Durante la fase di ritorno del Viaggio dell’Eroe , il nostro Sovrano interiore ha il compito di creare e mantenere il Regno, ma è il Mago che si assume quello di trasformare la realtà cambiando la coscienza.
Come in ogni storia che si rispetti, egli è accanto al Re affermando le proprie doti e creando soluzioni di benessere.
Una figura saggia e risolutiva che conosce il segreto che il riflettersi dell’interiorità all’esterno non obbedisce a una semplice legge di causa-effetto, bensì si attua per sin-cronicità , per coincidenze significative.
Il Mago dentro di noi, ci fornisce un senso di relazione con il tutto, presiede la comprensione che ciò che è all’interno di noi contiene tutto ciò che è all’esterno: man mano, cioè, che diventiamo più sani e vivi, mettiamo in moto ciascuno un’onda che si ripercuote sugli altri.
Come ogni sciamano, il Mago conosce il mondo sacro degli stati alterati di coscienza che percorrono la nostra vita e, a differenza di molti, ha scelto di diventarne consapevole.
Che questa consapevolezza avvenga attraverso tecniche meditative, di immaginazione attiva, o stati di presenza, poco importa.
Il nostro Mago comunica con il mondo del subconscio e gli attribuisce un degno posto d’onore nel correre dell’esistenza.
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Il Mago e il tarocco del Bagatto

Specchio potente della prima lamina degli Arcani Maggiori, l’archetipo del Mago somiglia al Bagatto dei tarocchi nel suo potere creativo: egli ha, infatti, il potere di nominare.
Nella vita, noi cominciamo ad affermare il nostro potere quando è all’opera il Creatore; è allora che cominciamo a raccontare la nostra storia con la nostra voce: con il Mago raggiungiamo l’interiorizzazione piena di questa facoltà .
Sappiamo che ogni volta che denominiamo una realtà in modo da sminuire persone e possibilità , noi, sia pure inavvertitamente, pratichiamo magia nera.
Nominare la realtà con gli occhi dello spirito invece ci rende più forti e rende più forti anche altri.
Il Mago, certo, commette i suoi errori, ma sa anche chiedersi perchè ha fatto quello che ha fatto e che cosa stava tentando di imparare.
Nella verità che le affermazioni influenzano il livello mentale e operano per un processo della mente sulla materia, il Mago sa, inoltre, che se non ci si rivolge anche a un livello psichico, ogni sforzo puramente intellettuale può causare lo sviluppo di un’Ombra mostruosa, per questo Egli non tende a eliminare semplicemente la negatività piuttosto la esorcizza e la trasforma.
Il Mago e il tarocco del Diavolo

Per questa ragione, il potere trasformatore del Mago non elimina le ombre, piuttosto consente loro di esprimersi in modo sano.
Una volta che impariamo a sentire fino in fondo le nostre emozioni, è possibile imparare a trasformare l’energia psichica senza che intervenga una catarsi attiva.
Le emozioni possono semplicemente attraversarci fino a che non passiamo dalla sofferenza alla gioia.
L’idea è di non attaccarsi al dolore ma trasformarlo attraverso la compassione e rimandarlo in una forma nuova.
Rispetto alle forze dell’Ombra, alle ferite, rappresentate nei tarocchi tra le pieghe della carta del Diavolo, il Mago interiore può giungere alla condizione di guaritore.
Il Viaggio del Mago è sempre iniziato con una ferita, guarendo la quale ha imparato a guarire gli altri.
E’ anche possibile che egli invochi l’aiuto di un altro durante il processo di guarigione.
In questo caso non è il potere personale ma il proprio rapporto con un essere più potente che concretizza la salvezza.
Occorre, anche, che il Mago trovi la propria cerchia o il proprio gruppo di guarigione fra le persone con cui ha un particolare legame.
Paradossalmente il vero potere viene dal riconoscere la nostra dipendenza: dalla terra, dagli altri, dalla nostra fonte spirituale.
Quando iniziamo a obbedire al nostro senso interiore di ciò che è bene, risvegliamo il nostro Mago.
Tuttavia, poiché diventare Maghi comporta una grande forza dell’Io, i Maghi sono propensi a manifestare tanto gli aspetti positivi quanto gli aspetti negativi dell’Io.
Il Mago Ombra
Per ogni mago, dunque, integrare l’Ombra è essenziale: nella sua forma negativa, egli può trasformarsi in uno stregone nero.
In realtà , chiunque abbia negato il potere interiore che gli permette di trasformare se stesso e gli altri ha, al proprio interno, uno stregone.
Il Mago ombra è un archetipo che, in qualche misura ci possiede tutti; invece di nominare ci impegniamo a privare del nome, a far sentire gli altri dimeno di ciò che sono.
A volte immaginiamo che accadano cose spiacevoli, diventiamo autodistruttivi o proviamo compiacimento quando ad altri accade qualcosa di sgradevole.
Nella sua forma più oscura, impersoniamo il Mago nero quando mal nominiamo: definiamo in modo sminuente o negativo la nostra identità o quella di altri.
I Maghi bianchi usano il carisma per aiutare, gli stregoni neri vogliono, invece, solo avere gli altri in proprio potere.
Quanto meno pienamente rivendichiamo il nostro potere personale di trasformare la realtà , tanto più rischiamo di essere posseduti da questa energia nella sua forma ombra e di usarla, consapevolmente o inconsapevolmente, a fini di male.
Il potere non vuole essere rinnegato. Ed è un potere che non è mai neutro o risana o nuoce.
NB. Se ti interessa conoscere anche la visione moderna, Junghiana e psicologica dei Tarocchi ti propongo il mio studio: La Psicologia dei Tarocchi. Libro e Arcani
