrivano per prime possiamo facilitare l’arrivo di altre.

Altre volte le idee originali non appaiono pronte e complete, ma si fanno conoscere a poco a poco, prima con percezioni vaghe poi con contorni sempre più precisi.

Quindi, se annotiamo le nostre intuizioni, ancoriamo il processo di rivelazione graduale a gli diamo una base su cui svilupparsi.

About the author

Laura Valli

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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By Laura Valli

Sull’autore

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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