Viaggio dell’Eroe e Tarocchi: il Saggio

V

Durante il Viaggo dell’Eroe tanto il Sovrano quanto il Mago vogliono dominare la realtà e trasformare le circostanze negative in positive.

Il Saggio non ha bisogno di trasformare o dominare il mondo; vuole soltanto comprenderlo e trascenderlo.

Il suo scopo è la conquista dell’illuminazione, il suo dono è quello del distacco, la sua paura è quella dell’inganno.

Egli cerca la verità, la realtà che è dietro le apparenze.

A volte il momento di maggior liberazione della vita è il momento della verità che rischiara la via e indica il da farsi: come quando un alcolizzato tocca il fondo e comprende che deve cercare aiuto, oppure l’uomo egocentrico che capisce come il suo narcisismo gli abbia impedito l’esperienza dell’amore…

Il Saggio e il tarocco della Giustizia

La sfida del Saggio è quella di decifrare gli indizi e risolvere l’enigma di fondo dell’esistenza.

La Giustizia- La Psicologia dei tarocchi- cartaSpessissimo egli parla oracolarmente, per enigmi, in parabole o con immagini simboliche.

Come l’Arcano della Giustizia conosce l’importanza di abbinare la metodologia al compito del momento: la scienza ci documenta rispetto la realtà fisica fuori e dentro di noi ma è del tutto inutile per esplorare il cuore umano.

Imitando la lamina VIII, sa che molto spesso l’indagine preordina i risultati: le risposte che troviamo dipendono dalle domande che poniamo.

E’ solo, infatti, quando il Saggio entra nella nostra vita che ci accorgiamo che raramente vediamo le cose come sono realmente.

Il nostro Saggio interno vuole arrivare a una sorta di verità oggettiva che superi la verità individuale; è quella parte di noi che è dietro i pensieri, le emozioni, i desideri e osserva semplicemente l’azione.

Nel percorso del nostro Saggio, arriva sempre il momento che in cui ci rendiamo conto che coloro che ritenevamo maestri, a partire dai genitori, sono, in realtà fallibili.

Chiediamo allora a costoro di insegnarci il processo giusto.

Possiamo passare momenti di disincanto, finché arriva l’istante della soluzione interiore: non esistono assoluti, ma ce ne sono alcuni migliori di altri.

Affrontiamo, allora, l’impegno nel contesto della relatività. Comprendiamo che possiamo orientarci assumendoci la nostra responsabilità, facendo scelte che sono giuste per noi, senza presumere che siano giuste anche per altri.

Il Saggio e il Tarocco del Mondo

Il Mondo. La psicologia dei Tarocchi - CartaEsiste, a mio avviso, uno stadio finale ben simboleggiato nel tarocco del Mondo, ed è quello del ritorno all’assoluto, ma in un contesto più elevato, spirituale o mistico.

Molte tradizioni insegnano che comprendere la relatività della conoscenza è il compito più elevato dell’intelletto razionale, ma tale comprensione esige che ci distacchiamo o contempliamo senza attaccamento i nostri pensieri ed emozioni.

Un tale atteggiamento di distacco ci permette di renderci conto che non siamo le nostre idee e non abbiamo più bisogno che l’Universo sia in un certo modo particolare.

Il Saggio insegna, tuttavia, che non si raggiunge un senso mistico di unità e amore attraverso il rigetto del pensiero, quanto piuttosto è necessario prima sviluppare contemporaneamente la mente e il cuore fino a livelli più alti possibili; solo allora ognuno di noi sarà in grado di abbandonare la presa e lasciare che la verità entri nella nostra vita come un dono.

Il Saggio ci dice che non potremo essere liberi finché non saremo in grado di armonizzare la nostra volontà con la verità stessa.

Fin quando indosseremo una maschera e cercheremo di sembrare più di ciò che siamo, non diventeremo mai saggi.

Non è tanto l’esistenza che ci chiama a una verità ultima quanto la verità ultima ci chiede di integrarla: se non sviluppiamo la nostra mente e il nostro cuore e non apriamo il nostro spirito, non conosceremo mai la realtà, neppure se l’abbiamo sotto il naso.

Fare esperienza di qualsiasi verità in aggiunta a quelle offerteci dai nostri 5 sensi è un dono.

Non possiamo conquistare la verità con la forza; possiamo soltanto raffinare gli strumenti e aspettare il miracolo.

I grandi Saggi della storia hanno sempre insegnato che è solo attraverso i miracoli che è possibile fare esperienza della realtà assoluta.

Il Saggio Ombra

Il pericolo del Saggio Ombra è quello di tagliarci fuori dalla realtà, trasformando il distacco in atarassia.

Possiamo registrare ciò che accade ma non esentiamo nulla, siamo ossessionati dal timore dell’attaccamento per cui non riusciamo a impegnarci nei confronti di altre persone.

A volte ci illudiamo che questo ci renda liberi, ma non siamo affatto liberi. Siamo semplicemente troppo terrorizzati dall’impegno per legarci a qualcuno o qualcosa.

Il Saggio Ombra è talmente sopraffatto dalla relatività da non riuscire più realmente ad agire oppure è perfezionista e si divincola in processi mentali ossessivi.

Vuole controllare la conoscenza rendendola inoffensiva, sperimentando solo ciò che corrisponde al suo stile di apprendimento: il suo fine primario non è il raggiungimento della saggezza ma il giudizio sugli altri.

Il dono del Saggio

La più alta conquista del Saggio è la libertà dall’attaccamento e dall’illusione: nella misura in cui siamo attaccati, il nostro giudizio viene distorto, in quanto non siamo liberi di vedere con chiarezza.

Quanto più è grande il dono del Saggio più siamo in grado di sublimare gli attaccamenti in preferenze, ma non possiamo liberarci fino in fondo dalle dipendenze o dalle ossessioni con le nostre sole forze.

Ogni volta che riconosciamo che non siamo liberi, che pensiamo di aver bisogno di qualcosa per essere felici, questo ci dà l’opportunità di essere guariti dalla grazia.

Cercare il distacco prima di aver imparato il compito dell’Amante di affezionarsi e impegnarci genererà solo sordità interiore e disperazione:  dopo che si è imparato ad attaccarci, l’imparare ad amare e a impegnarsi senza attaccamento porta libertà.

Infine impareremo anche a lasciar cadere lo stesso nostro attaccamento alla sofferenza: quando abbiamo imparato a cessare di combattere la vita e ad aver fede nei suoi processi non abbiamo più bisogno di soffrire.

 

NB. Se ti interessa conoscere anche la visione moderna, Junghiana e psicologica dei Tarocchi ti propongo il mio studio: La Psicologia dei Tarocchi. Libro e Arcani

La psicologia dei Tarocchi Libro e carte

About the author

Laura Valli

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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By Laura Valli

Sull’autore

Laura Valli, è affascinata dalla ricerca psico-simbolica fin dai tempi del liceo classico, ha scritto due libri traducendo le immagini dei tarocchi in archetipi junghiani. Il suo intento iniziale era sottrarre queste figure alla dimensione mantica, ma la ricerca l’ha portata a scoprire molto di più: se gli Arcani Maggiori ripercorrono il 'viaggio dell’eroe' secondo i canoni della psicologia archetipica, i Minori si sono rivelati veri e propri ritmi del Sé e sfaccettature della personalità.

In questa visione, il mazzo di tarocchi si trasforma in un raffinato strumento di auto-aiuto. Oggi Laura mette questa ricerca a disposizione degli altri attraverso corsi di formazione specialistici e sessioni di counseling individuale, offrendo percorsi in cui il simbolo diventa una chiave per la comprensione profonda della propria identità.

Oggi svolge professione di counseling ad indirizzo analitico transazionale, è formatore qualificato ASPIN, e ricercatrice e saggista per Anima Edizioni.

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