Lo studio della relazione tra Tarocchi e Specchi Esseni, riprende la teoria di James Hillman secondo cui ogni immagine è archetipica.
Il geniale psicanalista americano sosteneva, infatti, che non esiste in realtà una vera differenza tra tipi di immagine: qualsiasi immagine ha un fondamento archetipico per cui il lavoro psichico è sempre un lavoro “imagistico”.
L’Anima parla per immagini, si manifesta attraverso di esse e nutrire questo mondo interiore significa nutrire la psiche.
Affermava Hillman: “Facendo confluire il cosmico nel personale e liberando il personale nel cosmico, il metodo diventa una re-ligio cioè un ri-collegare, un ri-memorare…
Integrare storie, sogni e fantasie significa occuparsi della nostra parte che opera per immagini.
L’idea di Hilmann era quella di riequilibrare le dinamiche psichiche che stanno dietro al disagio e poi la psiche da sola avrebbe fatto il resto.
Sono d’accordo con lui.
Ridare forza alle parti messe all’angolo consente all’anima si riconciliarsi con sé stessa.
La mia proposta di un lavoro coi Tarocchi, parte dunque dallo stesso principio, con il pleonastico appunto, che non mi rivolgo a chi soffre di patologie che esigono un trattamento professionale, ma a chi, incontrando i propri Specchi Esseni, vuole sentirsi libero ed è pronto a sperimentare.
Indice dei contenuti
La triade degli archetipi e il tarocco di “guarigione”.
Durante il mio studio di transazione tra Specchi e Tarocchi, mi è stato possibile verificare l’associazione molto stretta di ogni Specchio alla attivazione di due specifici Arcani.
Rispetto al primo Specchio, ad esempio, (lo specchio del presente IO SONO), il focus è che la realtà mi sta rinviando un vissuto che riflette come mi sento, chi sono in questo momento.
Per lo Specchio dell’ IO SONO, gli archetipi dei Tarocchi particolarmente attivi sono il nostro Imperatore e la nostra Imperatrice interiore.

L’Imperatrice presiede, invece, tra le altre dimensioni, il nostro principio di accettazione non passiva e sostiene il nostro senso di auto-riconoscimento.

Il Tarocco di Guarigione
Troverete nel testo TAROCCHI E SPECCHI ESSENI le domande da porsi per riconoscere quando ciascuno dei sette Specchi Esseni è attivo, e una analisi maggiormente approfondita delle dinamiche, in questa sede vorrei, invece, focalizzarmi sulla ragione del terzo tarocco associato, che chiamerò convenzionalmente Arcano di guarigione.

A proposito di ogni Specchio, dunque, mi sono posta le domande:
- Quale archetipo NON agisce favorendo l’attivazione dello Specchio?
- Cosa manca, quale parte di noi dobbiamo recuperare e da cosa è rappresentata nel mazzo dei Tarocchi?
- Quale arcano fornisce un aiuto concreto nella guarigione delle energie psichiche coinvolte?
Nell’esempio del primo Specchio Esseno, l’archetipo che non sta agendo in noi è l’Arcano della Forza.
La Dama della Forza è quella parte di noi capace di riconoscere e dominare, con la delicatezza psichica del femminile, l’ES e la vita emozionale profonda. Presiede la capacità di riconoscere e domare lo spicchio reattivo e proiettivo che agiamo, il più delle volte, in maniera inconsapevole.
L’Archetipo della Forza ci viene in aiuto nell’auto-osservazione priva di giudizio, è un inno alla elasticità interiore che cerca comunque un obbiettivo positivo per sé.
Il simbolismo della triade
Ecco, dunque, che questo tarocco potrà venirci in soccorso per completare la terza punta di una immaginaria triade, riconoscendo e aiutandoci a risolvere, le dinamiche attive nello specchio.
Il simbolismo della triade non è casuale.
Il 3 è un numero profondamente attivo che possiede una grande forza: esso si impone immediatamente alla nostra psiche come simbolo della manifestazione.
Il mondo della concretezza è uno spazio tridimensionale; il tempo è separato in tre parti (presente, passato, futuro); nell’analisi freudiana i primi tre anni di vita sono quelli che delineano le strutture psichiche; Padre Figlio e Spirito Santo racchiudono nel cristianesimo il mistero della evidenza di Dio…
Infine, pitagoricamente, il rapporto della triade con l’unità può essere espresso da un triangolo equilatero, ovvero dall’identità del Tre, dove in ognuno dei tre angoli diversamente indicati è data ogni volta la triade intera.
Da un punto di vista archetipico-simbolico, dunque, tre è un numero di armonia, di soluzione del conflitto dualistico, ed è per questo considerato, da ogni tradizione spirituale, un numero perfetto.
Ogni antica sapienza ammette, in qualche modo, questo archetipo.
Il lavoro più difficile sugli Specchi Esseni è, probabilmente, l’atto di riconoscimento e consapevolezza delle dinamiche relative alla loro attivazione oltre la dualità.
Ecco allora che il terzo elemento recupera il rapporto con l’unità di noi che è andato perduto.
Come usare il terzo Arcano

Come ho anticipato, ogni capitolo nel libro TAROCCHI E SPECCHI ESSENI, ogni singolo specchio è completo di :
- Un Test di valutazione
- Una visualizzazione guidata (l’audio è presente sul canale YouTube Un posto Per i Pensieri)
- Alcuni esercizi immaginali
Utili allo svolgimento del lavoro personale.
In particolare la Visualizzazione ha lo scopo di far recuperare l’energia psichica mancante e aiutarci a guardare le cose da un’altra prospettiva. Gli esercizi sono, invece, utili alla nostra ridecisione e alla nostra crescita personale.
NB. Se ti interessa conoscere anche la visione moderna, Junghiana e psicologica dei Tarocchi ti propongo il mio studio: La Psicologia dei Tarocchi. Libro e Arcani

