I Tarocchi esoterici sono una scoperta relativamente recente se si analizza la lunga e affascinante storia dei Tarocchi. Intorno al XVIII sec. i mazzi di carte stampati avevano da tempo lasciato le Corti Italiane per diffondersi in tutta Europa, ma fino ad allora non ci sono testimonianze che indichino che le lamine e le loro svariate ed eleganti immagini fossero usate per null’altro che per giocare.
La svolta decisiva che impresse ai Tarocchi la considerazione di raffigurazioni magiche, avvenne a Parigi tra la fine del ‘700 e gli inizi del ‘900.
Indice dei contenuti
- 1. Antoine Court de Gebelin: il Tarocco esoterico egizio
- 2. Jean-Baptiste Aliette alias Etteilla: i Tarocchi di Toth.
- 3. Marie Anne-Adelaide Lenormand: i Tarocchi della più famosa cartomante di tutti i tempi.
- 4. Jean-Baptiste Pitois alias Paul Christian: i Tarocchi Egiziani
- 5. Alphonse-Louis Constant alias Eliphas Levi: la via della Qabbalah.
- 6. Gerad Encausse alias Papus: il simbolismo dietro gli Arcani.
- 7. Oswald Wirth: le due vie iniziatiche
- 8. Edward Waite: i Tarocchi della Golden Dawn
- 9. Alister Crowley alias Master Therion: i Tarocchi del mago per eccellenza.
- 10. Le nuove frontiere dei Tarocchi
Antoine Court de Gebelin: il Tarocco esoterico egizio
Antoine de Gebelin era un nobile protestante censore reale, amico di Diderot e d’Alambert affiliato alla Massoneria e appassionato di spiritualità e archeologia.
Nell’ opera Il gioco del Tarocco egli trasferì il fascino per il misterioso Egitto che impazzava tra gli intellettuali dell’epoca alle figure degli arcani:
“Ai giorni nostri” scrive Gabelin “sussiste un’opera degli antichi Egizi sfuggita alle fiamme che hanno distrutto le loro superbe biblioteche, un’opera che contiene la più pura dottrina degli Egizi. Libro tanto prezioso, Libro tanto straordinario, è molto diffuso in gran parte dell’Europa, da secoli va per le mani di tutti e nessuno ha mai supposto che questo libro – che possediamo come se non lo possedessimo e di cui nessuno ha mai tentato di decifrare un solo foglio- è egizio e il risultato di tanta squisita sapienza viene riguardato come un mazzo di strane figure. Esso è talmente comune che nessun Filosofo lo ha ritenuto degno di essere studiato.
Questo Libro è composto di 77 o 78 fogli, divisi in cinque classi, ognuna delle quali tratta un argomento specifico. Questo libro è il gioco dei Tarocchi”
Come sappiamo oggi, nessuna affermazione del pastore massone era storicamente vera, ma il suo testo contribuì a diffondere la credenza, ripresa anche da altre scuole esoteriche, che i Tarocchi avessero origine nell’antico Egitto, sdoganando l’idea, per nulla peregrina, che le carte fossero un liber mundi che narra la creazione del cosmo e dell’uomo. Per l’esoterista francese tutto ciò che accade nel macrocosmo così come nel microcosmo è contenuto nelle figure dei Tarocchi.
Nasce così l’idea di un Tarocco Esoterico, e se le argomentazioni storiche e filologiche sono assolutamente infondate, non lo sono per nulla le intuizioni sul fatto che i Tarocchi contengano figure simboliche e misteriose.
Da questo momento in poi, i Tarocchi non sono più immagini didattiche o ludiche ma immagini da osservare e studiare per rivelare un sapere sconosciuto.
Gli Arcani entrano così a pieno titolo nel mondo dell’occulto.
Jean-Baptiste Aliette alias Etteilla: i Tarocchi di Toth.
Jean-Baptiste fu un personaggio di professione incerta e decisamente meno colto del contemporaneo Antoine.
Con lo pseudonimo Etteilla pubblicò, poco dopo il lavoro del nobile contemporaneo, un libro dal titolo affascinante quanto decisamente esoterico: Maniere de se recreer ave le jeu de cartes nomees Tarots che più o meno suona come Modi per ricreare con il gioco chiamato Tarocchi.
I Tarocchi esoterici di Toth
Nello scritto egli sostiene che il liber mundi dei Tarocchi sia stato redatto “171 anni dopo il diluvio, durante un convegno di 17 maghi presieduto da Ermete Trismegisto; fu poi inciso su lamine d’oro che vennero poste attorno al fuoco centrale del tempio di Menfi e, dopo svariate vicissitudini, fu malamente riprodotto da vili fabbricanti di carte.
Acquista I Tarocchi di Etteilla
Siccome le carte sarebbero giunte a noi da quel mitico passato riprodotte malamente e in ordine confuso, l’esoterista si propose di ridisegnare i “veri” Tarocchi in modo fedele all’originale, rinumerandoli e aggiungendo a ciascuna lamina delle indicazioni per la divinazione. Nasce così il Libro di Toth, con figure che non sono fedeli nè alle antiche tradizioni di tarocchi delle corti italiane nè ai tarocchi francesi, ma dal portato simbolico fortissimo.
Nel secolo successivo il mazzo disegnato dall’occultista ebbe una diffusione e un successo incredibile, i suoi seguaci pubblicarono mazzi ispirati al maestro e ancora oggi quella di Etteilla è forse una delle versioni di Tarocco esoterico più conosciute.
Marie Anne-Adelaide Lenormand: i Tarocchi della più famosa cartomante di tutti i tempi.
Anche il mazzo di Anne Adelaide Lenormand è opera dell’esoterista parigino che dedicò alla più abile e affascinante continuatrice della sua cartomanzia un altro mazzo dal successo straordinario. Le carte che portano il nome di madmoiselle hanno pochissimo a che vedere con la storia più antica dei Tarocchi e molto a che vedere con la storia della divinazione moderna.
I Tarocchi Lenormand
L’operazione creativa fu intitolata Grand Jeu de Societè de Madmoiselle Lenormand (grande gioco di società della Signorina Lenormand) ed in esso convergono immagini che riprendono le forme più disparate dell’occulto (alchimia, numerologia, astrologia…) .
Il mazzo di Tarocchi Lenormand dà ufficialmente il via libera alla sperimentazione dei tarocchi esoterici moderni in cui si intrecciano diversi distretti simbolici e immaginativi.
Jean-Baptiste Pitois alias Paul Christian: i Tarocchi Egiziani
A differenza di Etteilla, JB. Pitois era un uomo coltissimo, fu novizio nei monaci trappisti, poi giacobino dell’ala più a sinistra, e ancoro bibliotecario all’Arsenal, studioso di discipline esoteriche, ermetismo, religioni misteriche, arti magiche.
Con lo pseudonimo a riferimento cristiano Paul Christian pubblicò nel 1870 una poderosa “Storia della Magia, del mondo naturale, del destino che attraversa i tempi e i popoli”. In quest’opera non poteva certo mancare un riferimento ai Tarocchi esoterici che chiamò con l’affascinante appellativo di lamine ermetiche.
Pitois rese definitiva la divisione oggi canonica dei Tarocchi in arcani maggiori e arcani minori e il nome che attribuì loro di Arcani è ancora oggi quello con cui vengono chiamate le 22 carte figurative.
Origine della Parola Arcani
La parola Arcani deriva, infatti, da Arca, lo scrigno costruito da Aronne nella Bibbia per custodire le tavole della legge e gli insegnamenti preziosi che Dio stesso aveva donato al popolo di Israele.
Per estensione l’aggettivo è divenuto sinonimo di segreto, misterioso, ed effettivamente secondo Christian e la tradizione magico esoterica i Tarocchi condensano un sapere accessibile solo agli iniziati. Nella descrizione dell’esoterista francese, la Morte prende il nome di Scheletro con la falce, la Torre diviene una Piramide Folgorata, le Stelle divengono Stelle dei Magi e così via.
I Tarocchi Esoterici Egizi
Sarà l’artista svedese Maurice Otto Wegener a tradurre in carte gli schizzi e le riflessioni che aveva lasciato Pitois.
Nascono così i Tarocchi Egiziani o più correttamente Egizi che costituirono il prototipo delle numerose edizioni egizianegganti successive che penetrarono profondamente la comunità esoterica.
Secondo l’occultista francese essi sarebbero nati in Caldea, la terra di origine dei Re Magi e di tutti i Maghi che studiavano le stelle. Fu effettivamente Pitois il primo a lavorare alacremente su una corrispondenza tra Tarocchi e segni Astrologici.
Pur con difficoltà interpretative, l’esoterista sollecitò l’idea che nei Tarocchi come nello Zodiaco fossero scritti i segni del destino individuale.
Più che un liber mundi per Pitois i Tarocchi erano cioè il liber evolutionis di ogni individuo.
Alphonse-Louis Constant alias Eliphas Levi: la via della Qabbalah.
Probabilmente Eliphas Levi è uno dei più importanti esoteristi di tutti i tempi, sicuramente uno dei più sistematici e colti con una storia della magia che viene ancora consigliata come base teorica a tutti coloro che desiderino approcciarsi al mondo occultistico.
Nei suoi studi ecclesiastici arrivò fino al diaconato poi prese un altro cammino avvicinandosi ai Rosacroce e alla Massoneria, dove venne iniziato alla conoscenza esoterica della Qabbalah.
Nella suo Dogme et Rituel de l’Haut Magie, Eliphas pone l’attenzione su un particolare che non poteva sfuggire ad un fine cabalista e che rimarrà un punto di riferimento anche per le interpretazioni successive: le lettere dell’alfabeto ebraico sono 22 come le lame degli Arcani maggiori, in una corrispondenza puntuale.
I Tarocchi e la rota della Qabbalah
Levi riformulò la teoria dell’origine egizia dei Tarocchi e sostenne che, quando l’Arca di Salomone fu perduta e il Tempio di Gerusalemme distrutto, i segreti della Qabbalah fossero stati tracciati prima sull’avorio, poi sulla pergamena e infine, sulle 22 carte dei Tarocchi.
Questo permise a Levi di formulare uno studio sulla Torà , cioè il compendio di insegnamenti ebraici, postulando che parola che letta in senso inverso diventasse ROTA (latino: Ruota). A questo punto Levi prese come riferimento il Tarocco d Marsiglia (Cfr. La Storia completa dei Tarocchi) e attribuì una lettera ebraica a ogni arcano, descrivendone per ciascuno i relativi significati Qabbalistici.
La ruota dei Tarocchi disdegnava per Levi un vero e proprio percorso iniziatico, una strada di evoluzione animica. Egli dispose le 22 figure circolarmente, come suggeriva la parola ROTA, in modo tale che nessuna avesse prevalenza sulle altre e meditò di abbozzare un mazzo di Tarocchi Qabbalistico.

Eliphas non realizzò mai il progetto in prima persona ma da allora molti mazzi riportano una lettera dell’alfabeto ebraico a margine delle figure.
Gerad Encausse alias Papus: il simbolismo dietro gli Arcani.
Chi riprese il progetto di un mazzo di Tarocchi esoterici di tipo qabballistico di Levi fu un massone affiliato al Grande Oriente di Francia che venne iniziato alla Quabbala dal maestro occultista Stanislas de Guaita.
Il suo nome era Gerard Encausse ma è conosciuto al pubblico di appassionati o iniziati come Papus.
Ai Tarocchi Papus dedicò un’opera dal titolo: Le Tarot de Bohemiens, le plus ancien livre du monde in cui riprendeva l’idea della loro origine egizia, sostenendo che sarebbero stati tramandati nella storia da associazione segrete.
Papus era convinto che la carta fosse soprattutto un simbolo per cui intrecciò in un sincretismo notevole idee alchemiche, qabbalistiche, astrologiche e persino tratte da religioni orientali.
I Tarocchi Esoterici di Papus
In realtà i Tarocchi di Papus furono disegnati dall’artista Jean Goulinat e sono un’opera davvero complessa e affasciante. Ogni figura è affiancata a un numero e a glifi ermetici tratti dagli alfabeti ebraico, egizio e sanscrito.
L’occultista si dedicò ai simboli e soprattutto studiò la numerologia nascosta dietro gli arcani.
Fu Papus a isolare il Matto dal mazzo complessivo assegnandogli definitivamente il numero zero e considerandolo compendiativo delle altre carte.
Sui numeri 21 e 77, che rappresentano il totale di un mazzo di Tarocchi, sviluppò uno studio numerico simbolico in cui ravvisò condensata l’architettura cosmica e il percorso di caduta e riunificazione col divino dell’uomo.
Oswald Wirth: le due vie iniziatiche
Faccio Outing. Ho una passione per i Tarocchi di Oswald Wirth non tanto per la pregevolezza artistica ma per una intuizione che è un preludio decisivo per la lettura Junghiana di Tarocchi che ho insegnato nel libro La Psicologia dei Tarocchi.
I Tarocchi di Wirth
Il primo mazzo che Wirth realizzò comprendeva i soli Arcani Maggiori e aderiva alla concezione diffusa che essi descrivessero un processo iniziatico-evolutivo ma dividendo le ventidue lame in due serie, l’occultista si rese conto che risultavano contrapposte.

Nella prima serie l’uomo prevale sull’ambiente. Le figure sono in primo piano. 5 siedono maestose su un trono e tutte hanno in mano un oggetto simbolico.
Nella seconda serie è l’ambiente che prevale sull’individuo e nessuno dei personaggi raffigurati troneggia o domina.
Wirth spiega che queste due serie simboleggiano la via secca e la via umida dell’iniziazione ermetica: la prima è una via maschile che esalta l’Io, la realizzazione e l’iniziativa dell’individualità , la seconda è una via femminile che privilegia la ricettività la cura, l’accoglimento.
Dal punto di vista psichico Jung vi ravviserebbe la psicologia che caratterizza l’individuo nella prima e nella seconda parte della vita.
“Mi sembra, infatti” Scrive Jung “che nel corso dell’esistenza i fatti psichici fondamentali mutino enormemente, al punto che si potrebbe quasi parlare di una psicologia del mattino e di una psicologia del pomeriggio della vita”
Se ti interessa approfondire una lettura psicologica dei Tarocchi, puoi trovare un metodo e una spiegazione del significato psichico degli arcani nel mio libro La Psicologia dei Tarocchi.
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In ogni caso la coscienza ermetica anticipa spesso la psicanalisi moderna tanto che sarebbe possibile parlare di psicologia esoterica. Senza saperlo, Wirth stava richiamando l’attenzione sulla raffigurazione della psicologia dell’alba e dell’occaso disegnata nei Tarocchi che Jung avrebbe formulato in ambito scientifico.
Edward Waite: i Tarocchi della Golden Dawn
Era la fine dell’800 quando un colto medico legale inglese (William W. Westcott) e un mago (Samuel L. Mathers) fondarono una degli ordini magico massonici più conosciuti della storia occultistica. Chiamarono quest’ordine “L’ordine eretico dell’Aurea Alba” cioè Golden Dawn e il suo contributo, per ciò che concerne la conoscenza esoterica dei Tarocchi, è davvero rilevante.
Tra le fila degli iniziati circolavano una serie di manoscritti noti come Liber T (il solito libro di Toth) che sarebbe stato scritto originariamente in geroglifici, tradotto da Mosè in persona in ebraico e tramandato per secoli attraverso gli Arcani dei Tarocchi.
Fu un litigio tra adepti che consentì che queste idee segrete venissero a conoscenza del grande pubblico.
I Tarocchi Esoterici di Rider Waite
Artur Edward Waite studioso di occultismo appartenente alla Golden Dawn, rompendo ogni indugio sulla segretezza, fece realizzare nel 1910 da una artista americana, Pamela Colman-Smith, una versione dei tarocchi descritti nel Liber T e la pubblicò con l’editore Rider, creando così il mazzo più conosciuto e utilizzato della storia della cartomanzia.
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Anche in questo caso i Tarocchi esoterici si avvicinano ai tarocchi psicologici. Per Waite i Tarocchi incarnano la rappresentazione simbolica di idee universali, un concetto in qualche modo sovrapponibile a quello junghiano di archetipo.
Il contenuto degli arcani di Waite appartiene di più a una verità animica piuttosto che ermetica, i tarocchi sono strumenti meditativi con quali si può accedere alla verità personale. Le immagini delle lamine stimolano, cioè, l’accesso alla coscienza.
Alister Crowley alias Master Therion: i Tarocchi del mago per eccellenza.
In polemica con quanto realizzato da Waite, Alister Croweley ci impiegò ben 5 anni a disegnare, con l’aiuto della raffinata artista Frieda Harris, il proprio mazzo di tarocchi. Attraverso gli acquarelli di Frieda, Crowley diede vita a simbologie cromatiche, citazioni mitologiche, tradizioni misteriche occidentali e orientali.
I Tarocchi di Crowley.
Grazie alla raffinatezza della Harris il mazzo di carte di Crowley e probabilmente quello più artisticamente curato. Quanto a complessità , i commenti che troviamo nel Book of Toth di Master Therion non sono inferiori alla cura dell’opera.
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Per ogni lamina il Mago spiega i riferimenti alla Qabbalah, alla mitologia, ai Ching, ai luoghi misterici, ai riti, agli elementi della natura, cita simbolicamente opere letterarie, musicali, monumentali. Crowley si propone un lavoro sincretico sostenuto dalla sua vastissima cultura, intersecando i domini molteplici del pensiero simbolico, con lo scopo di rappresentare realmente un compendio, un liber mundi in immagini, una rappresentazione dell’universo mediata dalla forte personalità eccentrica e dalla profonda conoscenza simbolica.
Le nuove frontiere dei Tarocchi
Nel post La storia completa dei Tarocchi ho già accennato alle bellissime interpretazioni degli Arcani maggiori prodotte da grandi pittori e disegnatori contemporanei. In questa sede vorrei invece sottolineare il nuovo passo che ha fatto lo studio dei tarocchi, sdoganando l’appartenenza di questo universo creativo in ambito psicologico.
A partire da Jung i simboli racchiusi nelle immagini degli arcani vennero riconosciute come immagini di archetipi.
Nei Tarocchi vi era davvero nascosto un liber mundi, ma il liber mundi della psiche. Che quest’ultimo sia o meno un universo, lascio alle considerazioni del lettori decidere, fatto sta che leggere i tarocchi non è più un mestiere per cartomanti o occultisti, bensì per counselor o ancora più correttamente per chiunque voglia inoltrarsi in se stesso e in un modo junghiano di leggere gli arcani.
Leggere i Tarocchi è molto più semplice di quanto si possa supporre perché gli archetipi in essi disegnati sono immagini dell’inconscio collettivo e come tali attivi in ognuno.
Per interpretare il linguaggio basta saperli riconoscere. In questo senso La Psicologia dei Tarocchi è un progetto nato con questo scopo.
NB. Se ti interessa conoscere anche la visione moderna, Junghiana e psicologica dei Tarocchi ti propongo il mio studio: La Psicologia dei Tarocchi. Libro e Arcani








