Come praticare l’accettazione

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Quando incontriamo un evento spiacevole che non possiamo evitare, le tradizioni spirituali e le psicologiche ci parlano di accettazione.

Questo termine può risultare irritante: ma come? Io sono costernato, arrabbiato, sofferente e l’unica cosa che sapete dirmi è di accettare.

Il termine accettazione, è, infatti, uno dei  più fraintesi.

Pensiamo il concetto come una sorta di passività.

Lo elaboriamo riferendolo esclusivamente a concetti come tolleranza dei conflitti e problemi, o a situazioni di resistenza e adattamento.

Cosa è veramente l’accettazione

Una delle più belle definizioni di accettazione, è stata data da Roberto Assagioli, che la definiva come una collaborazione con l’inevitabile.

Ciò non significa soffocare le  spontanee reazioni  di ribellione o dispiacere, quanto  piuttosto cogliere l’occasione per diventare responsabili del proprio atteggiamento interno in luogo di accusare emotivamente il mondo esterno,

L’accettazione capisce meglio il senso di ciò che ci sta capitando e,  ci avvantaggia, nonostante tutto, rispetto a ciò che le circostanze ci offrono.

Non si tratta, cioè, nè di una rassegnazione  frustrata nè di approvazione.

C’è una neutralità oggettiva nei confronti di ciò che è e che in dato momento non può essere che così.

Si tratta, quindi, di entrare in contatto con la realtà e la sua dimensione di rivelazione e insegnamento e tutto ciò non esclude la lotta, ma la subordina a una visione chiara.

Esiste un carattere estremamente concreto nella parola accettazione e altrettanto potente:

Passando dalla ribellione alla accettazione andiamo da un atteggiamento reattivo a uno conoscitivo, in cui incominciamo a vedere la vita come una scuola di addestramento dove una serie di situazioni tendono a insegnarci esattamente ciò che abbiamo bisogno di imparare.

Le esperienze dolorose diventano sciarade da decifrare. (Piero Ferrucci)

Accettazione e emozioni

E’ possibile praticare l’accettazione anche con le difficoltà della nostra vita interna.

Possiamo affrontare in molti modi rabbia, depressione, paura ma non riusciremo ad eleminarle completamente dalla vita; se le ci limitiamo a combatterle forniremo loro energia, mentre attraverso il processo di accettazione, inizieremo progressivamente a togliergliela.

Percepire i sentimenti è il primo passo di una liberazione.

Possiamo vedere sia noi stessi che gli altri come studenti alla scuola della vita, ognuno impegnato a capire e arricchire il proprio equipaggiamento psichico e spirituale.

L’esercizio

L’esercizio proposto nel video, insegna a lavorare e a familiarizzare il clima psichico dell’accettazione.

Anche se non si riesce trovare nessun messaggio può darsi che questo stimoli una consapevolezza.

L’accettazione autentica , infatti, non fa più paragoni, non  progetta manipolazioni.

E’ essenzialmente una percezione intuitiva della giustezza fondamentale del tutto.

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About the author

Laura Valli

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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By Laura Valli

Sull’autore

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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