Dialogo interno: la tecnica che può guarirci

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Il dialogo interno è il processo mediante il quale una persona parla a sé stessa, mentalmente o a voce alta, durante il pensiero o la riflessione.

Questo dialogo può assumere diverse forme, come l’automotivazione, l’autocritica, la pianificazione o la riflessione su eventi passati e futuri.

È una parte fondamentale della nostra vita cognitiva e svolge un ruolo cruciale nella regolazione delle emozioni, nella risoluzione dei problemi e nella costruzione dell’identità personale.

In questo post useremo questo aspetto naturale e universale della mente umana, per svelare le verità che giacciono in noi nascoste e  spesso dimenticate.

Nella tecnica che troverete nel video entreranno in funzione elementi più profondi della sola immaginazione: attraverso la visualizzazione incontreremo e  entreremo in contatto con il nostro Sé, e questo ci apre ad un flusso sanatore, vivificante, illuminante.

Possiamo dire che il nostro Sé è il miglior terapeuta che abbiamo a disposizione. 

 

Quando è utile la tecnica del dialogo interno

Il dialogo interno è utile in tutte le circostanze, ma serve in modo particolare in alcune occasioni, come quando:

  • siamo davanti a una scelta importante
  • siamo in crisi
  • nessuno ci capisce
  • vogliamo usare le nostre risorse interne
  • ci sentiamo soli
  • siamo pronti per un cambiamento

Gli effetti di questa tecnica possono andare ben oltre lo sblocco di qualche genere di intoppo.

Grazie al dialogo interno:

  • stabiliamo un canale di comunicazione con il superconscio
  • impariamo ad affidarci al Sé, invece di seguire le pressioni degli altri o ad essere influenzati da elementi secondari.
  • scopriamo che la soluzione di un problema può essere trovata solo a un livello più elevato del problema stesso
  • evitiamo le complicazioni che sono le conseguenze di decisioni istintive o superficiali e frettolose.

La tecnica del dialogo interno in sintesi

Troverete la visualizzazione guidata all’interno del video, ma in sintesi visualizzeremo di incontrare una persona in cima ad una montagna, lontano dalla civiltà fuori dal tempo.

Questa persona emana un amore benefico, ci accetta per quello che siamo, senza cercare di cambiarci, con il suo calore riesce a farci sentire a nostro agio.

Egli è capace di capire la vita nella sua interezza, con tutte le sue contraddizioni e il suo mistero: sappiamo che è saggio/saggia e di poterci fidare.

Nello scambio che abbiamo con lui o lei c’è uno scambio di energia, le idee si chiarificano, i dubbi si dissolvono.

La scelta di incontrare questa nostra verità interiore su una montagna, non è casuale.

La tecnica dell’ascesa, come la chiamava Assagioli, evoca in noi un senso di gioia e liberazione, e  la montagna è un simbolo archetipico di stati di realtà elevati.

Le alture hanno una tradizione psichica universale come sede delle divinità in tutte le culture e religioni, un  simbolismo è legato alla maestosità, all’altezza e alla vicinanza al cielo, che rendono le cime luoghi ideali per l’incontro tra il mondo terreno e quello divino.

Alcuni esempi?

  • Monte Olimpo (Grecia): Nella mitologia greca, il Monte Olimpo è la dimora degli dei olimpici, tra cui Zeus, Hera, Poseidone e Atena. È considerato un luogo sacro e inaccessibile ai mortali, dove gli dei vivono in eterno e prendono decisioni sul destino del mondo.
  • Monte Sinai (Ebraismo e Cristianesimo): Il Monte Sinai è celebre nella tradizione ebraica e cristiana come il luogo dove Mosè ricevette i Dieci Comandamenti da Dio. Questo evento è un punto cardine nella storia religiosa di queste fedi e sottolinea il ruolo della montagna come luogo di rivelazione divina.
  • Monte Kailash (Induismo, Buddhismo e Jainismo): Nel Tibet occidentale, il Monte Kailash è considerato sacro in diverse religioni. Per gli indù, è la dimora di Shiva e Parvati. I buddhisti lo vedono come la casa di Demchok, un’emanazione di Buddha, mentre per i jainisti è il luogo dove il loro primo Tirthankara ottenne la liberazione.
  • Monte Fuji (Shintoismo): In Giappone, il Monte Fuji è venerato come una montagna sacra nel Shintoismo. È associato alla divinità Konohanasakuya-hime, la dea dei fiori e della natura.
  • Ande (Popoli andini): Per le culture indigene delle Ande, come gli Inca, le montagne sono venerate come “Apus”, spiriti delle montagne che proteggono le persone e le terre circostanti. Le Ande stesse sono viste come esseri viventi e sacri.
  • Himalaya (Induismo e Buddhismo): Le montagne dell’Himalaya, tra cui il Monte Everest, sono venerate in diverse tradizioni religiose. Per gli indù, l’Himalaya è la dimora di molte divinità, compreso Shiva.

Come capire che ci troviamo davanti al nostro Sé

Nel fare questo esercizio possiamo incorrere in contraffazioni.

La persona può presentarsi snob, cattiva, giudicante.

Qualunque personaggio che non rappresenti l’amore, la gioia e la saggezza, non è il nostro Sé, ma piuttosto una memoria, una pregiudizio, una subpersonalità, una nostra proiezione.

Possiamo allora chiedergli di andarsene, di mostrarci che stiamo cercando oppure semplicemente interrompere il dialogo e tornare sulla cima al aldilà del tempo in un altro momento, magari quando abbiamo identificato l’intruso e siamo pronti ad incontrare il nostro centro.

Come arrivano le risposte

Le risposte possono arrivare in diverse maniere:

  • La risposta arriva durante l’esercizio o subito dopo come un lampo intuitivo.
  • La risposta giunge dopo. Di solito le nostre aspettative, l’ansia di conoscere subito la soluzione ostacolano la venuta proprio di ciò che desideriamo. La risposta può arrivare di soppiatto, magari qualche giorno dopo quando improvvisamente ci accorgiamo  di avere le idee più chiare oppure sappiamo cosa fare, anche se non ci ricordiamo alcun momento particolare in cui è avvenuta la maturazione.
  • La risposta ci giunge con un sogno che in qualche modo si collega alla nostra domanda.
  • La risposta assume la forma di un impulso di all’azione; improvvisamente ci viene voglia di fare qualcosa che prima non avevamo voglia di fare o non consideravamo importante.
  • La risposta può arrivare attraverso ciò che ci circonda, una sincronicità espressa dalle parole di un amico, da una canzone, un cartellone pubblicitario, il titolo di un film , la frase di un libro…  esiste una interazione tra realtà esterna e interna.

Come verificare l’autenticità del messaggio

Ci sono due criteri per verificare l’autenticità del messaggio:

  • Il primo è soggettivo: la risposta è genuina e porta con sé una carica di giustezza e gioia, non è un freddo sì o no.
  • Il secondo si basa sul discernimento: consiste nell’esaminare la risposta alla luce della ragione e del buon senso, tenendo presente, però che il sè può trasmettere messaggi anticonformisti e incompatibili con le nostre abitudini di pensiero.

Il Sé, infatti, ama agire sulle premesse del nostro orientamento, nè mostra l’illusorietà oppure allarga e arricchisce la nostra visione.

Per questa ragione le risposte del Sé non coincidono necessariamente con le nostre aspettative che sono spesso più specifiche.

Una alternativa con la scrittura terapeutica

Un’altra fonte di dialogo interno può essere la seguente:

Si descrive accuratamente la situazione o il problema, si esamino le alternative, i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna alternativa, gli atteggiamenti nostri e degli altri, e poi si rivolgono al Sé delle domande in merito.

Questa tecnica può essere usata insieme alla visualizzazione o in alternativa.

Una lettera al Sé è un altro buon modo per mettersi in relazione.

L’importante è fidarsi si lui e del processo.

NB. Se ti interessa conoscere anche la visione moderna, Junghiana e psicologica dei Tarocchi ti propongo il mio studio: La Psicologia dei Tarocchi. Libro e Arcani

La psicologia dei Tarocchi Libro e carte

About the author

Laura Valli

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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By Laura Valli

Sull’autore

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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